Home ARTE E CULTURA Isola Farnese, il Ministero della Cultura bacchetta Striscia la Notizia

Isola Farnese, il Ministero della Cultura bacchetta Striscia la Notizia

ghione
Galvanica Bruni

Un servizio discusso quello di Striscia la Notizia andato in onda nella sera di martedì 20 aprile e dedicato all’incuria in cui versa parte del Parco Archeologico di Veio in zona Isola Farnese.

In particolare, a colpire è stato il gesto del conduttore Jimmy Ghione che pensando di far cosa giusta rimuove della terra da sopra dei mosaici, scandalizzandosi e stigmatizzandone la presenza. Ma quella terra stava lì appositamente per proteggerli, era stata stesa sui mosaici dagli archeologi per tenerli al riparo  dalle intemperie.

Gesto e relativa spettacolarizzazione non sono stati però apprezzati dal Ministero della Cultura che in una nota odierna, pur riconoscendo che “l’attenzione portata su Striscia la notizia alla questione della valorizzazione dell’antica Veio è stata gradita e opportuna” non manca di bacchettare il conduttore.

“Va infatti sottolineato – si legge nel comunicato – che penetrare nelle aree archeologiche chiuse e recintate senza autorizzazione della Soprintendenza e manomettere i beni archeologici (sia pure con buone intenzioni) è un reato e mette a rischio proprio quelle testimonianze di arte e di cultura che si intendono apprezzare e proteggere. Ad esempio, non è bene rimuovere lo strato di terra lasciato di proposito dagli archeologi a protezione di un mosaico, a meno che non si intenda restaurarlo”.

“Il pianoro urbano della città di Veio è un sito archeologico e naturalistico di grande estensione, compreso nel Parco di Veio e incuneato nel XV Municipio di Roma, che spesso viene trascurato e dimenticato dai normali percorsi turistici. Ma il territorio riserva ancora scorci meravigliosi e paesaggi sorprendenti per i visitatori che vi si avventurano, magari come pellegrini lungo la Via Francigena. Il rapporto difficile che ancora oggi caratterizza Roma e Veio continua quello che già nell’antichità ha contrapposto le città rivali sui due lati del Tevere e ha fatto della metropoli etrusca la prima grande avversaria a cadere sotto i colpi dell’espansione romana”.

“Oggi un recupero di tale rapporto è finalmente possibile e deve essere perseguito con tutte le risorse disponibili. Per questo motivo – continua il comunicato – già da alcuni mesi il Ministero della Cultura ha condiviso un progetto di ricerca, tutela e valorizzazione con la Sapienza Università di Roma e l’Ente Regionale Parco di Veio, che da molti anni spende impegno ed energie per la promozione del territorio”.

“La collaborazione dei dipartimenti della Sapienza di Architettura e Progetto e di Scienze dell’Antichità fornisce le competenze necessarie a programmare un piano strategico di riqualificazione dell’area archeologica e naturale, alla quale prendono parte attiva la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, competente per territorio; la Direzione dei Musei Statali della Città di Roma, titolare del santuario di Portonaccio; e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove le maggiori testimonianze archeologiche di Veio sono esposte. Gli interventi di progetto coniugano gli obiettivi di riqualificazione e valorizzazione con le esigenze di messa in sicurezza e accessibilità delle aree archeologiche attualmente chiuse al pubblico. A tempo debito saranno coinvolti nella progettazione, anche gli enti locali interessati al territorio di Veio, che si estende su diversi comuni e arrivava nell’antichità fino alla riva destra del Tevere”.

Un primo risultato – conclude la nota – è stato già ottenuto dal Parco di Veio, che in accordo con la Soprintendenza ha portato a termine la nuova edizione della “Guida Archeologica del Parco di Veio”, che a breve verrà presentata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, inaugurando così la nuova stagione di valorizzazione della “città scomparsa” etrusca e romana”.

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