Home ATTUALITÀ Ugo Busoni, rivoluzionario fra i rivoluzionari della radio e della Tv

Ugo Busoni, rivoluzionario fra i rivoluzionari della radio e della Tv

Ugo Busoni
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Protagonista dietro le quinte delle trasmissioni che hanno rivoluzionato la radio e la televisione, Ugo Busoni ancora ride a crepapelle quando ricorda le gag di “Alto gradimento” e si commuove a pensare agli anni in cui ha lavorato affianco a Lorella Cuccarini.

Dalla sua casa di via Gradoli ci siamo fatti raccontare qualche aneddoto.

Sono ben 134 i contratti che Ugo Busoni ha firmato per la radio, prima come programmatore, poi come regista.
“Quando mi affidarono “Su di giri” la trasmissione contava circa 600mila ascoltatori, come un quartiere, in pochi mesi la portai al triplo; grazie a questo successo mi affidarono “Voi ed io” con Gino Castaldo, un programma molto seguito, dove ogni mese cambiava il conduttore. In seguito passai alla regia, prima con “Musica IN”, poi con “Radio 2: 21 e 29” con quattro coppie di conduttori”.

Romano doc, classe ’44, Busoni è cresciuto nel cuore del quartiere Nomentano, a piazzale delle Provincie, nel 1973 si è spostato con la moglie in zona Nuovo Salario mentre dal 2015 vive sulla Cassia a via Gradoli, “tristemente nota e complicata da vivere”.

Dalla regia di “Alto gradimento”

Tra le soddisfazioni più importanti di Busoni si annovera sicuramente la regia di “Alto gradimento”, trasmissione radiofonica cult degli anni ’70 che rivoluzionò la radio grazie al genio e all’ironia di Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, Giorgio Bracardi e Mario Marenco.

“Era la primavera del ‘76 – ricorda Busoni -, “Alto gradimento” era in onda da vari anni e per la Rai era un periodo di cambiamenti. La registrazione cominciava alle 9.30, eravamo tutti amici e io ridevo tutta la mattina, mi facevano quasi cadere dallo sgabello quei delinquenti; poi quando loro andavano via, io prendevo tutti i nastri della registrazione e sistemavo. Mi era stara affidata la regia, ma il mio vero ruolo era di assisterli tecnicamente e imparare”.

“Erano unici, soprattutto perché sapevano servirsi dell’attualità per fare comicità. Come non ricordare la gag di Malik Maluk (interpretato da Bracardi) che doveva affrescare la moschea di Forte Antenne, ma siccome era in anticipo si era messo ad affrescare l’Olimpica. Non aveva una casa, così chiamavano personaggi famosi, come Celentano, per sapere se potevano ospitarlo. Nessuno accettava e Malik Maluk li mandava a “fangala” in arabo, ma io tagliavo quest’ultimo pezzo”, ci racconta ridendo ancora di gran gusto.

Arbore e Boncompagni erano dei maestri, avevano delle menti eccelse, capaci di tramutare tutto in un evento comico. All’epoca erano fidanzati l’uno con Anna Melato e l’altro Raffaella Carrà, avevano dato loro il numero di telefono della trasmissione spacciandolo per quello della farmacia e queste poverine chiamavano ignare. Esilarante!”.

A Buona Domenica con Lorella

“Nessuno sa – ci confessa – che io ho usato questo principio nella trasmissione “Buona Domenica” per i testi di Lorella Cuccarini”. Dal ’91 al’93, infatti, Busoni è stato l’autore responsabile della storica trasmissione di Canale 5 insieme a Marcello Mancini che la ideò. “Berlusconi chiedeva il 12% di share, noi facevamo puntualmente il 25%”.

“Lorella era giovanissima ma una vera signora, brava, dolce e sempre disponile, e accanto a lei c’era Marco Columbro, un vero smemorato. Volevo un gran bene a entrambi. Mi servivo dell’attualità per scrivere i copioni, anche se loro non lo sapevano; scrivevo per Lorella, ma pensavo all’ironia di Arbore”.

E poi Sanremo

Nel vasto curriculum di Busoni, non poteva mancare il Festival della canzone. Per tre anni, dall’89 al ’91, è stato responsabile del Palarock di Sanremo: “Sceglievo e invitavo gli artisti, da Elton John ai Simply Red, dagli Europe a Chris Rea. Un ricordo particolare me lo ha lasciato Johnny Clegg, che con la band di bianchi e neri – cosa eccezionale in quell’epoca –  cantò Asimbonanga, ossia “non lo abbiamo visto”, un pezzo meraviglioso che parlava di tutti i neri che erano stati uccisi”.

Nel 1993, è tornato a Sanremo, ma come autore della Cuccarini.  “Andai con Lorella che presentava il Festival insieme a Pippo Baudo, ma sbagliai tutto perché non fu possibile relazionarsi e coordinarsi con gli altri autori”.

Tirata d’orecchie per la televisione di oggi

“Negli ultimi anni ci sono state delle marce indietro, dovute soprattutto all’influenza di Mediaset. Nei programmi di oggi sembra che nessuno abbia raccolto il messaggio di “Alto gradimento” o di “Indietro tutta”, non è stata colta la critica alla stupidità della televisione e nessuno è mai riuscito a uguagliare quel signore geniale e spontaneo che è Arbore, né tutte le sue invenzioni”.

Giulia Vincenzi

Boncompagni: “Quando con Arbore, a Vigna Clara, inventai Alto Gradimento…”

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