Home CRONACA Stazione Tor di Quinto, la memoria e il degrado

Stazione Tor di Quinto, la memoria e il degrado

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Sono circa le 19 del 30 ottobre 2007 quando Giovanna Reggiani scende dal treno e s’incammina lungo via della Stazione Tor di Quinto. Settecento metri al buio prima di arrivare alla fermata del bus 31.

Settecento metri nei quali viene aggredita, trascinata in una baracca, violentata e poi gettata in una scarpata.Giovanna Reggiani muore quarantotto ore dopo, il suo cuore si ferma alle 19.34 di martedì 2 novembre.

Nel giro di poche ore la Polizia arresta l’autore del gesto, Nicolae Mailat, un romeno di 23 anni; a inchiodarlo, il ritrovamento della borsa della vittima nella sua baracca. L’omicida oggi sta scontando l’ergastolo in un penitenziario in Romania dove è stato trasferito nel 2015.

La vicenda provoca giustamente un’ondata di sdegno in tutto il paese e la corsa a porre rimedio a tutte le pecche della zona. L’area viene sottoposta ad una particolare bonifica, vengono installate reti, luci, telecamere, colonnine dell’SOS.

Sono passati 15 anni ma è come se fosse passato un secolo. In via della stazione di Tor di Quinto abbandono e sporcizia sono evidentissimi come evidenti sono i segni lasciati dal tempo sulle colonnine, e chissà se ancora funzionano.

Rifiuti, vecchi copertoni, detriti, pedane di legno e suppellettili, erbacce che sommergono i marciapiedi. A rincarare la dose, a terra ci sono anche vecchi manifesti che vengono sostituiti sui cartelloni pubblicitari lungo il viale; evidentemente per gli addetti è troppa fatica portarli via.

Triste infine la presenza dei resti di una corona di alloro con tanto di nastro tricolore ridotto a brandelli, ricordo dell’ultima cerimonia che si tiene ogni anno nell’anniversario della tragedia.

Siamo nei pressi del XV Municipio, della sede del XV Gruppo di Polizia Locale, non distante c’è la grande caserma dei Carabinieri. Sarà pur vero che Via della Stazione Tor di Quinto è assai poco frequentata ma questa non è una buona ragione per lasciarla in queste condizioni.

Francesco Gargaglia

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