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    Consigli semiseri per combattere il caldo

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    La parola “estate” arriva dal latino e vuol dire “calore”;  d’estate quindi, da che mondo è mondo fa caldo; nel periodo estivo il sole se ne sta alto sull’orizzonte e i suoi raggi, quasi verticali, come saette ardenti arrivano sulla terra regalandoci temperature roventi.

    Certo il “riscaldamento globale” dovuto all’effetto serra ha complicato ogni cosa innalzando le temperature e facendo registrare ogni anno il record del secolo.

    Una cosa però è certa: riscaldamento globale a parte dobbiamo ammettere che non possediamo più, per quanto riguarda il freddo e il caldo,  quella capacità di sopportazione che avevamo nel passato. Non esiste oggi abitazione che non sia dotata di un efficace sistema di riscaldamento e d’inverno indossiamo, anche con temperature molto al di sopra dello zero termico, capi che andrebbero bene per un ascensione al K2. L’estate invece dimoriamo in appartamenti più simili a celle frigorifero e la prima cosa che facciamo salendo in auto è premere il tasto AC.

    Insomma non siamo più abituati a sopportare temperature rigide e tantomeno il caldo che ogni anno ci sembra sempre “più caldo”.

    Per affrontarlo in genere mettiamo in atto i consigli dei cosiddetti esperti: non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, indossare abiti leggeri e mangiare verdure e frutta. In realtà, secondo il nostro modestissimo parere, qualcosa di più può essere fatto; vediamo cosa.

    La prima cosa da fare è smettere di vedere in TV le previsioni meteo dove meteorologi, avieri o deliziose signorine ci parlano ogni 5 minuti  di fronti roventi, bolle di calore, temperature oltre alla media avendo sempre alle spalle carte geografiche di un colore rosso cupo: roba da generare brividi di calore.

    Altra cosa da fare, quando usciamo di casa  e incontriamo  un conoscente, evitiamo di parlare del tempo con frasi tipo: “Oggi si muore!” oppure: “ Oggi non si respira!” e ancora: ”Domani alle 14 la temperatura  a Roma Nord supererà i 40 gradi !”. Cerchiamo piuttosto argomenti “freschi” del tipo: “Ma lo sai che la gelateria Rossi ha creato un nuovo gusto?  Lo zabaione polare….”.

    E ancora: usciamo pure tranquilli avendo però l’accortezza  di attrezzarci a dovere: copriamoci il capo con un ombrellino, uno “Stanton” texano, un sombrero o se temete di essere ridicoli, con un simpatico “panama”.  Evitate poi tutto quello che stringe e tessuti cento-per-cento-sinteticocinese.

    Evitate anche di entrare in tutti i bar per ingurgitare bibite ghiacciate come i vaccini della Pfizer con il rischio di una congestione o di un improvviso attacco di colite.

    Meglio avere al seguito una normale borraccia piena d’acqua o se proprio volete eccedere con una mitica “orzata” o una  antiquata  “cedrata”.

    La notte se proprio non riuscite a chiudere occhio per il caldo portate il vostro materasso sul terrazzo (va bene anche il balcone)  e come fanno gli abitanti di Algeri e Tunisi fatevi una bella dormita sotto le stelle. Il rischio è di trovarvi tra le lenzuola un ladruncolo ma è un rischio che vale la pena correre: niente è come una bella dormita!

    Infine se presi dalla stanchezza e dall’abbattimento da calore proprio non ce la fate più allora scendete a Ponte Milvio e mangiatevi una bella e gigantesca  fetta di cocomero  affondando il viso nella polpa zuccherina: farete felice il cocomeraro di turno e ristabilirete il giusto umore.

    A ben vedere si tratta di consigli facili da mettere in pratica e alla portata di tutti; certo non siamo in grado di garantire sulla loro efficacia però provare non costa nulla.

    Francesco Gargaglia

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