Home SPORT Addio a Enzo Mariani, la “giacchetta” celeste

Addio a Enzo Mariani, la “giacchetta” celeste

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Galvanica Bruni

Mai visto con altra giacca che non fosse quella celeste, simbolo della sua lazialità. Inverno o estate, pioggia o sole, sempre con quella giacchetta, che magari stonava col resto dell’abbigliamento, ma che per lui valeva come un vessillo. Biancoceleste, beninteso, vista e considerata la sua fede, quella che lo aveva portato, negli anni, a farsi conoscere come emblema del melodrammatico club fondato nel 1900.

Enzo Mariani se ne è andato, come si dice in questi casi “in punta di piedi”. Era educato, e nel segno dell’educazione portava in auge le sue battaglie da giornalista-tifoso. Non era uno di quelli che se la sua Lazio perdeva sette a zero a Madrid diceva che era colpa dell’arbitro. Non l’ho mai sentito difendere solo per partito preso o offendere qualcuno, cercava sempre di essere equidistante.

A Gold tv ha vissuto gli ultimi anni di carriera, nella trasmissione “Goalderby” era spesso messo in mezzo dalla truppa che con lui portava avanti la trasmissione: se sbagliava un pronostico, se la sua Lazio perdeva… Gli altri lo “mettevano in mezzo” ma lui stava sempre allo scherzo, ai frizzi, ai lazzi… ci stava e non si offendeva.

Era un “classe 1937”, e la leggenda narra che il suo primo vagito somigliava molto alla frase “forza Lazio”. Resta una favola, lasciamola come tale.

Massimiliano Morelli

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