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Federica Gentile, la radio e Roma Nord le sue passioni

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Federica Gentile è la storica speaker, conduttrice e autrice televisiva e radiofonica romana. La sua passione per la comunicazione emerge già dai tempi in cui frequentava il liceo Farnesina. Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione a La Sapienza di Roma, con tanto di master conseguito presso l’Università della California a Los Angeles, ha iniziato prestissimo la sua carriera presso RAI Radio 2.

Dopo oltre 20 anni di carriera sulle reti Rai, dal 2014 è una delle voci più riconoscibili dell’emittente radiofonica RTL 102.5, nonché direttrice artistica dell’emittente radiofonica Radio Zeta, seconda emittente del Gruppo RTL, dal 2016.

Federica ha da poco concluso la conduzione del programma “Protagonisti” ed ha iniziato una nuova avventura alla guida del programma “W l’Italia”, in onda tra le 11 e le 13 sempre su RTL 102.5, al fianco di Daniela Collu e Angelo Baiguini.

Su Instagram ti definisci “culturalmente onnivora”. Cosa intendi?

Sono una curiosa. Ho da sempre una grande sete di sapere. Per me tutto ciò che non conosco è un mondo da scoprire e, quindi, mi “fiondo” letteralmente su qualsiasi tipo di argomento culturale, dai libri, ai film, alle ideologie, a tutto quello che, in definitiva, riguarda il “pensiero” dell’uomo, moderno e non solo.

Se concludo la giornata dicendo “oggi ho imparato qualcosa di più” sono molto felice. Ed è il motivo per cui mi piace il nostro lavoro, che inevitabilmente ci porta a scoprire sempre cose nuove e, soprattutto, ci permette di incontrare e interagire con persone nuove, con la gente, fonte inesauribile di conoscenze ed esperienze.

In quest’ottica mi piace molto il programma culturale “Terza pagina” su Rai 5 di cui sono ospite fissa; come tale devo studiare ed approfondire molto un argomento specifico per ogni puntata. Logicamente nella vita non si può sapere tutto ma, sicuramente, si può studiare.

In conclusione posso dire che da sempre amo conoscere, approfondire e capire come funzionano le cose. Per far comprendere la mia natura di persona culturalmente onnivora e curiosa posso citare un esempio divertente: quando a quattordici anni mi è stato regalato un ciclomotore, la prima cosa che ho fatto è stato smontare il motore e tentare di rimontarlo.

Siccome non riuscivo nell’intento, ci ho lavorato sopra finché ho capito come rimontarlo correttamente. Ecco! A quel punto eravamo diventati “amici”, ci conoscevamo e potevamo andare d’accordo.

federica-gentileCome ti documenti quando devi fare un’intervista o trattare un argomento?  

In genere parto dai libri, da appunti, da fonti bibliografiche. Anche internet è indiscutibilmente molto utile, ma usato come fonte bibliografica, analogamente a come si faceva a proposito della tesi di laurea all’Università, dove si partiva da una serie di fonti bibliografiche per stendere poi un discorso organico e documentato.

Sul mio computer sono aperte contemporaneamente su Chrome un gran numero di schede da cui attingo a seconda degli argomenti, metto insieme i pezzi e verifico le informazioni.

Anche Wikipedia è molto attendibile oggi. Infatti, abbiamo anche fatto una puntata su questo: essendo libera c’è sempre un’attenta verifica da parte di persone competenti, cui non sfuggono eventuali errori.

Chi in particolare ti è piaciuto intervistare? E chi ti ha deluso?

Nel primo caso, mi viene in mente Rita Levi Montalcini. Un pomeriggio intero trascorso con lei è stato decisamente gratificante e illuminante, ti rendi conto di avere di fronte una persona speciale, un altro livello, una grande personalità.

Un altro incontro che mi ricordo con piacere è stato quello con Vittorio Gassman. Ero molto giovane, avevo circa vent’anni, e lo incontrai in occasione del programma in cui leggeva la Divina Commedia di Dante. Chiaramente, intervistare Gassman su un argomento così importante fu una prova molto impegnativa ed emozionante per me.

Ancora, ricordo con entusiasmo gli incontri “musicali”. Quello con i Led Zeppelin per esempio, ma poi tanti altri. L’aspetto più intrigante e affascinante di questi incontri è soprattutto quello che definirei la “chiacchierata confidenziale”.  A me piace molto capire e conoscere chi ho davanti. Certo in passato, forse, ero meno esperta, mentre oggi riesco logicamente molto meglio.

Se oggi mi trovassi di fronte gli stessi personaggi di una volta, molto probabilmente li affronterei in maniera diversa, ma tutto fa parte di un percorso di maturazione e crescita professionale. Gli incontri sono la parte del mio lavoro che amo di più e che, potrei dire, mi diverte di più!

C’è anche qualcuno che ha deluso le mie aspettative, ma non faccio nomi, anche perché ritengo che, a volte, alcuni incontri siano condizionati negativamente dal momento particolare della giornata di queste persone, ad esempio per la stanchezza o quant’altro. Comunque si, ci sono state delle interviste deludenti, seppur molto di rado.

federica-gentileDa “Protagonisti” a “W l’Italia”, perché questo cambiamento?

Beh, dopo tanto tempo cambiare fa sempre bene. Ritengo che il cambiamento contenga in sé sempre un valore positivo. Senza dubbio “Protagonisti” ha rappresentato un periodo bellissimo della mia vita e della mia carriera professionale, con partner sempre diversi e molto divertenti, in una fascia oraria meravigliosa, prima di cena.

Anche “W l’Italia” è una fascia altrettanto bella, dalle 11 alle 13 del mattino. Il pubblico e le modalità di comunicazione sono completamente diversi. Lavoro con due giganti del mestiere come Angelo Baiguini e Daniela Collu, con i quali mi diverto moltissimo.

Poi io in Radio ricopro ruoli diversi, in particolare sono responsabile di Radio Zeta, di tutto il digital space della sede di Roma. Ho, quindi, tanto lavoro “d’ufficio”, per cui al mattino già alle 9 -9.30 sono qui e poter uscire anche solo un’ora prima mi fa piacere.

Ironia della sorte, ora che finalmente ho smesso di lavorare fino alle 21, è mia figlia che lavora fino a tardi, dal momento che sta facendo un tirocinio formativo come speaker su Radio Zeta. Io torno a casa prima e le preparo la cena.

Sei contenta che tua figlia voglia seguire le tue orme?

Io sarei contenta e poi mi pare che le piaccia e si diverta. Ma è ancora giovane, per il momento siamo solo agli inizi ed è quasi un “gioco” per lei. In ogni caso ritengo che le servirà molto nella vita, se non altro per affinare le sue capacità comunicative e l’approccio con gli altri.

Attualmente, per quanto riguarda il suo futuro, dice di voler fare il chirurgo o, in alternativa, il commissario. Solo in terza battuta eventualmente la radio. È ancora giovane, ha solo sedici anni! Comunque questo tirocinio le tornerà sicuramente utile nella vita.

Io credo che la comunicazione, il cosiddetto “public speaking”, che io insegno in aziende e in altri enti formativi, dovrebbe essere materia d’insegnamento fin dalle scuole superiori perché nella vita, qualunque sia la propria professione, bisogna imparare ad interagire correttamente con gli altri, capire il feedback che arriva dal proprio interlocutore.

Basterebbe solo considerare quante incomprensioni ci sono nella vita e nel mondo proprio per la mancanza di corrette capacità e sensibilità comunicative. È importante saper dire cose intelligenti con un linguaggio semplice!

federica-gentileCome ha influito la pandemia sul tuo lavoro?

Tecnologicamente è cambiato molto, c’è stata come un‘accelerazione nei media, che probabilmente rimarrà anche in futuro in modo irrevocabile. Controlleremo di più le distanze, anche se le trasformeremo in un fatto positivo.

Noi che lavoriamo in radio, in particolare, siamo sempre stati un trait d’union  importante di compagnia, d’informazione e anche di svago. Soprattutto nel periodo più buio del lockdown dell’anno scorso la radio è sempre rimasta viva, vicina alle persone.

Anzi, tramite Zoom siamo riusciti ad “aprire” le case degli italiani e a riunire, per esempio, intere famiglie sparse in Italia all’interno dei nostri programmi, in occasione del compleanno di qualche familiare. Questo ha rivestito un valore sociale molto importante, valore che per altro la radio ha assolto sempre storicamente e, sono sicura, continuerà a farlo in futuro.

Certo il contatto umano che deriva da un’intervista dal vivo rispetto a quella condotta tramite uno schermo resta un dettaglio importante ma, visti i tempi, si fa di necessità virtù.

Sei nata e cresciuta sulla Cassia e ora lavori in Prati. Come ti trovi a Roma Nord?

Tutta l’infanzia e l’adolescenza l’abbiamo passata in zona Cassia. Mia mamma abita ancora lì. Ho fatto l’asilo, le scuole elementari e le medie al Santa Giovanna Elisabetta, poi ho frequentato il liceo Farnesina.

Per tanti anni ho vissuto poi in zona Balduina e da tempo sono arrivata in Prati, per lavoro. Da qui mi muovo a piedi molto più facilmente che nelle zone collinari, dove ci sono molti sali-scendi. Sono, inoltre, vicino alla Metro e ho tutto a portata di mano.

Sotto questo punto di vista Prati è un quartiere ideale e potrei definirmi una vera “Prataiola”. Ciò non toglie che sono affettivamente legata alle zone Cassia e Balduina, i quartieri della nascita e dell’adolescenza.

Trovo importante la mobilità e la viabilità. Forse metterei un po’ di autobus in più ed andrebbe affrontata l’annosa questione della Metropolitana su Roma Nord perché, sotto questo punto di vista, non mi sembra siano cambiate molto le cose rispetto a quando io andavo a scuola.

Per il resto sicuramente è una zona molto bella, cui sono profondamente legata: qui sono cresciuta, ho la mia famiglia e gli amici. Quindi, viva Roma Nord!

Non hai mai pensato di trasferirti nella sede di Milano?

Chissà, nella vita mai dire mai. Comunque, per il momento, anche per via delle scuole di mia figlia, sono legata a Roma. Certo, credo in ogni caso che se le avessi detto: “ci trasferiamo a Milano” non mi avrebbe detto di no e sarebbe venuta di corsa. Stiamo a vedere cosa ci riserva il futuro. Per il momento non mi sento di escluderlo anche se, come dicevo, adoro Roma.

Caterina Somma

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