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Farnesina, quando il gioco diventa stupro

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L’ennesima notizia, che non coglie alla sprovvista, purtroppo, perché di situazioni come questa se ne verificano tante. Troppe, purtroppo. Oggi la zona Farnesina sale agli onori delle cronache (si fa per dire) per uno stupro di gruppo ai danni di una quindicenne.

Premesso che serve sempre andar cauti con queste situazioni, ma al momento fino a prova contraria c’è una donna vittima e maschi colpevoli.

L’occasione, una festa in casa nel giorno di Pasquetta, quello che una volta i ragazzi andavano a festeggiare ai pratoni del Vivaro, o alla Caffarella, scegliete voi quel che preferite come luogo di svago d’un tempo passato che torna mai più. Si festeggiava con fave e pecorino, oggi si pasteggia fra alcool e droghe. In realtà gli inquirenti stanno indagando sul contorno della violenza, magari stavolta droga e alcool non c’entrano, ma l’abitudine è questa.

Di certo c’è che la ragazzina il giorno dopo si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale San Pietro. Accompagnata dai genitori, ai quali aveva raccontato il fatto.

Tutto è cominciato come un gioco di un tardo pomeriggio in una casa con gli amici (o presunti tale), approfittando dell’assenza dei genitori. Un gioco poi diventato poco alla volta cronaca nera. Circuita da un nugolo di ragazzi (sei? sette? otto?, tutti minorenni) che si sono approfittati di lei. Ora la verità la dovranno scovare quelli che indagano sull’accaduto in quell’appartamento ubicato in zona Farnesina.

Per la cronaca, i sanitari del nosocomio di via Cassia non avrebbero riscontrato segni evidenti sul corpo della quindicenne ma si cerca di capire con gli esami tossicologici se qualcuno possa averle dato da bere la maledetta “droga dello stupro”.

Della vicenda si occupa anche la Procura dei minorenni ma al momento non sono stati presi provvedimenti. Siamo però solo all’inizio, comunque sia andata è già un dramma.

Massimiliano Morelli

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