Home ATTUALITÀ Peste suina, Coldiretti: “RomaNatura inefficace, inefficiente, inadatta”

Peste suina, Coldiretti: “RomaNatura inefficace, inefficiente, inadatta”

gabbia per cinghiali
foto di repertorio
Esposizione al sole

Duro attacco della Coldiretti a RomaNatura, l’Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma.
Nato in attuazione di una Legge Regionale del 1997, RomaNatura è un Ente di diritto pubblico dotato di autonomia amministrativa, finanziaria e patrimoniale che gestisce oltre 16mila ettari di natura protetta fra i quali quelli della Riserva Naturale dell’Insugherata, balzata agli onori della cronaca da inizio maggio a causa del focolaio di peste suina scoppiato al suo interno.

 “Che l’Ente RomaNatura sia inefficace, inefficiente e soprattutto inadatto a ricoprire il suo ruolo, non lo dico io, ma lo testimoniano i fatti, supportati dai dati”. Così dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, sostenendo che le sue affermazioni sono dimostrate dal “numero di cinghiali catturati che complessivamente in tutto il 2021 sono stati solo 99 e peraltro solo in un’area protetta, quella della Riserva della Marcigliana. Nessuna cattura, da quando è stato approvato il Piano, è avvenuta nelle aree di Roma nord relative all’Insugherata, al Pineto e a Monte Mario”.

Il piano di controllo dell’Insugherata, approvato nel febbraio 2020, “prevedeva 50 catture all’anno nelle zone agricole – aggiunge Granieri – nelle quali, ad oggi, non se ne conta neanche una, a differenza di altre aree protette del Lazio in cui è stato dato il via libera alle all’abbattimento dei cinghiali anche con l’attività di sparo prevista dalla normativa regionale”. 

E ancora, sottolinea Granieri: “Nel parco del Pineto e nella Riserva Naturale di Monte Mario – conclude Granieri – non erano previsti obiettivi numerici, ma solo, genericamente, catture per risolvere situazioni critiche. Da quanto ci risulta è stato chiesto di recente a Romanatura dagli organi competenti di attuare il piano non attuato e di rivedere gli obiettivi di prelievo per il Parco del Pineto e Monte Mario, considerato che dal 2020 la situazione nelle aree più urbanizzate è molto cambiata. Tutto questo non può che testimoniare il lassismo di questi anni, che peraltro è sotto gli occhi di tutti”. 

E conclude:  “E’ necessario che la Regione Lazio proceda con un commissariamento e un cambio al vertice di RomaNatura”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

5 COMMENTI

  1. Finalmente!!! Su Facebook (canale stupido ma era l’unico modo per segnalare a Roma Natura varie criticità) alla fine mi hanno bloccato, dopo per ultimo aver segnalato ragazzini con le citycar dentro il K2, roba da non crederci. Oltre a segnaletiche divelte, segnaletiche della Via Francigena ovviamente cinghiali e ciclisti acrobatici che hanno fatto sparire fagocitando e piallando i bordi dei sentieri che sono le aree preferite delle orchidee nostrane e gladioli che ormai sono un lontano ricordo. Io insieme ad altri fruitori del verde boschivo e del sottobosco che caratterizzava tutta la parete di Monte Mario dalle officine farneto fino a su Via De Amicis, lo Zodiaco e l’area intorno al cimitero dei francesi, abbiamo segnalato sia lo scempio perpetrato dai ciclisti che hanno ridotto a piste acrobatiche e poi ai cinghiali che hanno arato le aree preferite dalla flora endemica e autoctona, senza avere mai avuto risposte di intervento a limitare i danni…niente, anzi ci bloccano, ci mandano a quel paese, ci hanno rimandato alla Regione, alle circoscrizioni, al CONI e al Vaticano, il che vuol dire solo una cosa: tra un ente preposto alla salvaguardia del verde e il niente, è meglio quest’ultimo: si risparmiano tempo e denaro. Questo articolo mi rincuora, perché vuol dire che non ero l’unico a vedere certe storture. E pensare che il bello di Roma Nord è quello che oggi è un vero incubo per tutti, il verde naturale che ci circonda. In un pugno di anni è tutto andato in malora. Ringraziamo Roma Natura sperando che venga totalmente destituita perché a nulla serve.

  2. La dichiarazione del Presidente della Coldiretti e’ gravissima anche se in linea con il “sentire” dei fruitori delle riserve; sebbene l’Ente debba attenersi ai “Piani di Assetto” e’ pur vero che i gravi problemi sono
    sotto gli occhi di tutti….il 3 marzo e’ uscito il rapporto sul dissesto idrogeologico del paese…94% dei comuni italiani a rischio…giorni fa l’EU ci ha sanzionato ancora una volta sul problema delle “polveri sottili” …..la politica del territorio e’ ovunque un fallimento.

    • A me spiace solo che non possono essere caricate fotografie nei commenti, perché potrei nel mio piccolo dimostrare che la dichiarazione del Presidente della Coldiretti è ‘light’, rispetto a quello che si vive DENTRO le aree di competenza di Roma Natura. Altro che gravissime. Io non so cosa può provare un ente che vede segnaletiche, pensiline, staccionate, tutte con il logo Roma Natura completamente distrutte dall’assenza TOTALE di manutenzione e salvaguardia, guardia e tutela. Non sente il forte senso di fallimento? No? Male! E’ una riserva, ma non è autonoma, è una riserva voluta e ritagliata dall’uomo all’interno della città, va manutenuta da figure competenti e operative, altrimenti si passa la palla ad altro ente e si azzerano le competenze dell’Ente che in tal senso è inerme, incapace. Poi parlare di dissesto idrogeologico imputando quindi le cause naturale come le reali responsabili delle tonnellate di monnezza, di sfasciume e di atti vandalici è come recitare la parte del film ‘Johnny Stecchino’ in cui un superbo attore parlava del problema grave che affligge la Sicilia da secoli: l’Etna. Ma dai…spero che non sia mancanza di sensibilità e di competenza, sarebbe davvero grave. E ho sempre spedito dossier di foto a Roma Natura, alla I, alla XV, alla Regione eccetera. Dossier di foto che narrano il lento degrado di una ricchezza ormai tarocca della città.

  3. Cerchiamo di fare chiarezza ..quando si parla di “dissesto idrogeologico” ci si riferisce a tutt’altra cosa (le cause naturali come principali responsabili….? Ma chi l’ha detto?). Il dissesto ( lo dice la stessa parola) non ha nulla di naturale; parliamo delle conseguenze provocate dall’attività antropica: consumo eccessivo di territorio, opere collocate in aree non idonee, modifiche artificiali dei corsi d’acqua, strade, autostrade dove non andavano fatte, mancato rispetto delle norme antisismiche…..questo e’ il dissesto idrogeologico e Jonny Stecchino non “c’azzecca” niente come diceva Di Pietro.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome