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    Mauro Corona, “Quattro stagioni per vivere”

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    Nel panorama degli Autori italiani Mauro Corona rappresenta uno straordinario esempio, non soltanto per la sua notevole produzione (Nel legno e nella pietra, La montagna, Cani, camosci e cuculi, Storia di Neve, Il canto delle manere, Venti racconti allegri e uno triste…) ma anche perché  da scrittore non ha mai abbandonato il suo vero spirito che è quello del montanaro.

    Volto conosciuto della TV, nonostante alcuni aspetti a dir poco originali, le sue parole sono sempre piene di buon senso e la sua ultima fatica letteraria “Quattro stagioni per vivere” (Ed. Mondadori, 284 pagine, 19,50 euro) è forse, almeno per noi, il suo libro più bello.

    Il protagonista del romanzo è Osvalo, un cacciatore e boscaiolo che, per aiutare la madre gravemente malata, si rende responsabile del furto di un capriolo ai danni dei due fratelli Legnole, una coppia di individui violenti e senza scrupoli.

    I fratelli giurano di fargliela pagare e nonostante i tanti tentativi di pacificazione tentano più volte di fare la pelle ad Osvaldo, che per sfuggire alla loro vendetta si rifugia sui monti.

    Inizia così per Osvaldo un lunghissimo periodo di isolamento sulle montagne braccato dai Legnole come una bestia selvatica; ricorrendo alla sua conoscenza della montagna e del bosco Osvaldo trova rifugio nel folto della foresta  e all’interno di alcune caverne che attrezza come può. Nonostante l’approssimarsi dell’inverno che porterà un gelo tremendo e copiose nevicate, Osvaldo, grazie alle sue conoscenze della sopravvivenza in alta montagna, riuscirà ad affrontare il duro isolamento e a rintuzzare gli attacchi dei fratelli Legnole.

    Accompagnato dal suo fido cane Papo e successivamente da un piccolo di capriolo, proprio in questo genere di durissima  vita  troverà un nuovo rapporto con la montagna ma soprattutto con la Natura.

    Costretto al durissimo contatto con un ambiente tanto tremendo quanto bello,  Osvaldo imparerà ad apprezzare ogni forma della natura, dagli alberi agli animali e le albe e i tramonti, identificandosi con loro. Nel silenzio dei giorni e delle notti rotte solo dal crepitare dl fuoco e dall’ansimare di Papo, il fuggitivo diventerà un tutt’uno con la Natura arrivando addirittura a desiderare di non tornare mai più tra gli uomini.

    Vorremmo raccontarvi il seguito e la conclusione della storia ma così vi priveremmo del piacere della lettura; una lettura coinvolgente e commovente che a tratti Corona trasforma in poesia.

    Così come poetico è il bellissimo disegno riportato sulla copertina del libro il cui autore è Matteo Corona, scritture e illustratore, e figlio di Mauro.

    Il ritorno alla natura, ai suoi valori intrinsechi fatti anche di rispetto e amore per l’ambiente che ci circonda, sono il filo conduttore di questo bellissimo romanzo scritto più con il cuore che con la mente.

    Francesco Gargaglia

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