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Parco giochi Isola Farnese, bimbi e adulti sotto attacco delle vespe

vespa
Galvanica Bruni

Non c’è pace per il parchetto di Isola Farnese che da piccolo paradiso quale poteva essere per i bambini del borgo e di La Storta, diventa invece spesso solo un rischio per loro. Dopo l’erba incolta che più volte ha impedito alle famiglie di frequentare l’area verde, i rifiuti strabordanti dai cestini e il playground a periodi inutilizzabile per ragioni di sicurezza questa volta è il turno delle vespe.

Nidi di vespe tra i giochi

Le vespe stanno lì da giugno, le abbiamo segnalate più volte, è settembre e ci sono ancora …” tuonano i genitori sui gruppi social di quartiere, stanchi dello stato di degrado in cui versa il parco ormai da anni.

Il nido, poco visibile perché nella parte inferiore di una pedana dell’area giochi, in questi giorni è diventato una vera e propria trappola per i più piccoli, punti più volte dagli animali.

Stessa sorte per mamme, papà e nonni, attaccati dalle vespe nel tentativo di allontanarle. Oltre al nido più grande sembra infatti che gli animali abbiano colonizzato anche altri parti del playground rendendolo completamente inutilizzabile.

L’area nel frattempo però, nonostante siano state già fatte alcune segnalazioni e siano passati tre mesi senza che nessuno sia mai intervenuto, non è stata ancora interdetta, e chi non è a conoscenza del problema rischia l’incidente.

I parchi sfortunati del quartiere

Chissà se qualcuno interverrà mai? – si chiede un altro genitore – Perché il parco, per chi non lo sapesse, è vicinissimo alla scuola”. Il punto è proprio questo infatti: il parco, l’unico disponibile della zona, vista l’impraticabilità dell’area verde di Via Francesco D’Isa, è confinante con la scuola di Isola Farnese, cinque classi della primaria che tra poche ore riprenderanno le lezioni.

Il giardino, a pochissimi metri dal cancello dell’Istituto anche quest’anno però resterà con i cancelli socchiusi vista la situazione: “L’autunno è alle porte se nessuno interverrà le vespe andranno via da sole, peccato però che a quel punto non sarà più il momento giusto per frequentare il parchetto – ha aggiunto una residente del Borgo mentre ieri sconsolata lasciava i giardini – Tutte le aree verdi della zona sono inutilizzabili, eppure ce ne sono. Per portare i nostri figli a giocare all’aria aperta ora siamo costretti ad allontanarci.”

Eppure i buoni propositi perché il parco funzionasse e fosse a disposizione delle famiglie c’erano: nel 2019 è stata sottoscritta una convenzione fra l’associazione “Scuola da Vivere” e il Dipartimento capitolino all’Ambiente con la quale di fatto si formalizzava l’adozione del parco da parte dell’associazione.

La presa in carico prevedeva una cura ordinaria dell’area da parte dell’associazione fermo restando che ogni intervento sarebbe dovuto essere preventivamente autorizzato dal Servizio Giardini del Comune.  Ad oggi però gli unici ad occuparsi davvero del parco sono i residenti del Borgo che volontariamente provano a manutenere il parco con piccoli interventi di recupero dell’area.

Così mentre i cittadini si ritrovano a vagare ancora una volta nel ricorrente labirinto di competenze e passaggi burocratici – anche per un nido di vespe – per capire a chi spetti intervenire, intanto i più piccoli resteranno senza parco giochi.

Ludovica Panzerotto

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1 commento

  1. Mi rattrista questa notizia perché a suo tempo presi parte agli eventi in favore del DECORO dello stesso assieme ad amici VOLONTARI di ISOLA, poi interrottosi soprattutto a causa della DETERMINA CAPITOLINA che obbligava una ASSICURAZIONE a spese dei Volontari e previa AUTORIZZAZIONE del fantomatico Servizio Giardini capitolino.

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