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Teatro Olimpico, un “Inferno” da applausi

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In scena fino a domenica 31 ottobre al Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano, 17), “Inferno 2021”, presentato dalla No Gravity Dance Company, è uno spettacolo che rilegge la prima Cantica de “La Divina Commedia” e dispensa stupore a ogni quadro coreografico.

A cosa stiamo per assistere? Ce lo domandiamo, la sera di martedì 26 ottobre, quando mancano pochi minuti all’inizio della prima e in sala le luci sono ancora accese. Ci viene in mente qualche definizione che potrebbe aiutarci: danza, teatro fisico, teatro visuale. Sì, vanno tutte bene, ma nel corso degli anni abbiamo assistito più volte alle produzioni di Emiliano Pellisari e soci, e questi “contenitori”, pur suggerendo qualcosa, non sono sufficienti per rispondere alla nostra domanda.

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Spente le luci in teatro, davanti ai nostri occhi si dipana una storia di peccato irrevocabile e di dannazione senza fine. È un inferno fisico, carnale e in perenne subbuglio, quello che vediamo.

Assai sensuale, questo è un regno ultramondano illuminato dalle luci crudeli e infestato dalle ombre senza speranza del Caravaggio. Questo luogo è popolato da grovigli di corpi, architetture umane freneticamente vitali che sembrano cercare all’infinito un’aggregazione stabile rispetto alla quale  hanno perduto ogni diritto, inseguire una pace da cui sono definitivamente escluse.

Dante cade nel vuoto e si ritrova fra i dannati, che lo imprigionano nella porta infernale. Nel limbo il sommo poeta rende omaggio agli “spiriti magni”, prima di subire un attacco violentissimo, prima che i sette peccati capitali riempiano lo spazio di nuovo fermento e ci parlino ancora e ancora di umanità dolente.

Ecco, adesso, una parentesi, lo spettacolo dentro lo spettacolo, un momento intriso di quiete e poesia che si vive come in un’apnea: eccoli, Paolo e Francesca, condannati in eterno a vedersi e a non toccarsi mai. Una coreografia, questa, di intensa meditazione, che precede il finale con i “giganti che guardano il pozzo de l’inferno”.

La musica contemporanea di Giacinto Scelsi, le composizioni minimaliste di Terry Ryley e le sonorità world, coordinate con il disegno luci e combinate con la mimica e l’atletica circense dei sei performer, che a ogni movimento disegnano (e sono) la scenografia, regalano nuova vita all’inferno dantesco, esaltano lo stupore, moltiplicano la meraviglia.

E tutto questo insieme crea l’illusione. L’illusione è la chiave, è la risposta alla domanda che ci ponevano prima dell’inizio dello show. Questo spettacolo, che si inserisce con tutti i crismi fra le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, offre al pubblico l’illusione di volare per poco più di un’ora insieme ai danzatori della No Gravity, una sensazione che, pur essendo il “trucco” sotto gli occhi di tutti continuamente, ne esce rafforzata e potente, come se Caravaggio, Escher e Magritte avessero deciso di unire i propri talenti per forgiare qualcosa di completamente nuovo.

Inferno 2021: da martedì 26 a domenica 31 ottobre

Con: No Gravity Dance Company
Direzione: Emiliano Pellisari
Coreografia: Emiliano Pellisari e Mariana/P
Ballerini: Mariana/P (prima ballerina), Eva Campanaro, Francesco Saverio Cifaldi, Giada Inserra, Leila Ghiabbi e Antonino Casile
Scene, costumi, allestimenti, disegno luci: Emiliano Pellisari
Scenografia e direzione tecnica: Marco Visone

I biglietti possono essere acquistati sul sito internet e al botteghino del Teatro Olimpico (aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19).

Giovanni Berti

 

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