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“Un eterno inutile presente”, il nuovo album di Sale

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Pubblicato lo scorso 26 novembre da Materiali Sonori, “Un eterno inutile presente” è il secondo album di Sale, Eugenio Saletti per l’anagrafe.

Romano, ventitré anni, diplomato allOfficina Pasolini, cantautore e polistrumentista, Sale – con il suo precedente lavoro, “L’innocenza dentro me” – è stato finalista nella categoria Opera Prima alle Targhe Tenco, al Premio Bindi e al Premio De André.

Nelle dieci tracce del nuovo disco, Eugenio mostra di pescare nel mare nostrum della canzone d’autore, mescolando sonorità elettroniche e rock di matrice britannica.

In questi pezzi si respirano l’inquietudine e la sensazione di estraniamento di una generazione, si avverte l’indecifrabilità dei tempi che stiamo vivendo, si manifesta la volontà di scoprire la propria identità e di farla emergere, insieme alla consapevolezza che questa è l’unica maniera per accorciare le distanze che ci separano dagli altri.

Quello di Sale, è un viaggio all’interno di se stesso e nella realtà che lo circonda, un’escursione a doppio binario che inizialmente sembra non contemplare alcun punto di riferimento preciso o accettabile e che lungo la strada presenta ostacoli, fughe e rivelazioni, mostrando un orizzonte ora immobile e opprimente, ora incerto e confuso.

Parafrasando il titolo più celebre di William Blake, queste di Sale sono canzoni in bilico fra innocenza ed esperienza, pezzi che esaminano le situazioni quotidiane e i rapporti interpersonali, brani che includono le sensazioni, le incertezze e la voglia di cambiamento di chi è nato a cavallo fra il vecchio e il nuovo secolo.

Noi viviamo un eterno inutile presente, ci specchiamo in un vuoto che non sa di niente”, canta Eugenio nel ritornello della title-track, per poi spiegare: “Non abbiamo quasi più memoria del passato e non riusciamo a immaginare un futuro, viviamo una realtà fatta spesso di cose futili, alle quali diamo troppa importanza, sprecando il nostro tempo”.

E “specchio” sembra essere la parola-guida per comprendere l’intero album, un termine che viene utilizzato in maniera differente e assume significati diversi a seconda della situazione di cui si fa esperienza, dei momenti in cui si perde l’innocenza o la si ritrova integra più avanti lungo la strada. E uno specchio può anche trasformarsi in una “luce bianca” e non essere più una luce riflessa, bensì riflettente.

Ecco che, quindi, l’attesa può cedere il passo alla risoluzione, una dissonanza sfociare in una nuova sinfonia, un limite condurre ad una consapevolezza più profonda e a un cambiamento. Ecco che, ancora, affiora la memoria del passato e si delinea una prospettiva futura. Nessuna garanzia, certo, ma quel doppio binario, che conduce verso l’interno e l’esterno, è l’unica maniera di vincere l’oppressione che deriva da questo eterno inutile presente.

E, per Sale e il suo percorso umano e artistico, noi formuliamo “gli auguri dell’innocenza” di William Blake: “vedere un mondo in un granello di sabbia e un universo in un fiore di campo, possedere l’infinito sul palmo della mano e l’eternità in un’ora”.

Sale: Un eterno inutile presente

1 – Aspettando l’arrivo di un’altra canzone (E.Saletti) 4:15
2 – Un eterno inutile presente (E.Saletti – S.Saletti) 3:14
3 – Una canzone (E.Saletti – A.Caronna) 3:19
4 – Chimica (E.Saletti) 3:54
5 – Non ho più voglia (E.Saletti) 2:55
6 – Dammi un minuto (E.Saletti) 3:26
7 – Cambiamenti (E.Saletti) 3:48
8 – Ma questo sono io (E.Saletti- S.Saletti) 3:51
9 – Quello che è stato e quello che sarà (E.Saletti) 3:41
10 – Deja vu (E.Saletti) 4:32

Sale: voce, chitarre, basso, piano, tastiere
Seby Burgio: piano, tastiere, moog
Martina Bertini: basso
Filippo Schininà: batteria
Stefano Saletti: chitarre, basso, programming, cori
Giovanna Famulari: violoncello (1, 2, 5, 9, 10)
Erica Scherl: violino (1, 2, 5, 9)
Arnaldo Vacca: percussioni (6, 10)
Alice Caronna: voce (3)
Sergio Vitale: tromba, flicorno (3)

L’album può essere acquistato cliccando qui e qui.

Giovanni Berti

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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