Home CRONACA Tutte le bruttezze (e le discariche) di Ponte Flaminio

Tutte le bruttezze (e le discariche) di Ponte Flaminio

Ponte Flaminio

Il degrado e la sporcizia che avvolgono come un sudario  Ponte Flaminio sono scandalosi.

Il più maestoso ponte di Roma versa in una tale condizione di decadimento e sozzura da offendere la dignità di tutti i romani e rappresenta un sonoro atto di accusa nei confronti delle istituzioni inerte e disattente che hanno consentito alla grandiosa opera dell’ingegner Brasini  di diventare simile ad una discarica.

Non stiamo parlando dei segni del tempo o dei graffiti dei soliti quattro vandali ma di una situazione di abbandono che si trascina negli anni tra l’indifferenza complice di chi avrebbe il dovere di intervenire;  non fosse altro perché in tempo di Covid le condizioni di sporcizia e di carente igiene andrebbero combattute con il massimo rigore.

Quello che sorprende è che a pochi passi da ponte Flaminio c’è proprio una sede dell’AMA; impossibile che nessun dipendente non abbia mai attraversato Viale Tor di Quinto per affacciarsi su quelle discariche a cielo aperto e su quei cumuli di rifiuti sparsi in ogni dove.

Le condizioni del ponte sono tremende; il bianco travertino è diventato grigio dalla sporcizia e dallo smog mentre pezzi di marmo si staccano dalle sue pareti; le erbacce si infiltrano in ogni crepa; le vasche sono ricolme di rifiuti e di una poltiglia verdastra che dà la nausea;  le aiuole sono inaccessibili a causa dei rovi e degli arbusti cresciuti a dismisura.

Ma la situazione più grave  è quella sotto il ponte dove tra l’inestricabile vegetazione delle sponde, lasciata crescere oltremisura, si è sviluppata una grande baraccopoli con annessa una corposa discarica.

Sotto le gigantesche arcate in calcestruzzo del ponte vivono da tempo decine di sbandati, senzatetto organizzati in due distinte aree: quella delle baracche e quella delle tende.

Accanto a ciascuna di esse ci sono discariche costituite da montagne di rifiuti; non c’è bisogno di scendere sull’area golenale per rendersene conto, è sufficiente affacciarsi dai parapetti per vedere questo scempio. possibile che nessuno se ne sia mai accorto?

Cosa accadrà con le prime intense piogge e l’inevitabile onda di piena? Tonnellate di rifiuti verranno trascinate via dalla corrente, alla faccia di tutte le dichiarazioni contro l’inquinamento ambientale.

Le condizioni di Ponte Flaminio e delle sue rive (ma in realtà dovremmo parlare anche di altri ponti, come quello della Musica o di Ponte Duca d’Aosta e di tutto il corso del Tevere) richiedono interventi forti, drastici,  amministrazioni che siano in grado di farli e poteri decisori accentrati, al contrario di quanto accade oggi visto che ad avere voce in capitolo sul Tevere sono circa una dozzina di enti sparsi.

Francesco Gargaglia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 COMMENTI

  1. Per fortuna che siamo prossimi alle elezioni, anche se non credo che dopo qualcosa cambierà. Il ponte non è neanche oggetto di promesse elettorali…

  2. Osceno tutto. Segno dell’incuria di chi dovrebbe curare il patrimonio cittadino. Mancanza di igiene, baracche abusive, infezioni, topi? Dove sono i Servizi Sociali, il Comune, i Vigili, le Forze dell’ordine, l’Ama e così via. E non vogliamo più sentire che mancano i fondi per risanare, quando qualcuno si è persino inventato il Ministero della Transizione Ecologica. Vediamo se tutti i rifiuti lì sotto renderanno il Tevere più “green”. Davvero tutto paradossale: altro che norme anti covid, resilienza, inclusione, eco sostenibilità.

    • Giusto il Suo commento sul ministero della transizione ecologica (io non ho capito a che cosa serva…) che sicuramente sarà costato qualcosa.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome