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    Il piacere delle api di Paolo Fontana

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    In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare delle api e del pericolo concreto di una loro possibile estinzione ( in alcune regione della Cina è già avvenuta e l’impollinazione viene effettuata a mano); fenomeno la cui causa va addebitata ai cambiamenti climatici e all’uso indiscriminato e spesso fuori-legge di insetticidi e pesticidi.

    Se parliamo di api e del loro prodotto per eccellenza, il miele, di loro e della loro complicata esistenza però sappiamo molto poco.

    Ad aprirci gli occhi è Paolo Fontana con il suo “Il piacere delle Api” (Ed. WBA Project, 610 pag., 24 Euro), uno straordinario libro dedicato a questi minuscoli ma impareggiabili insetti.

    Fontana, autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche è un naturalista, ricercatore ed entomologo  in possesso di due straordinarie qualità oggi piuttosto rare negli uomini: l’ottimismo e l’entusiasmo; “Il piacere delle Api” è scritto proprio con l’entusiasmo di un giovane ricercatore (anche se Fontana giovane non è) e con quell’ottimismo che contraddistingue le persone che amano la vita e il mondo in cui questa si celebra.

    Nella prima pagina del libro, a presentazione di quello che si trova nel corposo volume (dall’insolito peso specifico) troviamo scritto: “Appunti e riflessioni a cuore aperto sul mondo delle Api, sul loro percorso evolutivo e sul loro ruolo negli ecosistemi, sul ruolo dell’Ape nella formazione della nostra cultura, sulla storia dell’apicoltura e sulle mie prime esperienze di apicoltura naturale con arnie top-bar, in cammino verso l’apicoltura del domani”.

    Detto questo in realtà rimane ben poco da aggiungere su questo libro istruttivo ed emozionante se non che l’autore dedica molto spazio a descrivere le caratteristiche di questo  “superorganismo”  particolarmente complesso dove ogni membro, dalla regina alle api operaie, ai fuchi ha una sua funzione specifica che è in strettissima relazione con le funzioni di tutte le altre Api.

    Questa stretta connessione permette all’alveare di sopravvivere e di relazionarsi  con  l’esterno dove le Api acquisiscono  il loro  nutrimento e i materiali (ad esempio le resine) necessari alla cura dell’alveare. Una società complessa dove c’è poco spazio per gli elementi inutili eliminati senza alcuna pietà (un aspetto poco noto delle Api).

    “Il piacere delle Api”, nonostante le 600 pagine che si leggono però con grande facilità, non è un manuale di apicoltura; grazie alle infinite informazioni è  un racconto emozionante su quella che è una delle più straordinarie e complesse manifestazioni della Natura. E’ anche un libro che ci permette di riflettere su quello che potrà essere il futuro della vita sul pianeta Terra.

    Il celebre capo indiano Toro Seduto una volta, rivolgendosi ai “bianchi” disse: “Quando l’ultima fiamma sarà spenta, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato allora capirete che non si può mangiare il denaro”. Se avesse conosciuto gli effetti drammatici dei pesticidi avrebbe inserito nella su triste  profezia anche le piccole Api.

    Francesco Gargaglia

     

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