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La valle della Crescenza, una valle da favola

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Le restrizioni imposte dalla pandemia con l’istituzione di “zone rosse” consentono giusto lo svolgimento di attività sportive isolatamente o passeggiate nel verde nei pressi del proprio domicilio.

Chia abita nella zona tra la Giustiniana e la Flaminia ha a disposizione una grande opportunità rappresentata dalla Valle della Crescenza.

Una valle attraversata dal fosso omonimo, lunga una decina di chilometri, che si origina nei pressi di Borghetto San Carlo, sulla Cassia, e termina a  Monte delle Grotte, sulla Flaminia. Una valle verdissima e molto bella. Proviamo a seguirne il corso facendoci aiutare dalla Carta Turistica ed Escursionistica in scala 1:20.000 del Parco di Veio.

Il paesaggio è prevalentemente agreste con un dislivello minimo (si va dai 155 ai circa 50 metri); tutta la zona è costellata da siti di interesse archeologico e storico costituiti da tagliate, fonti, antichi casali, torri e anche da una intensa rete di strade interne.

In passato questi territori erano per lo più suddivisi in grandi tenute (Ospedaletto, Castelluccia, Inviolatella…) i cui terreni, col tempo sono stati  frazionati, mantenendo solo il nome in alcuni casi.

Come detto, la valle si origina in località Borghetto San Carlo e seguendo la direzione sud-est scende verso la Via Flaminia dove il relativo della Crescenza fosso si unisce a quello dell’Acqua Traversa per poi confluire nel Tevere.

Nei pressi dei Casali del Pino si incontra l’Arco del Pino, un ampio arco scavato dagli etruschi nel tufo che permetteva di mettere in contatto la Cassia con la vecchia via Veientana. Poco distante si trova invece “Il passo della Sibilla”, tagliata anche questa scavata nel tufo; gli etruschi erano maestri nel lavorare il morbido tufo e ci hanno lasciato scavi, cunicoli e tagliate in ogni angolo del territorio (il sito più noto forse è Ponte Sodo).

La valle ora pianeggiante e verdissima attraversa un territorio abbastanza antropizzato che lasciandosi alle spalle Via della Giustiniana dirige verso il Grande Raccordo Anulare. Specie in questo tratto bisogna inventarsi il percorso avendo sempre a riferimento il fosso della Crescenza.

Dopo il GRA si costeggia la parte bassa del Parco Volusia, mai aperta al pubblico ma che una recinzione più simile ad una groviera ne consente l’accesso; il sentiero porta con una leggera salita ad un bellissimo boschetto di sughere.

Il tratto più bello della Valle è senza alcun dubbio quello che, una volta abbandonata la Veientana, entra nei territori del centro per la Cerealicoltura; un’ampissima striscia di terreno che si interrompe solo quando hanno inizio i campi da golf e la grande tenuta sorta intorno al Castello della Crescenza.

Si tratta di un territorio molto bello che specie in questa stagione offre il meglio di se; sebbene privo di aree boscose è molto vario perché i campi coltivati si alternano ai filari di pioppi, salici e querce che crescono lungo il tracciato del fosso.

Purtroppo bisogna abbandonare la valle lungo Via dei Due Ponti e se si vuole raggiungere la Flaminia camminare a bordo strada; ma tutto sommato ne vale la pena perché in breve si arriva al sito archeologico di Monte delle Grotte e nei pressi della splendida Tomba dei Nasoni (al momento la si può osservare solo dall’esterno attraverso un’ampia grata metallica).

La verde e bellissima Valle della Crescenza merita una lunga esplorazione che ci porterà a conoscere un territorio che nonostante la ininterrotta edificazione presenta ancora zone sufficientemente selvagge.

Francesco Gargaglia

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