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    Alessandro Barbero, ‘Poeta al comando’

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    Non sono molti gli storici che raccontano la storia con passione e leggerezza evitando di essere pedanti e noiosi; uno di questi è Alessandro Barbero, docente universitario e autore assai prolifico.

    In “Poeta al comando” (Ed. Sellerio, 246 pag., 14 Euro), Barbero ci descrive, vestendo i panni del segretario particolare di D’Annunzio, le ultime settimane del “Vate” a Fiume, prima del ‘Natale di sangue’.

    L’impresa di Fiume, partita da alcuni ufficiali e soldati della “Granatieri di Sardegna” che vollero al loro comando Gabriele D’Annunzio, fu una incredibile esperienza che probabilmente non ha avuto eguale nella storia d’Europa; centinaia di volontari, per lo più arditi di guerra che nel primo conflitto mondiale si erano coperti di gloria, affluirono a Fiume dove sì costituì  la immaginifica  “Reggenza del Carnaro”.

    Per 15 mesi i ribelli, tra cui si mischiavano curiosi personaggi e qualche gaglioffo, resistettero all’arrogante decisione del presidente Wilson di cedere Fiume agli slavi; un tentativo di rendere meno penosa una “vittoria” che aveva visto il sacrificio di quasi un milione e mezzo di morti.

    Gabriele D’Annunzio è stato un personaggio e un poeta di levatura ma come tutti i grandi è stato spesso oggetto di feroci critiche e di odi profondi; alla sua figura, di scrittore, poeta, combattente ed esteta, sono state associate infami abitudini e gravi delitti, accuse, però, quasi sempre inventate.

    Nel libro di Barbero (che senza dubbio si è avvalso di quanto narrato da Tom Antongini, per tanti anni segretario di D’Annunzio, nei suoi libri di ricordi) emerge una figura del “Comandante” assai lontana dai cliché dell’Eroe; un personaggio stanco, a svolte sfiduciato, ossessionato dal sesso ma comunque non privo di umanità e di grandi slanci. L’avventura di Fiume d’altronde rappresenta forse il “canto del cigno” del Vate che, sfiduciato e deluso dall’inerzia e sottomissione del Governo italiano, inizia il suo lento ritiro dalla gloria e dalla mondanità

    “Poeta al comando” è ovviamente un romanzo e, seppure riferito ad eventi realmente accaduti, resta pur sempre un romanzo; chi ama D’Annunzio forse potrebbe restare un po’ deluso non trovando nel racconto gesta epiche, ma non potrà non apprezzare la scrittura agile e a volte ironica di Barbero, uno che sa “raccontare la Storia”.

    Francesco Gargaglia

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