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Stazione Vigna Clara, ok della Regione Lazio alla riapertura

stazione Vigna Clara
interni stazione Vigna Clara
Esposizione al sole

Il 3 maggio scadranno i cinque mesi entro i quali l’Ansfisa, l’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferrovie e Infrastrutture Stradali e Autostradali, deve autorizzare la messa in esercizio della linea Vigna Clara – Ostiense con contestuale riapertura della stazione Vigna Clara.

Entro la stessa data la Prefettura dovrà dare il suo benestare al piano di emergenza per la sicurezza mentre a Trenitalia e Regione Lazio spetta organizzare il servizio.

Siamo all’ultimo miglio. Ma ad accorciare le distanze ci ha pensato oggi la Giunta della Regione Lazio approvando la delibera concernente le “Disposizioni in materia di sistema tariffario non integrato per i servizi ferroviari regionali svolti da Trenitalia. Apertura al pubblico esercizio e attivazione servizio ferroviario nella stazione di Vigna Clara”.

A darne notizia questa sera è stato Mauro Alessandri, assessore regionale ai Lavori Pubblici e Mobilità, dichiarando in un comunicato che con l’apertura della stazione di Vigna Clara viene restituito ai romani un nodo strategico per la mobilità all’interno della capitale, in particolar modo per il quadrante Nord della città.

“Sulla nuova linea, fa sapere Alessandri, saranno attivi 18 collegamenti tra Vigna Clara – Roma San Pietro e Vigna Clara – Ostiense, con la possibilità nel prossimo anno di una ulteriore implementazione. Continuiamo così a sostenere la mobilità dei cittadini di Roma e del Lazio connettendo questa parte della città con le linee A e B della metropolitana e con la linea Fl3 Cesano-Viterbo, essenziale per il collegamento con tutta la provincia di Viterbo”.

“La riapertura della stazione Vigna Clara – conclude l’assessore – rappresenta una prima importantissima tappa per la chiusura dell’anello ferroviario, un passo fondamentale per l’affermazione della cura del ferro nella nostra regione e per la città di Roma”.

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12 COMMENTI

  1. aspettiamo una data… come sempre e da sempre. potete parlare dei lecci piantati e già morti? se non li sostituiscono è davvero una presa in giro.

  2. A parte che è un annuncio senza data (che fine hanno fatto le scuse dell’Assessore Patanè che annunciò fine marzo?).

    Leggevo che passeranno 18 treni al giorno (essendo monorotaia, 9 per senso di marcia).

    Se i 9 treni passassero ogni 5 minuti, la ferrovia funzionerebbe per 45 minuti al giorno.

    Se, più realisticamente, verranno distribuiti tra le 7 e le 21 (non sarebbe male ne passasse uno anche più tardi), la frequenza sarebbe 1 treno ogni ora e 35 minuti

    Praticamente i lavoratori di Roma Nord la mattina avranno “un colpo solo” per raggiungere la Metro A a Valle Aurelia, poi è come se la ferrovia non ci fosse più…

    Ora è chiaro che la frequenza può essere distribuita in modo diverso nella giornata (facendo passare 2-3 treni la mattina presto e 2-3 treni a fine giornata lavorativa, ma a quel punto rimarrebbero 3 treni (per senso di marcia) per coprire tutto il resto della giornata (5-6 ore).

  3. Ma la stazione verrebbe aperta così?
    Senza prevedere dei lavori sul parcheggio sopra la stazione?
    Senza prevedere dei lavori di parcheggio su Via Monterosi ?
    Senza prevedere dei lavori sul parcheggio che doveva essere realizzato in fondo a Via Monterosi?

    Le stazioni si fanno anche con dei parcheggi di scambio (qui in piccolo, ma come idea come a Saxa Rubra), sennò che cosa diventa il quartiere?

  4. Ma sul serio un treno ogni due ore? E alcune corse limitate a San Pietro… Mi meraviglio di come ci mettano pure la faccia… Al loro posto non saprei davvero come e dove nascondermi. Un saluto a tutti

    • Presumo e spero che nelle fasce orarie 7/9 e 16/18 la frequenza sia più alta, non mi ricordo se avevo letto proprio qui un treno ogni mezz’ora, il capolinea dovrebbe essere Ostinse.

      • Se ci fosse una maggior frequenza (come immagino anche io) nelle fasce indicate, con 18 corse giornaliere, nel restante tempo della giornata non passerebbero mai…

  5. Mauro Alessandri, l’Assessore alla Mobilità della Regione Lazio, che ha la titolarità del contratto di servizio con RFI, dichiara che la stazione Vigna Clarra è un nodo strastegico e poi delibera l’attivazione di ben 9 (nove ) treni in partenza e 9 (nove) in arrivo al giorno
    Eugenio Patanè, l’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma, aveva dichiarato che la stazione Vigna Clara sarebbe stata aperta entro Marzo (2022). Al 1 Maggio (2022), la stazione è ancora chiusa e non è data la data di attivazione

    Complimenti verrebbe da dire

  6. in un articolo su romatoday di fine 2020, suppongo ripreso da questo sito, si diceva…
    “Per adesso sulla linea Vigna Clara-Valle Aurelia è previsto un treno ogni 30 minuti. In prospettiva ci auguriamo che l’offerta vada oltre Valle Aurelia: verso San Pietro e Ostiense-Tiburtina. Per noi – ha aggiunto l’ing. Torassa (RFI) – questa attivazione è molto importante ma è solo l’inizio: l’obiettivo è quello di arrivare finalmente alla chiusura dell’arco nord dell’anello ferroviario. E’ in corso lo studio di fattibilità”

    ma come sempre siamo in alto mare

  7. Gentili Signori,
    domani mattina 3 maggio 2022 alle ore 7.30 si svolgera’ una trasmissione di Buon Giorno Regione del TG3 presso la stazione di Vigna Clara, dove Rossella Santilli intervistera’ RFI ed i Comitati sulla vicenda annosa della linea.
    Nel Frattempo approfitto dell’occasione per confermare le perplessita’ esposte in queste pagine sulla previsione di servizio.
    Dopo 30 anni un treno ogni due ore, e con servizi limitati a San Pietro, costituiscono un servizio pari ad una prova sperimentale od un preesercizio, certamente non classificabile come servizio urbano.
    Non si capisce come la Regione Lazio dopo tanti anni si sia prodotta in questa performance: il proverbio cita di un elefange che partorisce un topolino.
    Si spera che con l’orario estivo del 12 giugno l’offerta venga portata ad un treno ogni mezz’ora, il minimo per rendere appetibile il treno nei confronti dell’automobile.

  8. Che la stazione a binario unico sia poco più di un presercizio sperimentale era da immaginarlo. il tratto è a binario unico. Ora se un treno scende non può salirne un’altro. Facendo due calcoli (cosniderando stazioni per distanza simili) se considerate che dalla stazione monte mario alla stazione ostiense i treni ci impiegano 25 minuti e dalla stazione monte mario a roma s. Pietro i treni impiegano 14 minuti vien da solo che ammesso che non ci siano mai soste e che i cambi di direzione siano pressochè istantanei, se si considera roma ostiense la frequenza non può certamente scendere sotto l’ora mentre se si considera s.pietro presumibilemnte la cadenza non potrà scendere sotto la mezz’ora. Temo che sia questione di fisica elementare, altrimenti dovevamo pensare a far installare un prototipo di hyperloop, che in 32 anni magari ci si riusciva pure.

  9. Se mi permettete vorrei aggiungetre una piccola precisazione sull’ipotetico servizio.
    La linea è a unico binario solo da vigna clara al salto di montone che precede valle aurelia e non fino a ostiense.
    In ipotesi assolutamente teorica se da valle aurelia parte un treno alle 7.00 arriverà a vigna clara alle 7.08, cambio banco in 12minuti (abbondante) e ripartirà alle 7.20 per giungere a valle aurelia alle 7.28.
    La linea sarebbe libera per l’ipotetica partenza da valle aurelia delle 7.30 e quindi frequenza 30′.

    problema da gestire : le precedenze e la gestione del tratto condiviso con altre linee a sud di valle aurelia

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