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Via della Giustiniana, la via dei fichi d’India

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Via della Giustiniana è una lunghissima strada che mette in comunicazione la Via Cassia, subito dopo il GRA, con la Flaminia, a Prima Porta; lunga e straordinariamente bella perché attraversa quello che viene  chiamato “agro romano” (la vasta area rurale intorno a Roma da non confondere con la “campagna romana”, il territorio sul lato sinistro del bacino del Tevere fino al fiume Astura).

Se decidete di percorrerla in auto, anziché in bicicletta, allora seguite i nostri consigli: spegnete l’aria condizionata e aprite i finestrini cosi da godere il profumo dell’erba, del tiglio, dell’oleandro e quello un po’ acre del fumo di legna; dimenticate il telefonino e la radio e saziatevi dello straordinario paesaggio che si aprirà davanti al vostro sguardo che spazierà fino al Monte Gennaro e Morra e ai monti Sabini.

Camminerete lungo una strada su cui affacciano splendide ville, centri sportivi, tenute destinate ad ospitare eventi mondani, ordinatissimi orti e una straordinaria campagna, a volte lavorata oppure in totale stato di abbandono.

Vedrete una infinità di piante e alberi diversi: grandi pini dai rami contorti e splendidi cedri, tigli, noccioli, olivi, carpini e poi gli immancabili “ailanti” e i maestosi e profumati eucalyptus.

Ma quello che vi colpirà più di ogni altra cosa saranno le innumerevoli piante di “fichi d’india” che costeggiano, a volte come impenetrabili paratie, la via.

Il fico d’India dell’India non ha proprio nulla se non forse un qualche collegamento con lo sbadato Cristoforo Colombo dal momento che la pianta è originaria del Messico.

Capace di raggiungere i 5 metri di altezza, è una pianta succulenta appartenente alla famigli delle cactacee, che si è diffusa ovunque trovando nel bacino del mediterraneo un ambiente perfetto.

Le foglie, dette “cladoti” (o pale)  sono grandi, spesse e di forma ellittica e ricoperte di spine (basta infilare una pala nel terreno per farla rapidamente attecchire), sulle cui estremità crescono prima delicatissimi fiori colorati e poi frutti dal sapore zuccherino.

Tutta la pianta è un concentrato di vitamine, tannini,  fibre e sali minerali e trova utilizzo in tantissimi campi; i frutti sono ricoperti da una scorza con piccolissime e insidiose spine quasi invisibili  e perciò è sempre necessario maneggiarli usando spessi guanti.

Il frutto dolcissimo viene usato sia nella pasticceria che come frutta da tavola anche se il suo utilizzo è prevalente nel meridione d’Italia.

Perché su via della Giustiniana ci siano cosi tante piante di fico d’India (e solo sul lato nord) è un mistero; certamente hanno trovato un terreno sufficientemente arido e una temperatura perfetta e il fatto che la pianta si riproduca sia con i semi che per “talea” ha fatto il resto.

La vista di queste piante, attualmente in fase di fioritura, è però un vero e proprio spettacolo e sicuramente vale la pena recarsi in Via della Giustiniana (traffico permettendo) soltanto per ammirarle, proprio come se fossimo nelle assolate campagne della bella Sicilia.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. “… solo sul lato nord …” Azzardo un’idea: simili piantagioni lineari di Opuntia sono impiegate, in Oriente, come barriera anti intrusione. Senza andare così lontano le stessa cosa si può vedere, appunto, nelle zone interne della Sicilia ai confini dei grandi latifondi. Non è per caso che tutto il lato Nord di Via della Giustiniana in un passato più o meno remoto fosse un’unica, grande proprietà?

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