Home CRONACA Saxa Rubra, oltre mille a ballare. Chiusa 5 giorni nota discoteca

Saxa Rubra, oltre mille a ballare. Chiusa 5 giorni nota discoteca

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++ foto di repertorio ++

“Si sente una musica forte tipo una festa, sapete di cosa si tratta?” era la domanda che la scorsa notte rimbalzava sui social nei gruppi dedicati ai quartieri di Saxa Rubra e Labaro. “Possibile che si tratti di una discoteca aperta nonostante i divieti imposti dalla normativa anti-covid?” si chiedevano in diversi.

E infatti oltre mille persone sono state sorprese a ballare dalla Polizia Locale di Roma in un noto locale ubicato a Saxa Rubra.

Giunte sul posto a seguito di diverse segnalazioni le pattuglie del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) della PL si sono trovate di fronte a una serata con centinaia e centinaia di persone senza mascherina e con nessuna che rispettava la distanza minima imposta dalla normativa.

Per i titolari della discoteca è scattata una multa e la chiusura per cinque giorni. Una misura, quella della chiusura per un così breve periodo, che non sortirà però gravi conseguenze: chiuderla di venerdì per cinque giorni significa che il venerdì successivo sarà nuovamente aperta.

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27 COMMENTI

  1. Una multa (risibile) e la chiusura per cinque giorni (gli stessi nei quali la discoteca è praticamente chiusa di suo o “in bassa frequenza”).
    Sarebbe ridicolo se non fosse gravissimo.
    Poichè, oltre alle normative vigenti in materia di decibel, di orari, di somministrazione di alcol, eccetera, ci sarebbero anche le misure straordinarie per contrastare la pandemia che massacra tutti noi da quasi due anni.
    Ma ancora più grave, la “tempestività” dell’intervento.
    Le feste di questa “discoteca”, tutte ad altissimo valore di decibel, infatti, hanno allietato le notti di tutti i venerdì e i sabato di questa estate romana. Ben oltre le tre di notte.
    Non era possibile non notarle, luci e suoni inconfondibili. Bastava passare in automobile per via Flaminia, subito prima del Centro RAI di Saxa Rubra, per essere assaliti dall’onda d’urto della disco-music a palla.
    Senza dire delle continue segnalazioni.
    Personalmente, molti venerdì e sabato notte di questa estate, ho inisistentemente (quanto inutilmente) telefonato ai vari centralini delle Autorità preposte per segnalare quanto stava accadendo e chiedendo interventi immediati. A maggior ragione per l’emergenza Covid.
    Anche agli inizi di luglio, durante il primo incontro con il Gruppo di “primo ascolto” nell’ambito del progetto di prossimità della Polizia Municipale di Roma XV, segnalai l’emergenza di questa “allegra” discoteca. Nell’occasione riscontrai che gli agenti erano già bene a conoscenza della situazione e dei precedenti.
    E invece siamo dovuti arrivare al 17 settembre con una multa risibile e con la chiusura di cinque giorni…….capirai che danno…….giusto in tempo per potere riaprire venerdì 24!!!
    Ma fino a quando continueremo a prenderci in giro?
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  2. Ci sarebbe da dire qualcosa anche a proposito di quel locale osceno che hanno aperto a Villa Mazzanti in Via Fleming. Ormai purtroppo gli interessi dei proprietari dei locali prevalgono su tutto e tutti.

  3. L’ironico commento che il Signor De Antoni mi ha dedicato, ha preceduto quanto mi accingevo a scrivere.
    Anche io, infatti, avevo deciso di dedicare due paroline su quanto incredibilmente accaduto e che, sicuramente, continuerà ad accadere.
    E lo voglio scrivere senza ironia poiché reputo tutto questo estremamente grave, indecoroso, inaccettabile e offensivo nei confronti di noi cittadini.
    Quando la notte tra sabato 25 e domenica 26, andando ben oltre le tre del mattino, sentivo con estrema chiarezza, e soprattutto irritante disturbo, i decibel ben sopra la norma consentita della electronic dance music che arrivava dal noto locale di Saxa Rubra, ho tristemente avuto la risposta alla domanda del mio precedente commento: quando finiremo di prenderci in giro (per non dire meglio, quando FINIRANNO di prenderci in giro)? Mai!!!
    Tutto come previsto, secondo il solito clichè “sciacqua coscienze”. Oppure tornerebbe utile Franceschiello e la ben nota “facite ammuina”.
    La prassi è questa: vado, ben attento ad intervenire dopo mesi di proteste e pressioni dei cittadini esasperati e preoccupati, “elevo” la multa ridicola e provvedo alla chiusura per cinque lunghissimi giorni (naturalmente infrasettimanali durante i quali questi locali non sono solitamente frequentati). Fine del discorso. Del resto, così si applica pedissequamente la norma.
    Ne riparleremo, semmai, tra qualche altro mese.
    Almeno due le storture intollerabili: la norma indecentemente grottesca, la superficialità delle tempistiche con le quali viene applicata….quando viene applicata.
    Insomma il vecchio discorso del “controllo del territorio”.
    Anche in questo caso dobbiamo sentire il solito refrain della crisi economica conseguenza del Covid, del “ma sai quante famiglie riescono a mangiare con l’apertura di questi locali?” e via avanti con buffonate pretestuose del genere.
    Dobbiamo rassegnarci a questo infinito degrado di una città dove contano gli interessi di alcune categorie piagnucolose ma ben attrezzate a fare i fatti propri, devastando definitivamente i diritti (che sono cosa ben diversa dagli interessi) dei cittadini?
    Di giorno non si può camminare perchè ormai tutti i marciapiedi e le sedi stradali sono occupate da pedane di legno, dehors, tavolini, legittimi e illegittimi, la notte non si può riposare per il fracasso che viene dalla movida, dalla “musica” ad altissimo livello di alcuni ben noti locali che secondo norma non dovrebbero neanche essere aperti. Questa del resto, insieme ad alcol e droga, è l’unica offerta che diamo ai nostri giovani.
    Controlli? Zero. Non ci sono le risorse.
    E i politici?
    Troppo occupati a rastrellare il fondo del barile del consenso elettorale per avere il coraggio e l’onestà intellettuale di assumere posizioni rigorose.
    Più semplice e “pagante” (elettoralmente) mostrarsi flessibili, aperti….praticamente gommosi.
    Anche i nuovi recentemente ascoltati con i loro inutili “voli pindarici” (categoria lessicale sicuramente esagerata ed impropria nel caso specifico della ricchezza verbale degli interessati).
    Un vero squallore….che comunque continueremo a denunciare sempre con forza maggiore.
    Possibilmente alzando anche noi i nostri decibel.
    Quanto ancora dovremo attendere la chiusura per un periodo significativo di questo locale?
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  4. Io mi sono già espresso numerose volte su tale tema.
    Lo voglio scrivere nuovamente per un’ultima volta e con il massimo rispetto che nutro cmq verso di Lei.
    Vi lamentate per il mutato ruolo che contraddistingue ormai da anni Ponte Milvio.
    Bene ringraziate le giunte Veltroni e Rutelli per averlo realizzato con politiche precise e premeditate. Potevate pensarci negli anni in cui li avete supportati.
    Inoltre questa frenesia di voler chiudere i locali è tipica della sinistra radical chic, volta a pensare ai propri interessi individuali (cmq sacrosanti), ma lascia trasparire la profonda indifferenza verso la funzione sociale di queste attività.
    Essi danno lavoro a molti dei nostri figli, molti di coloro che non vivono nei quartieri ricchi come invece fanno i vostri.
    State crescendo il vostro consenso nei quartieri opulenti, ma in periferia … vi aspettano col forcone.
    Io, ricordando Pasolini, preferisco stare con chi da lavoro ai figli della nostra povera gente, piuttosto che mettere al centro il pigiama in cashmere dei vostri …
    Con rispetto
    G.Mori

  5. Evidentemente Giorgio Mori si trova nel turbine della campagna elettorale e coglie qualsiasi occasione come utile pretesto per spendersi al meglio.
    Considerando che si rivolge chiaramente alla mia persona come Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio, non posso esimermi dal rimarcare alcune vistose inesattezze e puntualizzare alcuni concetti (in verità semplici da comprendere).
    Mi scuso con VCB se utilizzo impropriamente lo spazio che concede ai nostri commenti.
    Dunque, nel messaggio chiaramente propagandistico si ritrova la causa della movida di Ponte Milvio e della strabordante presenza senza soluzioni di continuità di locali “cibo&bevande” nelle scellerate politiche (premeditate!!!) delle Giunte Veltroni e Rutelli (ad essere precisi l’ordine, storicamente parlando, va invertito).
    Tale affermazione esplicativa del rapporto causa/effetto, poi, conclusa con un perentorio “potevate pensarci negli anni in cui li avete supportati”.
    Pensarci chi? Supportati chi?
    Giunte Rutelli: 5 dicembre 1993 – 16 novembre 1997
    16 novembre 1997 – 8 gennaio 2001
    Giunte Veltroni: 28 maggio 2001 – 29 maggio 2006
    29 maggio 2006 – 13 febbraio 2008
    Comitato Abitare
    Ponte Milvio: 12 dicembre 2011 ( anno di costituzione).

    Non si capisce, dunque, a chi si stia rivolgendo Giorgio Mori.
    Viceversa, è utile ricordare le battaglie che, fin dalla sua costituzione, il Comitato ingaggiò nei confronti delle politiche (queste si scellerate, mi permetto di sottolineare) della Giunta Giacomini, fino alla sua caduta perchè sfiduciata nel marzo del 2013.
    Vogliamo ricordare, ad esempio e per rimanere in zona, la vicenda dei “tavolini selvaggi” e dei dehors abusivi con il beneplacito della stessa Giunta?
    Chi meglio di Giorgio Mori può ricordare queste vicende essendo stato autorevole Consigliere in quella Giunta?
    Passiamo poi alla “sinistra radical chic” con la fissa di fare la guerra contro i commercianti, specialmente se si tratta di ristoratori.
    Immaginiamoli i “sinistri radical chic” a tramare vendette di notte con gli occhi sbarrati per il fracasso indecente della movida sotto le proprie finestre, ma morbidamente avvolti nei loro pigiami di cachemire…….
    Anche questo stantio refrain del “dare lavoro ai nostri figli” è un disco rotto che non convince più nessuno, tanto meno i numerosissimi ristoratori di Ponte Milvio che svolgono il proprio lavoro con onestà e nel rispetto delle regole e con i quali il Comitato Abitare Ponte Milvio è riuscito a costruire un ottimo rapporto di dialogo (il che non vuol dire autocensurarsi se dovessero essere necessarie critiche su fatti specifici, da nessuna delle due parti).
    Ricordiamo a fianco di chi si schierò il Comitato quando fu varato dalla Giunta M5S quello “spericolato” – e mai completato – PMO in una notte di fine anno.
    Senza dire dei continui appelli e iniziative volti all’apertura di tavoli permanenti di confronto.
    Sono gli stessi Commercianti onesti ad essere consapevoli del danno che ricevono dai loro colleghi “furbetti”.
    Dunque, mi sembra azzardata, e quindi la rimando al mittente, l’affermazione “traspare la profonda indifferenza verso la funzione sociale di queste attività”.
    Se, proprio per il “massimo rispetto” che Giorgio Mori dichiara di nutrire per me e per proprietà transitiva nei confronti del Comitato, lo stesso Mori avesse compiuto uno sforzo di analisi intellettualmente onesta, sicuramente non avrebbe attribuito a noi determinati modi di pensare e di agire.
    Noi non pensiamo ai nostri “interessi individuali” e la storia trasparente di dieci anni di questo Comitato lo testimonia.
    Noi parliamo di “diritti”, di tutti.
    E i diritti, Mori certamente lo sa bene, sono ben altra cosa rispetto agli “interessi”.
    Infine senza scomodare Pasolini, mi permetto di rivolgere io tre domande sommesse a Giorgio Mori:
    – ma, per caso, lei trova giusto che un locale scateni “feste” con disco music a 1000 decibel, fino oltre le tre del mattino, con grande profusione di alcol e giovani completamente “sballati” accalcati in migliaia, alla faccia delle norme ordinarie e di quelle emergenziali per il Covid?
    – E che se la cavi con una multa ridicola ed una “drammatica” chiusura di cinque giorni, per potere liberamente riaprire il weekend successivo, tale e quale senza che vi sia alcun nuovo controllo?
    – E questo che pensa sia giusto offrire come “lavoro ai nostri figli” e svago “ai figli della nostra povera gente”?
    Con analogo rispetto.
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio (anno di costituzione 12 dicembre 2011)

  6. Semplicemente: se la discoteca fosse a pochi metri da casa vostra si scriverebbe ancora ” della funzione sociale di queste attività… danno lavoro a molti dei nostri figli etc”?
    Io abito a SETTECENTO METRI dalla discoteca in questione e nonostante chiuda le finestre continuo a sentire distintamente il frastuono. Ci sono dei limiti in decibel per le emissioni sonore e vanno fatti rispettare. Stesso discorso per chi ha autorizzato di impiantare questa attività in quel luogo: se fosse stato a pochi metri da casa tua AVRESTI FIRMATO?

  7. Aggiornamenti su feste suoni luci da un punto di vista radical chic.
    Ieri notte passeggiavo su e giù per casa, insonne (nel mio pigiama di seta, quello cachemire ancora troppo caldo per gli inizi di ottobre). Con un pensiero fisso in testa: “…ma chi sarà quell’anima buona che protegge costoro che “danno lavoro ai figli della nostra povera gente…”?”
    Infatti, erano le 3 della notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre e da più di due ore tentavo inutilmente di dormire, massacrato dall’indecente frastuono della disco-music a 1000 db e dalle urla selvagge di qualche dj (naturalmente figlio anche lui della nostra povera gente….anche se, in verità, mi veniva in mente altro tipo di maternità…), assai incerto se tornare a segnalare inutilmente quanto stava ancora accadendo nella ormai famosa discoteca di Saxa Rubra.
    Segnalazione da rivolgere alle “Autorità competenti”, quelle preposte al controllo del territorio per intenderci, nella speranza (vana) dell’intervento risolutivo. Quello che assicura al “datore di lavoro” di potere nuovamente riaprire il sabato successivo, indisturbato con le stesse identiche modalità e volumi, assicurando così il lavoro ai soliti “figli della nostra povera gente”.
    Alla fine, esausto (eufemismo), ho composto le fatidiche tre cifre emergenziali e, con fare radical chic, ho brutalmente chiesto un intervento tempestivo e, soprattutto, definitivo.
    Immaginavo (povero illuso) una risposta immediata veloce operativa.
    No, l’ostacolo insormontabile era che non conoscessi il numero civico del noto locale!
    In un modo o nell’altro l’empasse informativa è stata superata e sono stato introdotto alla seconda fase dell’iter (complicatissimo) della segnalazione di una emergenza (figuriamoci se non ci fosse stata l’emergenza…!!!). Seconda fase che significa “le passo la Polizia Municipale, attenda in linea”.
    Attesa trascorsa con l’ascolto di un messaggio, registrato e ripetitivo, incomprensibilmente in lingua spagnola (ho pensato al binomio discoteca=Ibiza, ma mi sembra deboluccia).
    Finalmente arrivata la risposta, mi sono ritrovato nuovamente nella stessa difficoltà di prima, questa volta però ancora più insormontabile: ancora quel benedetto numero civico, senza il quale non si può avviare l’intervento!
    Ma se è sufficiente avvicinarsi alla zona e già da chilometri prima si viene attirati – e guidati nel percorso – da una sarabanda di luci e suoni!!!
    Perdendo vistosamente l’aplomb radical chic, alla fine, sono riuscito a convincere il mio interlocutore della necessità di un intervento. Almeno preferisco illudermi che così sia realmente accaduto, anche se rimango con seri e più che leciti dubbi.
    Non ho contezza di cosa sia successivamente accaduto, solamente che il frastuono mi ha accompagnato ancora per molto.
    A fronte di una situazione che non esito a definire grottesca e inaccettabile, mi chiedo sinceramente in quale Paese viviamo.
    Tutto ciò che è vietato dalle norme, ordinarie o emergenziali che siano, può essere tranquillamente – e sfacciatamente – disatteso, non rispettato, ignorato, violato.
    E le “Autorità preposte” possono cavillare sui numeri civici con i cittadini esasperati che segnalano, invece di essere loro per prime a farsi parte diligente e andare, di routine, a controllare i locali già precedentemente “pizzicati”.
    Invece è debordante il menefreghismo, il lassismo, figuriamoci come se la gode chi dovrebbe essere controllato!
    Le sanzioni, poi, assolutamente risibili completano il quadro.
    La discoteca in questione è ben nota per altri precedenti. Vogliamo continuare a farle il solletico e le ramanzine o sarebbero più appropriati chiusure prolungate con i sigilli e il sequestro dell’attrezzatura?
    O una multa di svariati €, di quelle che si possono ricordare?
    Ora certamente esiste anche l’emergenza Covid rispetto alla quale non si capisce bene se si fa sul serio o è tutta una moina.
    Ma il diritto al riposo, alla quiete, al sonno dei cittadini, credo che quello debba essere tutelato comunque, sempre. Per esempio, mi sembra di ricordare che esiste l’art. 629 del Codice Penale.
    Ma, si sa, sono fissazioni da intellettuali borghesi, con atteggiamenti sinistri radical chic.
    Chissà cosa ci riserveranno per sabato prossimo i datori di “lavoro per i figli della nostra povera gente”, quelli che svolgono una “funzione sociale” imprescindibile.
    Per non sbagliare mi sono segnato su un foglietto il numero civico………
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  8. @ Paolo Salonia,
    altra forma di accanimento sono proprio le discoteche che nascono alla fine degli anni 70 come luoghi d’incontro per povera gente che non sa ballare ma vuole allo stesso modo ballare al ritmo semplice della dance music (battere e levare).
    Successo senza pari che accoglie chiunque, garantisce svago a basso costo, in tutti i sensi ed è nelle sue forme più pregiate e costose il luogo per eccellenza del “glamour”.
    Come tutti gli esercizi le discoteche sono gravate da obblighi di legge oltre che dagli oneri di una gestione con personale qualificato o del mestiere ecc., ecc..
    Di recente tutte le discoteche sono state oggetto di incursioni varie con uso e abuso di alcol, droghe leggere e pesanti usi e costumi come comprensibile.
    Artefici gli stessi operatori del settore, i Pr in primo luogo ai quali sono state consegnate le chiavi dei locali con la garanzia di serate sold-out (e le serate sold-out ci sono state eccome!)
    Ne fanno le spese le proprietà che per le innumerevoli beghe giudiziarie e di ordine pubblico hanno di fatto rinunciato nell’insieme a tali attività imprenditoriali, per tali ragioni economicamente in perdita.
    Nascono così i Rave o gestioni “smart” come Saxa Rubra o anche i locali di Testaccio che offrono ancora divertimento e svago ma nelle forme, le meno compromissorie per le proprietà o per i titolari con anche il divieto di fumare che è per il contesto o per l’essenza stessa del luogo una contraddizione in termini.
    Valgono per tutti e anche per le discoteche le scelte individuali per i temi caldi di cui sopra che sono nelle possibilità di ognuno a prescindere dal luogo o dal contesto.
    Dispiace ma se Lei sente del frastuono e non del suono, esso potrebbe dipendere semplicemente dalla regolazione dell’impianto audio del locale.

  9. ….frastuono e non del suono, esso potrebbe dipendere semplicemente dalla regolazione dell’impianto audio del locale.
    Egregio leosc555 gentilmente le posso chiedere quanto dista la sua abitazione dalla discoteca in questione?
    Grazie

  10. @Fabrizio De Antoni, e G. Venza,
    anche se lusingati crediamo le vostre più che domande essere degli interrogativi.
    Crediamo nella buona fede degli organizzatori e del loro sincero dispiacere per le vostre noie in concomitanza con le serate di apertura della discoteca di Saxa Rubra, crediamo anche possano esistere soluzioni tecniche adeguate per ovviare a questi “frastuoni”.
    Possiamo anche però comprendere in parte l’impostazione mentale di una visione strettamente imprenditoriale oramai patrimonio morale e culturale che obbligatoriamente si deve accontentare a fare con quello che ha perché miglioramenti sono di fatto economicamente inaccessibili.
    La ragione di questo se volete, la potete cercare nei posizionamenti anti-sistema, nell’intransigenza e nelle nostalgie o nella seduzione di un nuovo neotalebanesimo che vuole mettere nelle mani di pochi il futuro dei molti.
    Si dimenticano i sedotti che le “Fratellanze” non riconoscono alcun provento a nessuno, che essere antisistema oggi vuol dire essere contro la democrazia (la maggioranza degli Italiani) che ha scelto legittimamente questo sistema e che ognuno raccoglie i frutti sociali o economici di quello che ha seminato soprattutto dal punto di vista delle relazioni e dei comportamenti.
    A questo serve la politica, di aiuto nel caso al reinserimento sociale anche di esperti titolati del suono che ancora vivono nell’irrealtà.
    Abbiate pietà e pazienza.

    • Ma di quale politica parla, questi sono meri interessi di bottega! Comunque la “soluzione tecnica” come la chiama lei è: abbassare il volume (per passare dal frastuono al suono) e chiudere dopo una certa ora.

  11. Quale interrogativo!! Se gentilmente ci fa sapere quanto dista dalla discoteca. Ovvero lei la notte la sente?
    Grazie per la risposta

  12. “Si dimenticano i sedotti che le fratellanze non riconoscono alcun provento a nessuno”…..Ma questo che usa il plurale-maiestatis neanche fosse il Papa si rende conto di quello che scrive?
    Certo che chi è contro il sistema e’ contro questa democrazia altrimenti andrebbero a votare anziché restarsene a casa….d’altra parte a che serve? Il paese è governato da un banchiere che nessuno ha votato e da una maggioranza che da anni non e’ più tale…

    • Il banchiere “che nessuno ha votato” (ma sono diversi governi con presidenti non votati, ci rifletta) è un grande mediatore e sta con fermezza, ma piano piano, convincendo chi la pensa diversamente da lui a seguirlo (anche qua Egregio Signore se ci pensa un po troverà diverse conferme di questo mio convincimento in quanto è accaduto negli ultimi giorni!). Anche io avevo delle perplessità da diversi anni nei confronti dei “non eletti” e dei banchieri ma quanto fatto da lui anche precedentemente (salvataggio dell’euro) me le ha fatte passare. D’altro canto la costituzione non parla di presidenti del consiglio (non chiamiamoli per carità “capi del governo”!) eletti del popolo. Circa il signor leosc555… ha forse perso due stelle, prima era 55555?

  13. @Kurtz, G. Venza ma anche Marino,
    Si parla di coesistenza di cittadini residenti e attività varie, questa è la ragione dell’uso del plurale perché pensiero elaborato e scritto a più mani, su temi caldi di grande attualità.
    Cosa impedisce la coesistenza e la convivenza civile nel rispetto dei singoli e dei luoghi è il tema per eccellenza che produce i malumori di Paolo Salonia, i malumori di F. De Antoni ecc., ecc..
    Nel caso in questione dell’articolo di VCB “Saxa Rubra, “Oltre mille a ballare. Chiusa 5 giorni nota discoteca”, si ripresentano nuovamente problematiche che nel caso sono state temporaneamente risolte chiamando le forze dell’ordine nello specifico a seguito di diverse segnalazioni, le pattuglie del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) perché “Si sente una musica forte tipo una festa.”
    Allora si è creduto opportuno commentare cercando di contribuire all’infinito dibattito che è finalizzato esclusivamente al raggiungimento di una civile coesistenza e convivenza forse negata da scarse possibilità come al precedente intervento. Tutto qui!

  14. Egregio Venza il fatto che ci di debba accontentare di un banchiere perché non c’è nulla di meglio non significa affatto che questo sia il meglio….non mi serve un mediatore e neppure uno gradito all’Europa dei burocrati e delle banche. Forse presi dal Covid non ci si è accorti che con questo “presidente” e aumentata la benzina, il gasolio, il gas, le tariffe autostradali, quelle dell’energia elettrica, i generi alimentari e di prima necessità mentre pensioni e stipendi da fame sono rimasti gli stessi. Hai voglia a raccontarci che è colpa dell’aumento del petrolio e del gas….Russia. Iran, Siria ne hanno da vendere…..sfido che il banchiere piace ad Europa e USA!

  15. Il Banchiere che nessuno ha votato ( anch se non sono un suo aficionado verifica quale è stato l’ultimo governo derivante dal voto popolare ! ) , ha salvato l’euro ( ? ) ( a sapere se cosa saggia poi ! ) con strumenti che sono valsi per tutti i paesi europei , non ha salvato l’Italia come nazione , in primis la Germania che ne ha ampiamente approfittato fottendosene nell’elargire “aiuti di stato” a noi contestati oltre frugali paesi culla di paradisi fiscali più o meno “leciti”.
    Non ci scordiamo che contemporaneamente ha ammazzato la Grecia , cosa di cui ora si “dispiacciono” perché forse hanno esagerato ( facendoli finire nelle mani dei banchieri del Renminbi
    ) .
    Non ci scordiamo a proposito di democrazia che è dal 31 gennaio 2020 che è stato dichiarato lo “stato di emergenza” prorogato più volte fino al prossimo 31 dicembre 2021 , quanto è passato ?
    Mettetela come volete ma è una sospensione delle regole democratiche che autorizza il “governo” a procedere a colpi di dpcm che di fatto sollevano il parlamento da tali decisioni.
    Contenti voi
    Nel “conteggio” della ricchezza di una nazione e dei suoi abitanti , a livello europeo non viene conteggiato il valore immobiliare ricchezza dei singoli cittadini
    In Italia il valore degli immobili di proprietà vale quasi 4 volte il pil
    Ed è per questo che al motto di “l’Europa lo chiede” , il banchiere non eletto sta predisponendo una bella mazzata di cui ci accorgemo non tra molto

  16. @Fabrizio De Antoni,
    ho riletto più volte l’articolo in questione e tutti i commenti ma proprio non riesco a capire di quale mia vittoria e Sua resa stia parlando.
    Le sono stati indicati i termini per effettuare tutte le segnalazioni che vuole con specifica indicazione di riferire alle autorità il numero civico della nota discoteca che dista dalla sua abitazione 700 metri e che le comporta notti insonni.
    Per quanto riguarda la risibile multa ci si rivolge a coloro che possono offrire consulenze per soluzioni tecniche audio essere e costituire, la risibile multa, il solo ammontare messo a disposizione da parte degli organizzatori per risolvere il problema, prendere o lasciare.
    Diversamente problematiche esistenti anche nel settore “audio” relative a assenza totale di opportunità e dunque di occupazione piuttosto che di lavoro devono necessariamente essere affrontate dagli stessi operatori con realismo, fare i conti con la realtà vuol dire preoccuparsi di avere la possibilità di un’esistenza dignitosa e dunque iscrizione ai C.P.I., dichiarazione I.S.E.E. al C.A.F. o al C.A.A.F. e richiesta degli strumenti anticrisi e di sostegno al reddito.
    Evitare di trattare le realtà lavorative come passatempo privilegiato rispetto al vivere in casa, ciò è deleterio al mondo del lavoro stesso costretto in un clima troppo melmoso ed esasperato con i rischi gravi di essere più fonte di distrazione che di collaborazione.
    Ci si riferisce ovviamente alla Sicurezza sul Lavoro che viene pregiudicata anche da eccesive forme umorali come le note conflittualità interne o aziendali o tra le numerose tipologie di lavoratori che non di rado difendono realtà stantie, morte e sepolte piuttosto che rassegnarsi a vivere con lo strumento della “cassa integrazione o del “Reddito di cittadinanza”, a causa della crisi globale ed epocale unica e sola opportunità, una buona dose di realismo e meno di ideologia, tanto perché poi in Italia il futuro delle famiglie è sempre garantito.
    Continui a telefonare alle forze dell’ordine (oramai esperti), come fanno gli altri, se le danno ancora fastidio.

  17. Per leosc555: invece ho parlato col proprietario della discoteca, ottima persona, che si è impegnato a risolvere il problema. La vittoria cui alludevo era la mia rinuncia per sfinimento!! Se io chiedo ad una persona: quanto dista la sua casa da x, la persona che vuole capire mi risponde con una misura del sistema decimale (in mt. km.) e non con discorsi sul lavoro , reddito di cittadinanza etc. che nulla hanno a che fare con la domanda fatta.
    A l’altra domanda: lei la sente la discoteca la notte? le opzioni sono si o no. Troppo difficile?
    Saluti

  18. Io non ho parlato con il proprietario della discoteca.
    Non l’ho fatto, perchè non ritengo sia di mia competenza, né reputo corretto (nei miei confronti) chiedergli che si impegni a risolvere un problema, quasi che detto problema sia un affare mio personale.
    Infatti, il problema è tutt’altro che soggettivo, direi piuttosto sicuramente di carattere generale.
    Se non mi apparisse esagerato lo definirei addirittura “sociale”. Nel significato di quella antica storia – ricordate? – della convivenza civile, quel modo di stare al mondo (quindi anche in città) rispettando gli spazi e i diritti degli altri e non pensando sempre e solamente ai propri “interessi”.
    Dunque, a mio modestissimo avviso, la questione dovrebbe essere materia di chi, su mandato della “società” organizzata per essere “civile”, ha il compito istituzionale di garantire il rispetto delle regole di convivenza (appunto) civile in un determinato territorio.
    Dunque anche di quelle regole in materia di disturbo della quiete pubblica e del riposo dei cittadini, quindi di decibel, di rispetto degli orari, fino ad arrivare alla somministrazione di alcol.
    E, in periodi eccezionali come per esempio questo della pandemia, anche delle norme ugualmente eccezionali e transitorie.
    Mi riferisco ovviamente a quando, prima dell’11 ottobre le discoteche dovevano obbligatoriamente restare chiuse.
    Ma così non è stato, anzi.
    E coloro che, per quel mandato di cui sopra, dovevano controllare, nonostante i ripetuti appelli e denunce da parte dei cittadini esasperati (si proprio i cittadini che da questi controllori vengono definiti “i nostri occhi sul territorio”, quasi fossimo i loro delatori) per di più mentre i fatti accadevano, quindi in flagranza di reato, nulla hanno fatto. Escludendo un unico intervento di molto tempo fa dal quale derivò, come noto, una pesantissima pena……..che permise ai proprietari di riaprire il fine settimana seguente!
    Con il “liberi tutti” dell’11 ottobre e la riapertura delle discoteche, questa che era aperta già dall’inizio dell’estate, impunemente alla faccia delle regole e delle norme, oggi si sente ancora più legittimata a fare casino senza neanche riduzione di percentuali.
    E così sta accadendo con gioia e riconoscenza dei malcapitati cittadini che abitano in zona Saxa Rubra, allietati fino all’alba dalla musica soft e dai bisbiglii del DJ di turno.
    E non si vede l’intervento di nessuno di quelli che dovrebbero controllare, nonostante ben conoscano la discoteca in questione.
    Ma la questione non attiene solamente all’argomento “controllo”. Prima di questo, infatti, ci sarebbe quello della “pianificazione”, delle “scelte” da parte dei cosiddetti decisori. In sostanza, di quelli che rilasciano le licenze.
    Prescindendo dalle considerazioni sulla localizzazione di tali locali fuori dai centri più o meno densamente abitati, non si capisce, quindi, con quale visione si è pensato di permettere un trasferimento di quella discoteca dal Foro Italico, dove non era più “aria” rimanesse per diversi motivi che qui possiamo fare a meno di ricordare, spedendola nella solita Saxa Rubra, evidentemente ritenuta il “non luogo” del XV Municipio.
    Forse sarebbe meglio definire Saxa Rubra come “la discarica” se ricordiamo la questione della “temporanea” installazione del centro AMA di trasbordo rifiuti nel lontanissimo 2019…..ma questo è un altro discorso…anche se…..
    Per non perdere le speranze, per potere ancora continuare a credere che viviamo in un Paese civile nel quale le regole della convivenza civile vengono fatte rispettare con fermezza da chi possiede l’Autorità – e il mandato – per farlo, restando però in quest’ultima metafora, la domanda è “a quando la bonifica?”
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  19. Egregio Paolo Salonia lei ha perfettamente ragione. Il problema è che a Roma chi è demandato al controllo dell’ambiente, in tutti i suoi aspetti , è assolutamente inadeguato. In casi come questo di emissioni sonore fuori norma chi può intervenire , da quello che ho capito, è solo la Polizia Locale.
    Giorni fa, in piena notte, dopo aver passato QUARANTA minuti in attesa di parlare con un loro operatore che ,palesemente scoglionato a fare il turno di notte, si limitava alle frasi di rito “Vabbè faccio la segnalazione..” ho provato a chiedere soccorso al 112. Ho provato in tutti i modi a chiedere di mandare una pattuglia ma ”l’unica cosa che possiamo fare è passarle la Polizia Locale”.
    Dove sicuramente c’è qualcuno che vorrebbe fare il proprio dovere ma non può!
    A seguito di una mia mail a loro indirizzata sulla questione discoteca qualche mattina dopo sono stato contattato da loro. Mi hanno detto ,come credo lei sappia, che per la misura delle emissioni sonore loro devono obbligatoriamente fare richiesta alla regione (ARPA) che manderà una pattuglia..etc. (chi sa quando ovvio). Per la mia richiesta sull’ invio urgente di una pattuglia, mi hanno detto che per il turno di notte loro hanno a disposizione UNA sola autovettura che è sempre impegnata dagli incidenti stradali che sono reputati più importanti.
    In conclusione le cosiddette istituzioni che mi dovrebbero tutelare, per mancanza di mezzi, risorse, personale, regolamenti assurdi, agenti demotivati e inetti in qualche caso, in pratica non esistono.
    Quindi, poiché debbo assolutamente risolvere come poter dormire la notte, ho contattato il proprietario della discoteca, persona ripeto molto sensibile e disponibile.
    Saluti
    FDA

  20. Sono perfettamente d’accordo con il Signor De Antoni, anche per avere vissuto, moltissime volte, le sue stesse esperienze “telefoniche” tra centralini, risposte evasive, rimpalli di responsabilità.
    Certamente il mio intervento non voleva essere una critica sulla sua scelta “disperata” e di totale solitudine.
    Viceversa puntare il dito (ancora una volta) contro l’assenza, il lassismo, l’inaccettabile comportamento delle Autorità preposte. Considerando che la prima denuncia l’avevo rivolta agli inizi di luglio al nucleo cosiddetto di “ascolto” che la Polizia Municipale del XV si è inventata ma che non si comprende bene cosa faccia e quando interviene realmente sul territorio.
    Non è accettabile che i cittadini siano, alla fine, costretti a gestire il proprio disagio spinti ad interloquire in prima persona, come extrema ratio, con coloro che non rispettano le norme, anche se si tratta di “persone molto sensibili e disponibili”.
    A giudicare dalle notti dell’ultimo fine settimana non mi sembra siano ancora tangibilmente riscontrabili né le sensibilità né le disponibilità.
    A meno che il proprietario del locale, di fatto, non riesca a controllare neanche lui i veri conduttori delle serate.
    Circostanza che sarebbe ulteriormente grave e preoccupante.
    Sarebbe auspicabile che i diversi attori (autorità di polizia, politici e amministratori, proprietari e gestori dei locali) si decidano finalmente ad assumersi le proprie responsabilità. Ciascuno per il proprio ambito, possibilmente senza il desolante spettacolo delle partite di ping pong.
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

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