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    Guardare il bicchiere mezzo pieno non è reato

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    After Covid total restore

    Non c’è più spazio per i buoni propositi, adesso si sperpera quel briciolo di materia grigia rimasta in post stucchevoli e già datati che scambiano consonanti (la “z” di zampone con la “t” di tampone) e che immortalano un anno considerato da dimenticare.

    Abbiamo dimenticato le cose belle della vita e non riusciamo più a osservare il mezzo bicchiere come pieno. Come se quest’anno fosse stato intriso solo di angherie.

    Eppure, scartabellando i social, ho visto foto di neonati sorridenti, e mi chiedo “i genitori di quel pargolo hanno trascorso un anno orribile?”. Ho visto foto di ragazzi laurearsi, di anziani festeggiare le nozze d’oro, di famiglie felici sulle spiagge sarde, di persone normali e sorridenti a una cena di compleanno, in pizzeria con gli amici.

    Ho visto gente postare video tanto irriverenti quanto ironici, ho visto bambini al primo giorno di scuola col grembiulino stirato, donne ricevere il plauso degli amici per il click di una torta ben riuscita, persone fotografate al fianco di un’auto nuova, acquistata con tanti sacrifici, e forse qualche rata.

    Ebbene, è stato un anno orribile? Non credo, anche se mascherine, vaccinazioni e rischio-virus sono un problema vero e reale. Però dovremmo ricominciare a vedere il bicchiere mezzo pieno. Provarci non è reato.

    Massimiliano Morelli

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