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3 marzo, giornata mondiale della fauna selvatica

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Istituita dalle Nazioni Unite nel 2013 e coincidente con l’adozione della “Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via d’estinzione”, il 3 marzo in tutto il mondo si celebra la ”Giornata mondiale della fauna selvatica”.

Il tema di quest’anno è il “Recupero di specie chiave per il ripristino dell’ecosistema” mentre l’obiettivo della giornata è “sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di conservazione di alcune specie di fauna e flora, far riflettere sulla fragilità della natura selvatica e su tutte quelle specie che troppo spesso si ritrovano minacciate dall’intervento dell’uomo”.

Una giornata che a causa degli eventi bellici nell’Est Europa rischia di passare sotto silenzio ma anticipata da due eventi, tutti italiani,  che minano la credibilità di tali iniziative. L’uccisione nei pressi di Roma, a Castel di Guido, di un raro esemplare di Ibis-eremita da parte di un cacciatore di frodo che lo ha impallinato da breve distanza e la proposta di piano del Ministero della Transizione Ecologica, pressato delle Regioni e con l’avvallo tecnico dell’ISPRA,  di estendere la caccia alla Tortora-selvatica anche nei giorni di “pre-apertura” (un fatto inaccettabile quello di consentire proprio da chi gestisce la “transizione ecologica” l’uccisione di un uccello che agli inizi di settembre ha appena terminato lo svezzamento dei piccoli e si appresta a migrare in Africa).

Eventi che hanno mandato su tutte le furie le associazioni ambientaliste e la LIPU  che parla di una gravissima decisione che interviene proprio sulla biologia della specie e in contrasto con la tanto sbandierata “transizione ecologica”.

Tra l’altro se si dà una occhiata ai dati forniti dalle organizzazioni internazionali si scopre che la situazione delle fauna e flora  selvatica sul pianeta  è a dir poco grave con 8000 specie in “pericolo critico” e 30.000 “vulnerabili”.

Legambiente inoltre, in data 2 marzo 2022, ha presentato il suo Rapporto sulla fauna selvatica italiana  mettendo in luce anche per l’Italia una situazione fortemente critica; nel rapporto vengono forniti anche i dati sul  bracconaggio, fenomeno che genera un giro di “affari sporchi”  di svariati milioni di euro

Dal 2009 al 2020, sulla base di dati ricevuti dalle forze di polizia, sono stati riscontrati oltre 35.500 illeciti contro la fauna selvatica – una cifra che raggiunge il numero di 2.960 ogni anno, con una media di quasi 250 illeciti ogni mese, e che ha portato alla denuncia di oltre 21.600 persone. Il numero più alto di reati in questi anni si è registrato nel Lazio (5.049 illeciti), in Lombardia (3.657) e Campania (2.937).

Un tristissimo primato per la nostra Regione che vanta tra l’altro una delle più alte “biodiversità” del paese.

Iniziative lodevoli come la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica si scontrano nella realtà con un diffuso disinteresse a livello centrale che si concretizza con una legislazione venatoria inadeguata, con la pochezza dei fondi destinati alla salvaguardia dell’ambiente e al sostegno delle attività portate avanti dalle organizzazioni ambientaliste e soprattutto con uno scarso coinvolgimento del mondo della scuola.

La coscienza ambientalista ma soprattutto l’amore e il rispetto per la “natura”, una madre di cui abbiamo volutamente dimenticato le fattezze, deve essere stimolato nei giovani fin da piccolissimi sia dalla famiglia che dalla scuola, una istituzione che possiede tra l’altro le necessarie competenze.

Francesco Gargaglia

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