Home TEMPO LIBERO Al Teatro Olimpico “si va fra la perduta gente”

Al Teatro Olimpico “si va fra la perduta gente”

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Le illusioni sono necessarie alla nostra felicità quanto le cose reali. I corpi si aggregano e si separano, formano e disfano gruppi scultorei, costruiscono architetture umane, le smantellano per, poi, organizzare di nuovo lo spazio in una maniera differente, inaspettata, incongruente.

Il teatro, intenzionalmente privato della parola, vive attraverso i gesti e i movimenti e con essi racconta una storia. Una storia di peccato irrevocabile e di dannazione senza fine, paradossale come le litografie di Escher, assurda come i quadri di Magritte e crudele come le opere di Caravaggio.

Dal 26 al 31 ottobre i formidabili danzatori-acrobati della No Gravity Dance Company, guidata da Emiliano Pellisari, approdano al Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano, 17) con “Inferno 2021”, la riedizione dello spettacolo di grande impatto visivo ed emozionale che rilegge e aggiorna al secolo XXI la prima Cantica de “La Divina Commedia”.

In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e rispetto alla sua configurazione originaria, lo show – 75 minuti senza intervallo – si arricchirà di nuove musiche e presenterà nuovi quadri coreografici.

Spente le luci in sala, i sei ballerini mostreranno la realtà vivida che palpita e vibra all’interno dell’illusione, sovvertiranno la legge di gravità, spalancheranno al pubblico le porte di un regno ultramondano fisico e carnale nel quale i soli riferimenti saranno rappresentati dai corpi in movimento.

La musica contemporanea di Giacinto Scelsi, le composizioni minimaliste di Terry Ryley e le sonorità world, coordinate con il disegno luci e combinate con la mimica e l’atletica circense dei performer, regaleranno una nuova vita all’inferno dantesco, un’esistenza frenetica e dolente, energica e violenta, animata da un ritmo incalzante, ma vi scoveranno anche momenti di calma riflessiva e di profonda meditazione.

A colloquio con Mariana/P, coreografa e prima ballerina dello spettacolo

Mariana, quali tematiche dantesche si trasformeranno in suggestioni coreografiche nel vostro spettacolo?
Il nostro “Inferno” inizia con il terzo canto che, in tutta la sua drammaticità, è l’affaccio su quel mondo di dolore senza ritorno. Il nostro Dante cade nel vuoto e si ritrova fra i dannati che lo racchiudono nella porta infernale: la porta siamo noi, sono i nostri corpi. Qui, attraverso un solo uomo, c’è tutta la vita e la storia umana, il peccato e la grazia, il tempo e l’eternità.

Poi, in una scena dedicata alla vita contemplativa e dominata dal sospiro, Dante incontrerà gli “spiriti magni”, ovvero i virtuosi non battezzati di cui si sente il continuatore. Dopo il limbo, sarà la musica potente e angosciante ad anticipare l’arrivo dei dannati che attaccheranno e travolgeranno Dante: i nostri corpi e le nostre geometrie guideranno la coreografia più violenta dello spettacolo.

Dopo i sette peccati – superbia, invidia, gola, lussuria, ira, accidia e avarizia – si giungerà a Paolo e Francesca, verso i quali Dante prova pietà, anime dominate dalle proprie passioni e rappresentate da un loro doppio, che voleranno nell’aria per l’eternità senza aversi mai più.

L’ardente desiderio eterno: questa è la chiave della nostra coreografia, che si configura quasi come un momento a se stante, un attimo di apnea che induce il pensiero e la riflessione.
Chiudiamo con i “giganti che guardano il pozzo de l’inferno”, Nembrot e Lucifero.

Cosa ci sarà di nuovo in questa nuova edizione?
Siamo arrivati a una sintesi e la sintesi, si sa, arriva con estrema semplicità a toccare corde sempre più profonde. I riferimenti al repertorio della compagnia sono molto chiari, ma tutto è cambiato! Sarà una piacevole sorpresa, lo è stata anche per tutti noi della compagnia dopo l’ennesima intuizione geniale di Emiliano Pellisari!

Qual è il filo conduttore che unisce Dante, la musica contemporanea e le opere di Escher o Caravaggio?
Da sempre utilizziamo tutte le forme d’arte come chiave di lettura per i nostri quadri e, quindi, per le nostre coreografie. Musica contemporanea, elettronica e world riescono a immergerci in un ambiente sonoro molto vario, fatto non solo di suoni, ma anche di rumori, voci, echi che ci trasportano nel mondo caleidoscopico di Escher nel quale Dante cammina, precipita, sale e scende. Mentre Caravaggio è per noi un maestro, un modello di luce e di ombra.

In conclusione: tre ragioni per venire al Teatro Olimpico…
Perché bisogna assaltare i teatri dopo il covid, perché ci siamo rinnovati nello spirito e nel corpo, e per volare un’ora e quindici minuti: ne abbiamo tutti bisogno! Abbiamo appena finito un tour, il primo dopo la dannatissima pandemia, e il pubblico italiano e internazionale ancora ci scrive parole meravigliose di ringraziamento!

Save the date

Inferno 2021: da martedì 26 a domenica 31 ottobre

Con: No Gravity Dance Company
Direzione: Emiliano Pellisari
Coreografia: Emiliano Pellisari e Mariana/P
Ballerini: Mariana/P (prima ballerina), Eva Campanaro, Francesco Saverio Cifaldi, Giada Inserra, Leila Ghiabbi e Antonino Casile
Scene, costumi, allestimenti, disegno luci: Emiliano Pellisari
Scenografia e direzione tecnica: Marco Visone

I biglietti possono essere acquistati sul sito internet e al botteghino del Teatro Olimpico (aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19).

Giovanni Berti

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