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Dal Tevere in secca emergono rifiuti e detriti

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Galvanica Bruni

Se non fosse stata per la bellissima Garzetta dal ciuffo che se ne stava tranquilla tra i rifiuti sulla sponda del fiume avremmo voltato le spalle e ce ne saremmo andati; ma sarebbe stato un grave sgarbo al Tevere che negli anni ci ha regalato piacevoli giornate trascorse in kayak sulle sue acque.

Il Tevere è in secca ed è sporco come non mai. In passato non avevamo mai veduto il fiume in questo stato: le acque si sono ritirate mettendo a nudo lunghe strisce di terra e addirittura un  isolotto al centro del fiume.

Chi non conosce il Tevere immagina che magari le sue acque siano molto profonde, ma non è cosi, specie a valle di Ponte Milvio. Le acque sono poco profonde e i fondali ingombri di fango e detriti.

Si dirà che con la lunga siccità in corso è normale che il fiume sia in secca. Non piove da settimane, anzi da mesi. A noi in realtà non sembra affatto normale anche se la piovosità in Italia si fa sempre più scarsa; meno acqua significa innanzitutto una peggiore qualità delle acque: si abbassa il livello e crescono i veleni.

Non parliamo di un fiume in ottima salute la cui portata varia con i cicli stagionali; parliamo di un fiume depredato le cui acque vengono captate per diversi usi e le sponde erose per il prelievo di materiali; parliamo di un fiume snaturato dalle opere idrauliche e appestato dagli inquinanti.

Le sponde del fiume dopo Ponte Milvio sono simili a delle discariche e la magra del Tevere ha messo in luce montagne di rifiuti e poi monopattini, scooter, moto da sembrare uno di quegli sfasciacarrozze che si trovano sulla Tangenziale est.

Eppure non facciamo altro che sentire dichiarazioni di interventi di bonifica e di analisi delle acque più che soddisfacenti a cui vanno ad aggiungersi fantastici progetti per rendere il Tevere navigabile; di questo passo lo navigheremo a piedi con i stivali per la pioggia.

Quello che più indispone è che proprio in virtù della scarsa profondità delle acque pulire e dragare le sponde sarebbe una operazione che potrebbe addirittura essere condotta dalle sponde con l’uso di pale meccaniche. Ma ancora una volta la politica e le istituzioni di fronte al grave problema del degrado del fiume dimostrano mancanza di sensibilità.

Se non abbiamo voltato le spalle al Tevere è per quella bella Garzetta (Egretta garzetta) dal piumaggio candido, il becco nero e le zampe gialle; un uccello in passato messo a rischio per il suo straordinario piumaggio e oggi presente in Italia soprattutto al Nord e nei delta dei grandi fiumi.

Francesco Gargaglia

Il Tevere sta male, troppi batteri fecali nelle sue acque

 

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1 commento

  1. Esiste l’autorità di bacino del Tevere che ha il compito istituzionale di occuparsi di prevenzione e manutenzione e controllo del fiume.
    Esiste un comitato tecnico , un Segretario generale , comitato politico ecc ecc…
    Questa struttura a carico dei soliti cittadini che ha dei costi ma risultati da quel che si vede anche ad occhio nudo nessuno.
    Questi carrozzoni andrebbero deputati da mere nomine politiche inconsapevoli della “materia” che sono chiamati a trattare , riorganizzati con personale qualificato e specializzato è dotato dei fondi necessari finalizzati all’esclusivo impiego del fiume e delle sue sponde, incluso l’aspettò naturalistico.
    E questa pulizia riqualificante dovrebbe valere anche per tuti quegli enti che devono tutelare il patrimonio naturalistico e faunistico del ns territorio affinché non ci siano più situazioni vergognose ed imbarazzanti come questa o come quella dell’isola del giglio dove sono stati richiesti fondi europei per ammazza qualche innocente ed innocuo muflone amati dagli isolàni e dai turisti e dove l’opinione pubblica e menti intelligenti sono dovute intervenire per fermare la mattanza o la
    Continua perdita di aree verdi e parchi vincolati a favore di palazzinari.

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