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Orari contestati al Liceo Farnesina, gli studenti vogliono entrare prima

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Galvanica Bruni

Gli studenti del Liceo Farnesina vogliono entrare prima a scuola, alle 8 in punto e non alle 9.40. Questa è la richiesta che a gran voce è arrivata alla Preside da parte dei ragazzi e dei loro genitori, attraverso manifestazioni, colloqui privati e lettere aperte giunte alla nostra redazione.

Protagoniste della vicenda sono le classi di musica del Liceo Farnesina. “Per una scelta, che noi riteniamo del tutto scellerata, i nostri ragazzi frequentanti la sezione Musicale sono costretti ad entrare a scuola alle ore 9:40 e a rimanere per più giorni a settimana almeno fino alle 18:30 se non oltre”, ci scrive un genitore per annunciarci il problema.

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La mattina di mercoledì 29, gli studenti hanno manifestato in modo pacifico davanti all’ingresso della scuola per chiedere attenzione e opporsi a degli orari che credono possano avere ricadute negative sullo studio e sulle attività extra-scolastiche, come lo sport, oltre che il tempo libero.

Protagonisti della vicenda non sono tutti i 1200 studenti della scuola, ma solo gli iscritti alla sezione musicale, che in effetti ha un monte orario settimanale pari a 32 ore, superiore a qualsiasi altra sezione del Liceo Farnesina, con una media di 6,4 ore giornaliere curricolari; a cui si aggiungono i rientri settimanali che li fanno restare a scuola fino al tardo pomeriggio.

Per dare supporto ai ragazzi, i rappresentanti dei genitori di due classi si sono uniti e hanno scritto una lettera indirizzata all’attenzione della prof.ssa Marina Frettoni, preside del liceo.

“Ben consapevoli del Suo costante impegno nel garantire la migliore formazione dei nostri ragazzi, – si legge – oggi aggravato dalla necessità ed obbligo di assicurare la primaria tutela della salute dal rischio di contagio dal virus COVID-19, noi tutti, genitori degli studenti della sezione musicale “N” del Liceo Farnesina, chiediamo all’Istituto, ove impossibilitato a poter intervenire direttamente, di farsi tramite di una richiesta di deroga all’Ufficio scolastico regionale, come previsto dal documento del Ministero dell’Istruzione, Ufficio scolastico regionale per il Lazio, Direzione Generale, dello scorso 09/09/2021”.

“L’ingresso alle 8:00 – continua – consentirebbe di anticipare l’inizio delle lezioni pomeridiane di strumento, migliorando la pianificazione oraria delle stesse, con una distribuzione ottimizzata nell’arco della giornata e dell’intera settimana”.

Inoltre, aggiungono “l’anticipo dell’orario di ingresso renderebbe possibile lo svolgimento delle esercitazioni quotidiane di strumento principale a casa che non possono essere svolte in orario serale-notturno nonché lo svolgimento dei compiti assegnati la mattina stessa per il giorno dopo, al fine di non inficiare il rendimento scolastico”.

“La nostra lettera non ha avuto risposta. Per il momento, la Dirigente ha preferito confrontarsi direttamente con i rappresentati di classe”, ci spiega un genitore che abbiamo contattato al telefono. “Lei ha spiegato loro che sta applicando la legge e che potrà fare qualche variazione per chi abita lontano. A nostro avviso, questa organizzazione oraria lede gravemente il diritto allo studio dei nostri ragazzi e, anziché incoraggiare e sostenere la loro passione e il loro impegno nella musica, li ostacola palesemente. SI tratta di un caso in cui la scuola è senza dubbio di intralcio alla formazione umana e professionale dei ragazzi”.

Giulia Vincenzi

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3 COMMENTI

  1. Non è proprio così la realtà. Non tutti i genitori del liceo musicale stanno protestando. Non condivido questa forma di protesta! Le proteste questi miei colleghi-genitori dovrebbero farle altrove: regione, prefettura, ufficio scolastico!
    Anzi, hanno protestato per tutti i lavori che stanno facendo intorno alla scuola? Prima impongono questi orari di ingresso e poi permettono di fare tali lavori di scavo intorno alla scuola, come fanno ad arrivare in tempo i ragazzi? Il traffico è insostenibile! Sono una mamma ma sono anche una docente, quindi esprimo tutta la mia solidarietà ai colleghi del Liceo, perché conosco le difficoltà organizzative di questi giorni, mesi, anni!

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