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Teatro Olimpico, viaggio nel mondo splendente della luna

Shine-Pink-Floyd-Moon

I cuori teneri e gli artisti resistono e, quando hanno dato tutto di se stessi, qualcuno barcolla e cade. I versi, con i quali Outside the Wall si avvia alla sua conclusione, indirizzano i nostri pensieri su due date: il 3 marzo 2020 e il 7 agosto 2021.

La prima indica la sera in cui abbiamo assistito a questo magnifico spettacolo al Teatro Olimpico (leggi qui la nostra recensione), una settimana prima che l’Italia chiudesse per la pandemia, la seconda è il giorno della morte di Micha van Hoecke, il coreografo e regista belga di origine russa che questo show l’ha voluto, co-ideato e diretto.

Così, qualcuno è caduto dopo aver dato tutto, ma non è stato dimenticato, e gli artisti, dopo aver tenuto duro, sono pronti per tornare in scena.

Shine Pink Floyd Moon” coniuga le musiche immortali dei Pink Floyd, la danza moderna (con spruzzate di classica) e il teatro visuale, è un’escursione di novanta minuti (senza intervallo) sul lato oscuro della luna.

Presentato insieme all’Accademia Filarmonica Romana, che quest’anno celebra il bicentenario dalla sua fondazione, lo spettacolo sarà al Teatro Olimpico sabato 13 e domenica 14 novembre, con doppia rappresentazione, alle ore 17 e alle ore 21, in entrambi i giorni.

Le venti persone sul palco, i venti artisti che occupano lo spazio insieme e interagiscono con movimenti, note, gesti e voci, sono le nostre guide in questo viaggio verso la luna, il luogo del senno smarrito e dell’isolamento forzato, la patria di quella maledetta entropia che serpeggia nei cuori degli uomini e delle donne, spegnendone la vitalità e vanificandone le migliori inclinazioni.

Ma, a un certo punto, danzatori e musicisti, cantanti ed artisti, giunti nei pressi della faccia che il nostro satellite si ostina a nascondere, si voltano verso di noi e ci fanno cenno, strizzano l’occhio e sussurrano: “non abbiate paura di avvicinarvi, questo è un posto luminoso, non vive di luce riflessa e ingannevole come l’altra parte della luna, ma possiede una sua brillantezza, anche se si tratta (o può trattarsi) di una fiammella esile ed incerta. “Da qualche parte c’è luce, forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre”, scriveva Charles Bukowski.

Brillano, allora, pazzi diamanti sul lato oscuro della luna, popolato da creature come Pierrot Lunaire e Petrushka e dalle maschere della Commedia dell’Arte, il luogo in cui Waters e i soci hanno dato appuntamento al loro amico Syd Barrett.

C’è vita su questa luna surreale, come c’è vita dall’altra parte del muro, pure se si è diventati piacevolmente insensibili, nonostante i cattivi maestri, anche se all’altro capo del telefono non c’è nessuno a casa. E io vorrei che tu fossi qui, per vedere questo piccolo grande miracolo: la poesia e la fantasia che splendono a dispetto del buio, perché il paradiso è dentro l’inferno, i cieli blu albergano nelle pieghe del dolore, una fredda rotaia d’acciaio può nascondere un prato verde, una lacrima occultare la vista del sorriso più bello e spontaneo che si possa mai sperare di scorgere.

Ecco, questo è “Shine – Pink Floyd Moon”, un bellissimo crossover fra musica, danza e teatro visuale, con i grandi classici e alcune chicche dei Pink Floyd, eseguiti dal vivo e in modo rigoroso dai Pink Floyd Legend, e con i movimenti dei solisti e del corpo di ballo della Compagnia Daniele Cipriani. Questa è la biografia in tre arti di Micha van Hoecke, che nelle composizioni del gruppo britannico vide un’anima e volle dirci che quell’anima era anche la nostra.

I biglietti possono essere acquistati sul sito internet e al botteghino del Teatro Olimpico (aperto  dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19), oltre che su www.ticketone.it.

Giovanni Berti

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