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Fleming, una cerimonia per ricordare Andrea Millevoi

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Esposizione al sole

Sottotenente Andrea Millevoi, sergente Stefano Paolicchi, paracadutista Pasquale Baccaro. Sono i nomi dei tre militari italiani che 29 anni fa, il 2 luglio del 1993, persero la vita in un conflitto a fuoco alla periferia di Mogadisho, in Somalia, e il prossimo lunedì 4 luglio, nella caserma del Reggimento “Lancieri di Montebello” in via Flaminia, al Fleming, si terrà una breve solenne cerimonia in ricordo di Andrea Millevoi, ufficiale di Cavalleria che nel 1993 era in forza proprio in questo reggimento.

Il sottotenente Millevoi, 22 anni, era un giovane romano che dopo il corso Allievi Ufficiali era stato assegnato ai “Lancieri di Montebello” per il servizio di prima nomina; al termine dei previsti 9 mesi di servizio aveva chiesto di essere raffermato per ulteriori 2 anni.

Iniziata la missione IBIS in Somalia, missione che coordinata dalle Nazioni Unite aveva il principale scopo di portare aiuto alla popolazione somala da anni colpita da una gravissima carestia che aveva provocato centinaia di migliaia di morti, oltre al compito di rendere impotenti le forti milizie che comandate dai locali “signori della guerra” avrebbero potuto mettere le mani sui consistenti aiuti umanitari,  il giovane Ufficiale era stato inserito nello Squadrone che nel periodo giugno-settembre 1993 avrebbe operato insieme al 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” nella capitale Mogadisho.

Il giorno 2 luglio 1993, nel corso del rastrellamento del quartiere Eliwa alla ricerca di armi, i miliziani di uno dei signori della guerra reagirono facendo fuoco nei confronti dei militari italiani; la reazione violenta provocò un combattimento che si protrasse per alcune ore e che al termine registrò 3 morti e 22 feriti.
Si trattò del primo vero e proprio combattimento di truppe italiane  dalla fine della seconda Guerra Mondiale.

Le vicende di quell’impegnativo combattimento che oppose  il contingente italiano a migliaia di miliziani somali armati con armi automatiche e lanciarazzi è stata dettagliatamente descritta nel libro del Generale Paolo Riccò: “I diavoli neri” (edizioni Longanesi). Il libro, oltre a narrare le vicende dei tre caduti, è un dettagliato resoconto di una missione estremamente difficile perché considerata di pace ma in un ambiente di vera e propria guerra.

Alla memoria del giovane Ufficiale è stata concessa una Medaglia d’Oro al Valor Militare (“Cadeva con le armi in pugno offrendo un chiarissimo esempio di coraggio, determinazione, assoluto sprezzo del pericolo ed elevatissimo senso del dovere sublimato dal supremo sacrificio”). Inoltre, a lui è stato intitolato un giardino all’Eur e una scuola elementare nel quartiere Ardeatina.

Francesco Gargaglia

I diavoli neri di Paolo Riccò

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