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    ‘Italiani per forza’ di Dino Messina

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    Galvanica Bruni

    Da qualche settimana è in libreria il libro di Dino MessinaItaliani per forza” (Ed. Solferino, 325 pag., 17 Euro), un testo che appassionerà chi ama la storia e in particolare la storia d’Italia. Esemplificativo il sottotitolo: “Le leggende contro l’Unità d’Italia che è ora di sfatare”.

    Messina è un giornalista e uno scrittore che ha pubblicato diversi libri sulla storia del nostro Paese affrontando sempre temi abbastanza scottanti: in “Italiani per forza” tenta di smontare attraverso documenti e ricerche condotte da storici importanti la tesi secondo cui l’Unità d’Italia fu un atto di forza nei confronti dell’intero meridione che non ne voleva sapere di essere governato da un re piemontese.

    Un argomento molto delicato e complesso perché il processo che portò all’unificazione fu lungo, tormentato e a volte anche manovrato da soggetti esterni, come Francia e  Regno Unito, preoccupati per i loro interessi economici.

    Quello che Messina cerca di fare, documenti alla mano, è di smontare le tesi dei “neoborbonici” che nell’unificazione del paese vedono ancora oggi  la ‘colonizzazione’ del sud e di conseguenza il generarsi della “questione meridionale”.

    Sebbene nel corso del tempo la materia sia stata lungamente dibattuta è  con l’affermarsi della Lega Nord di Umberto Bossi, con le sue accuse al sud di essere un freno per il paese,  che i neo borbonici secondo Messina sono tornati alla carica.

    Dopo i durissimi libri di Carlo Alianello che identificavano il brigantaggio in una rivolta sociale, giornalisti, scrittori e storici hanno  cercato in tempi recenti di dimostrare quanto la riunificazione sia costata in termini di violenze, vite umane e disastri economici al popolo del sud, che nel Regno delle due Sicilie godeva invece di una certa floridezza.

    “Italiani per forza” cerca di smontare queste tesi dimostrando come non solo il Regno dei Borboni non fosse un’isola felice e florida ma soprattutto contestando le argomentazioni di reazionari e neoborbonici giudicate quasi sempre eccessive o non veritiere.

    L’attenzione si concentra soprattutto sull’adesione che i meridionali mostrarono nei confronti delle truppe garibaldine che “liberarono” la Sicilia, sul fenomeno del brigantaggio e della camorra, sugli eccidi compiuti nei paesi di Pontelandolfo e Casalduni e infine sulle deportazioni di massa messe in atto dai piemontesi.

    “Italiani per forza” è una lettura  interessante e avvincente e anche se non chiude definitivamente il dibattito su di una questione estremamente delicata apre comunque una nuova finestra sui numerosi episodi oggetto di controversia.

    A Dino Messina va inoltre riconosciuta l’onestà intellettuale di aver dato voce, nelle pagine finali del suo libro, ai maggiori rappresentati di questo revisionismo storico, come Pino Aprile, e alle loro ragioni.

    Francesco Gargaglia

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