Home ATTUALITÀ “Volare con la fantasia”. Perché la diversità è una ricchezza

“Volare con la fantasia”. Perché la diversità è una ricchezza

Federica-Carbonin
Esposizione al sole

Sabato 4 giugno, è stato presentato al Teatro Patologico, in via Cassia 472, “Volare con la fantasia”, opera prima di Federica Carbonin, giovane scrittrice amante della lettura, introdotta dal giornalista Federico Bardanzellu e accompagnata nella lettura dei racconti da Danila Vernarelli.

“Sono legata a tutti i racconti che ho scritto. Abbiamo tantissimi stimoli, sia dall’esterno che dall’interno, e io li ho messi inconsciamente tutti insieme. È come se avessi dato la luce ad una creatura”, confessa l’autrice.

A seguito di un tumore benigno che le colpisce il cervelletto lesionandole il nervo ottico, all’età di cinque anni Federica perde gran parte della vista divenendo ipovedente grave. Grazie al funzionamento della terapia “Gamma Knife”, si abitua alla sua nuova esistenza da ipovedente grave, con un unico piccolo residuo visivo: un ventesimo al centro dell’occhio sinistro, che lei stessa dice di tenersi ben stretto.

Dopo essersi laureata presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Tor Vergata, dove ha frequentato il corso di laurea in lettere moderne, consegue anche la laurea magistrale in Giornalismo e Sistemi editoriali.

“Volare con la fantasia” è una raccolta di cinque racconti fantasy in cui i protagonisti sono cani alati, elfi, scienziati pazzi, mediante i quali l’autrice ha metaforicamente rappresentato i “diversi”. “Ho scelto queste metafore per addolcire un pochino la pillola, ma tutti noi siamo diversi. La diversità va custodita come un gioiello prezioso, perché se ci arricchissimo delle diversità degli altri saremmo le persone più ricche del mondo.”

Un’opera, quindi, con la quale Federica ha dato voce alle sue fantasie ed ha veicolato così il suo pensiero più importante: la diversità è una ricchezza. “La normalità è una parolaccia, non mi piace, nessuno è normale, tutti siamo diversi ed è proprio questo il bello”, continua Federica. “Spesso la diversità fa paura, ma va accettata”.

Durante l’incontro sono stati proposti alcuni estratti dei racconti. “Una principessa diversa”, il preferito dell’autrice, narra le vicende di una principessa che non vuole sottostare alle regole ferree del luogo in cui vive, immaginato nell’oceano indiano.
Sin da subito la protagonista si dimostra ribelle, non accetta ciò che gli altri hanno stabilito per lei. “Molte protagoniste sono donne, ragazze, bambine che sono tradizionalmente messe in secondo piano, ma penso che le donne siano fantastiche e dovrebbero avere gli stessi diritti ed opportunità degli uomini”, dichiara Federica.

Ma c’è un altro motivo per cui quello citato è il testo a cui la Corbanin è più legata. La storia affronta anche il tema dei diritti LGBTQ+ “che non è una parolaccia!”, ironizza.
Mi piacerebbe che questo racconto venisse letto nelle scuole perché i bambini non percepiscono la diversità. Se questi temi venissero già affrontati nelle scuole, i bambini capirebbero che esistono anche forme diverse di amore”, conclude Federica.

Caterina Somma

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