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Le “Anime Prave” di Ludovica Iuè

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Il sagrato di pietra nera fa da cassa di risonanza per il brusio e i passi di una sorprendentemente popolata piazza del Duomo, in un soleggiato 5 giugno. A catturare l’attenzione è un gruppo di persone sulla balconata, proprio di fronte all’ingresso museale.

C’è chi è armato di fotocamera, chi sfoglia un accattivante depliant, e chi come me semplicemente aspetta di poter accedere alla mostra. Ludovica è una perfetta padrona di casa, che accoglie i visitatori con un sorriso che si intravede da sotto la mascherina, e una voce che tradisce l’emozione. Ci invita ad addentrarci nel museo, e finalmente superiamo la reception e poi il piccolo giardino archeologico, per arrivare di fronte ad una locandina. “Anime Prave” recita.

Francesca Menna, responsabile mostre di Archeoares e curatrice della mostra, ci accoglie nella prima stanza del museo, guidandoci nella sala conferenze dove finalmente c’è modo di conoscere la giovane artista. Ludovica Iuè, con grande professionalità e grande umiltà, espone il concetto dietro le opere che oggi ci mostra, la tecnica usata, le ispirazioni.

Anime Prave è un ciclo di dieci opere ispirate alla Divina commedia, frutto del lavoro di due anni di studio. Dieci opere per nove gironi dell’inferno e un inquietante, tricefalo Satana a chiudere il percorso.

Ludovica ha affrontato nella sua tesi magistrale il tema dell’illustrazione libraria, e nello specifico occuparsi dell’illustrazione contemporanea che sta vedendo nuovi media come l’utilizzo dei software digitali.

Durante il percorso dell’accademia agli studi di pittura ha accostato studi di grafica per adeguarsi anche alle nuove tecnologie presenti nel mercato dell’illustrazione. Ad un certo punto è balenata l’idea di mostrare come sia cambiato l’approccio all’illustrazione libraria nel corso dei secoli. Era quindi necessaria un’opera universale, sempre attuale che tutti conoscessero e che soprattutto, conoscessero le raffigurazioni tradizionali. Il suo pensiero è andato, dopo un’attenta riflessione, a Dante Alighieri e alla Divina Commedia.

A partire da questi presupposti, Ludovica ha iniziato a studiare l’inferno, appassionandosi e decidendo di iniziare un discorso che andasse oltre la tesi, intraprendendo un percorso totalmente personale; le emozioni provate, a seguito dell’aver studiato la Divina commedia nuovamente dopo gli studi liceali; dopo averla studiata con nuova maturità, ha sentito il bisogno di raccontare a suo modo l’emozione della Divina Commedia.

Si parla infatti di un percorso “emotivo” e non “visivo”: l’artista ci tiene a sottolineare che il suo focus non è tanto sull’illustrare fedelmente e in modo chiaro i personaggi e le vicende dell’Inferno, ma di raccontarne il profondo dramma attraverso corpi convulsi, appena accennati, dove il colore – o la sua assenza – parlano più della figura ritratta.

Le atmosfere ricreate in opere come l’Uscita e La Città di Dite rimandano alle forti ispirazioni della pittura romantica, con un pesato mix di orrore e stupore.

Altre grandi ispirazioni, per quanto riguarda i contenuti, sono le correnti artistiche del 900, con il discostamento dalla pittura formale; ciò è evidente nel fatto che, nonostante l’elemento figurativo sia presente, rimane sempre una forte distorsione della realtà e la volontà di non voler dettagliare le figure.

Esempio lampante è l’opera “il Suicidio” dove viene sottolineata solo una parte del corpo del soggetto, composta da pennellate che danno solo un accenno di figura.
Le tecniche utilizzate dall’artista sottolineano bene il dramma e la nervosità delle opere, dando quel tocco in più che le figure da sole non potrebbero fare. Quella più evidente dalle pennellate è la cosiddetta tecnica del dragging, ovvero il trascinamento del colore fresco sulla tela, che da l’idea di un’immagine che si “scioglie”, si deforma sulla tela in modo contorto; in modo più astratto, queste

A livello di tecnica sono due le caratteristiche: Tecnica del Dragging, Trascinato, che prevede il trascinamento del colore fresco sulla tela per dare l’idea di un’immagine che si sta “sciogliendo”. Seconda caratteristica, dipingere più con le dita che con il pennello.
Sono state due le opere che hanno maggiormente colpito il pubblico, e di pari passo, sono anche le opere preferite dell’artista. Fra queste spunta il Tradimento, che si caratterizza per essere l’unica opera senza alcun accenno di colore e per la grande forza drammatica che l’inquadratura dona, e Lucifero, per il grande scoglio che si è dimostrato essere per l’artista.

Sebbene Anime Prave sia conclusa, l’artista ha in corso un’altra mostra personale nello “spazio Pensilina” di Viterbo (nella zona dell’ufficio turistico di Piazza del Sacrario) intitolata “Personae”.

Per la cronaca  la mostra “Anime Prave”, organizzata con il patrocino dell’Accademia delle Belle Arti e della società Dante Alighieri di Viterbo, è stata ospitata al Museo Colle del Duomo di Viterbo fino allo scorso 20 giugno e arriverà a Roma, allo “spazio Hangar”, via Salaria 971, nella seconda settimana di luglio.

Eleonora Ugolini

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2 COMMENTI

  1. La mostra “finisce oggi” quando? L’articolo parla del 5 giugno, ma esce qui il 27. E dove era la mostra e in quali orari?
    Grazie.

    • Gentile Marina, voglia scusarci ma per un errore era stata pubblicata una versione incompleta e non definitiva dell’articolo. Le informazioni richieste ora sono presenti.
      Molto cordialmente,
      La Redazione

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