Home ATTUALITÀ Wilson, il laziale più “inglese” del ‘74

Wilson, il laziale più “inglese” del ‘74

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Lavanderia Oblò, tradizione e innovazione nel cuore di Roma Nord

La morte che sopravviene come un intervento in scivolata, senza fare fallo, sull’attaccante avversario. Un intervento di quelli che se decidi di farli, devi essere sicuro che non prenderai le gambe dell’antagonista di circostanza, e l’arbitro non ti assegnerà un rigore contro.

Ecco, è stata una morte improvvisa quella di Pino Wilson, sul referto medico si legge “ictus”. Quindi non ci saranno al suo funerale le frasi di circostanza del tipo “era malato da tempo” o “aveva il destino segnato”.

Strana davvero, la vita. E’ stato il capitano della Lazio delle “pistole e dei palloni” raccontata da Guy Chiappaventi. E’ stato uno degli artefici dell’iniziativa “Di padre in figlio”, simbolo del popolo laziale come la vittoria in un derby e interrotta solo dalla pandemia.

Elegante e non ruvido in campo, anche se era l’ultimo uomo prima del portiere in un calcio bello e impossibile, come lo era quello degli anni Settanta.

Era nato in Inghilterra, e bimbetto era sbarcato in Italia con la famiglia, nell’hinterland partenopeo. Giuseppe (anche se quasi nessuno lo chiamava col suo vero nome), era arrivato alla Lazio da una squadra che forse oggi neanche esiste più, o se esiste nessuno se la ricorda, l’Internapoli.

Poi la Lazio, e quello scudetto conquistato al fianco di Maestrelli, Re Cecconi, Chinaglia e Pulici, che se ne sono andati in punta di piedi, uno dopo l’altro, e con loro anche altri, di quella squadra tanto “matta” quanto vincente.

Suo figlio James giocava nello stesso ruolo, andò a Cagliari a cercar fortuna, disputando un solo minuto in serie A, prima di girovagare fra Avezzano, Ancona e Taranto. Col padre, Pino, che lo seguiva in maniera attenta ma silenziosa, senza interferire. In una sorta “di padre in figlio” personale.

Da tanto tempo Pino viveva a Roma Nord, nel Municipio XV, il cui presidente, Daniele Torquati, così commenta la sua scomparsa: “Quei ‘matti del ’74’ e il suo capitano hanno scolpito un pezzo di storia della città eterna. Da Presidente del Municipio del suo quartiere, ma anche da tifoso della Roma, non posso che essere addolorato dalla scomparsa di Pino Wilson che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere. Esprimo, a nome mio e di tutto il Municipio XV, le più sincere condoglianze alla famiglia e ai suoi cari”.

Massimiliano Morelli

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6 COMMENTI

  1. Premetto GRANDE RISPETTO (scrivo in maiuscolo per affermarlo con profonda convinzione) per una persona che ci lascia, ma secondo me sarebbe stato più onesto citare anche il periodo del “Totonero” durante il quale fu protagonista in negativo con altri personaggi. Ribadisco, rispetto per la persona scomparsa (tra l’altro ogni domenica eravamo a messa vicini in quel di S. Giuliano) ma la storia va raccontata, quanto meno per onestà intellettuale (e il mio credo calcistico non appartiene all’Italia).

    • Che vuol dire “credo” calcistico? La parola “credo”, e il suo sinonimo “fede”, se ricordo bene si dovrebbe applicare alla religione o … molti anni fa …alla politica. Non sarebbe stato più corretto e sufficiente parlare di tifo?

      • Rudy 47, non so se ricordi bene ma il credo, oltre ad essere una professione di fede religiosa, rappresenta anche un’appartenenza, non limitata al semplice tifo che spesso è connotato da faziosità, “ottusità”, visioni unilaterali, etc..Tifo è, per me, riduttivo; il senso era questo e l’ho specificato per non essere scambiato per il solito tifoso romano dell’altra sponda che scrive giusto per partito preso.

  2. Totonero ?
    All ‘ epoca erano tutti coinvolti, tutti. Anche la Roma la Juve che vennero salvate dalla politica…Visto che sei così informato : di cosa è stato accusato Wilson ? Dicci quali partite, quali situazioni ?
    Sai che ti dico, mentre di molti giocatori dell epoca abbiamo saputo tutti i dettagli di Wilson nemmeno uno, zero di zero…
    Il povero Paolo Rossi si becco due anni di squalifica solo perché non aveva denunciato, ma non lo sapeva, una persona che lo aveva avvicinato senza chiedergli nessuna combine, solo per averci parlato…
    Ecco allora dico prima di parlare informiamoci bene per favore….rimane solo il.dolore per la scomparsa di uno dei più grandi difensori centrali del mondo…

    • Totonero, si. Dimostri, altresì, di essere poco attento nella lettura (e per fortuna l’ho specificato all’inizio…). Sentenza di 1° grado: radiazione; sentenza CAF (inappellabile): 3 anni. Ho scritto di un uomo debole, come tantissimi, non di un criminale o delinquente. Io informato? Il giusto. Le sentenze sono depositate in tribunale e francamente non ho interesse a sviscerarle. Ribadisco la tua poca attenzione nella lettura; rileggi attentamente e ti accorgerai che ti è sfuggito più di qualcosa. Il mio pensiero era elogiativo ma con gli occhi aperti dell’obbiettività e onestà, come si evince anche dalla firma (nome e cognome)

  3. Salvatore ho letto quello che hai scritto, mi parli di sentenze depositate di uomini deboli…va bene tutto ed a questo punto non parlo più perché da quanto ho capito sei un addetto ai lavori che riesce a leggere centinaia di migliaia di pagine di sentenze ed atti…io mi fermo al ricordo umano delle cronache di quei tempi, tempi belli e tempi bui come gli anni di piombo ma sicuramente tutto più a misura d uomo….e di quelle cronache del calcio scommesse ricordo solo che sono stati usati due pesi e due misure e molti giocatori tra cui il compianto Wilson non gli diedero modo di spiegare e difendersi sui media ( come invece oggi i giocatori possono fare….) e quindi esisteva solo la verità dei quotidiani dell epoca….detto ciò io metto solo il mio nome non come pensi tu per nascondermi…probabilmente la tua professione ti spinge sempre certificare tutto….io non mi firmo perché ritengo questo blog un momento di leggerezza e non di scontro….un saluto

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