Home ATTUALITÀ Fabrizio Falconi, 501 curiosità sulla storia di Roma (inclusa Roma Nord)

    Fabrizio Falconi, 501 curiosità sulla storia di Roma (inclusa Roma Nord)

    Fabrizio Falconi
    Esposizione al sole

    Fabrizio Falconi è un giornalista e scrittore romano. Laureato in giurisprudenza, nutre fin da giovane una forte passione per il giornalismo che lo porta, inizialmente, a collaborare con alcune radio private e, in seguito, a proseguire il percorso professionale in Rai, per poi approdare nell’universo Mediaset dove, attualmente. è caporedattore per la testata NewsMediaset e del canale all-news TGcom24.

    Oltre all’attività giornalistica, portata avanti con grande passione, è autore di numerosi libri, molti dei quali legati alla città di Roma che Falconi conosce bene, da amante, studioso e cittadino.

    Il suo ultimo lavoro, dal titolo La storia di Roma in 501 domande e risposte”, narra la storia della Città eterna, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, di cui vengono svelate 501 curiosità, alcune delle quali meno conosciute che meritano, invece, di essere scoperte.

    Fabrizio Falconi ha scelto proprio Vignaclarablog.it per raccontare un aneddoto legato alla storia di Roma Nord.

     Tante sono le curiosità sulla città di Roma raccontate in questo libro. Come sei arrivato a porti 501 domande e dove hai trovato le risposte che cercavi?

    Si tratta di un format già sperimentato dalla casa editrice, Newton Compton, che aveva realizzato, tempo prima, un volume con la stessa formula riguardante la storia di Milano.

    L’idea era quella di realizzare un prodotto analogo anche per Roma. Una sorta di compendio di agile lettura, che permette ai lettori di ricapitolare tutti i passaggi principali della storia della Città, dalla sua fondazione avvenuta nel 753 a. C., fino proprio ai giorni nostri.

    Per scrivere questo libro, i manuali tradizionali non sono serviti molto. Roma ha una storia tri-millenaria, unica al mondo, di incredibile complessità, perché è stata per molto tempo, e lo è ancora, una delle città più importanti nel mondo, in assoluto. E i manuali che esistono sono, in genere, o troppo specialistici – adatti cioè per studi universitari o comunque di alto livello – oppure troppo semplicistici. C’è sempre la tentazione di ridurre la storia di Roma a una serie di scenette, di personaggi scontati, molto stereotipati, tramandati dai ricordi e dalle nozioni che abbiamo imparato a scuola.

    La mia scelta, quindi, è stata quella di tentare un linguaggio nuovo: né superficiale, né da “addetto ai lavori”. Un testo, insomma, leggibile da tutti, anche da chi è completamente a digiuno, ma non banale. Un volume da consultare quando si ha voglia, da leggere tutto d’un fiato, per capire la lunga storia di questa meravigliosa città.

    Tu affermi che Roma resta sempre un mistero. C’è un interrogativo legato alla Città a cui non sei riuscito a dare una risposta e quali dubbi nutri sul suo futuro?

    La storia di Roma è piena di misteri, di tutti i tipi: archeologici, artistici, storici anche se – o forse proprio per questo – è una delle storie più raccontate al mondo. Mentre Roma “viveva” e si sviluppava nei secoli, essa veniva contemporaneamente raccontata da grandi scrittori. Anzi, potremmo quasi dire che la storiografia moderna, dopo Erodoto in Grecia, nasce a Roma con Plinio il Vecchio. Nonostante ciò, permangono tanti misteri sepolti negli stessi strati su cui la città è stata costruita.

    Un episodio, in particolare, mi ha sempre affascinato e che, ancora oggi, non trova opportuna spiegazione da parte degli storici: si tratta della famosa battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., svoltasi proprio nel nostro quartiere. Non si è mai capito, infatti, cosa abbia spinto l’usurpatore Massenzio a sbagliare completamente strategia, decidendo – lui che disponeva di un esercito molto più numeroso e fresco del suo rivale e di mura cittadine che mai erano state violate – di affrontare Costantino in campo aperto, sulla piana di Saxa Rubra. Una decisione che cambiò l’esito della battaglia e del destino dell’Occidente.

    Per quanto riguarda, invece, il presente e il futuro della città, come molti romani io – che amo Roma e ne ho fatto materia per i miei libri – sono considerevolmente avvilito dallo stato in cui si trova già da qualche anno. Roma è stata abbandonata a se stessa e in pratica non è stata più amministrata: con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La pandemia, poi, ha dato il colpo di grazia.

    Spero però, per l’amore che nutro nei suoi confronti, che sappia ancora una volta rialzarsi, come ha fatto tante, infinite volte nella sua storia e che sappia rinascere come l’Araba Fenice, mostrando ancora una volta al mondo intero le sue meraviglie, i suoi tesori, la sua civiltà.

    Roma è anche protagonista del Magazine Speciale da te realizzato per Italia Uno, sulla relazione della Città con il cinema. Qual è il tuo rapporto con la settima arte?

    Amo il cinema da sempre. Nel Magazine Speciale che ho realizzato, appena andato in onda su Italia Uno, ho provato a ricostruire il rapporto di Roma con il cinema, un rapporto assai fecondo e durevole nel tempo: tante, veramente tantissime pellicole di incredibile qualità, di autori e registi italiani e stranieri, sono state girate a Roma, nei suoi quartieri e rioni, o negli studi di Cinecittà.

    Ho davvero faticato ad effettuare una selezione tra tutte le opere a disposizione, da “Roma città aperta”, di Roberto Rossellini, alla più recente “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino. E magari, chissà, ci sarà bisogno di realizzare altre puntate.

    C’è qualche curiosità che hai scoperto riguardo la storia di “Roma Nord”?

    Questo nostro quartiere per molti secoli è rimasto estraneo alla vita cittadina, proprio perché esterno al pomerio e alle mura che circondavano la Città. Sostanzialmente, per lunghi secoli e millenni qui sorgevano campagne molto fertili, attraversate da strade antiche come la Via Flaminia, la via Cassia e la Via Trionfale, che consentivano l’accesso a Roma a chi proveniva da Nord. Si attraversava il Ponte Milvio, uno dei più antichi di Roma in assoluto (ancora in piedi) e percorrendo l’ultimo tratto della Flaminia si giungeva fino alle mura di Roma. Tuttavia, in queste campagne si sono svolte anche scene cruciali della storia di Roma Antica.

    La più famosa di queste scene è proprio la fuga di Nerone, dopo il disastro del grande incendio che scoppiò nella Città, insieme alla sua morte, avvenuta nella villa di Fetonte, ad opera dei pretoriani che, dopo averlo trovato, lo obbligarono a uccidersi con il suo stesso pugnale.

    È stato molto interessante ricostruire i passi di questa rocambolesca fuga, avvenuta proprio in queste zone insieme a Sporo, uno dei pochi amici fidati che gli era rimasto.

    Abiti a Vigna Clara da oltre 20 anni. Cosa apprezzi di questo quartiere?

    Vigna Clara in particolare, oggi, è un quartiere interessante in cui vivono persone molto diverse. Sicuramente è una zona molto meno “mono-sociale” di come era un tempo. Amo molto i caffè e i bar di Vigna Stelluti, che offrono oasi di delizie e di tranquillità. Io poi sono un vero e proprio appassionato del caffè.

    Un’altra piacevolezza è la piccola libreria Velitti, in piazza Jacini: sempre ben fornita e con la competenza e la gentilezza di Aldo, che nel quartiere è diventato un vero punto di riferimento per tutti quelli che – come me – amano i libri.

    Caterina Somma

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    4 COMMENTI

    1. Vivo al Fleming da più di 50 anni. Quando sono venuto in questo quartiere si chiamava “suburbio Tor di Quinto” con strade sterrate e alcune malfamate. Ora è irriconoscibile. E’ un quartiere residenziale di lusso nel quale, tutto sommato si vive bene, a parte il traffico delle grandi arterie.
      Libri come quello di Fabrizio Falconi sono molto utili per chi voglia conoscere la storia della città in cui vive. Consulto spesso un libro del 1971 “Guida ai piaceri di Roma”di Gianfranco Finaldi (Sugar editore dove consigli utili ( che il tempo ha reso superati)si alternano digressioni storiche molto interessanti come quelle sulle vie. Ecco come veniva descritto allora corso Francia.
      “Tipica strada che mette l’angoscia.Una fila ininterrotta di automobili comandate da una sequela di semafori scorre notte e giorno tra due pareti di cemento: case, case, case, una dietro l’altra, senza un filo di verde (il fumo dei motori fa appassire anche le piante dei terrazzi e dei balconi) senza un pò di respiro: Le luci spettrali che la illuminano fanno il resto”.
      La situazione è un pò migliorata. Almeno l’illuminazione e l’inquinamento. Ma corso Francia rimane il vulnus di tutta la zona. Speriamo che venga almeno realizzato il cavalcavia di Vigna Stelluti e sia aperta la stazione ferroviaria con adeguati parcheggi.
      Condivido quanto detto sulla libreria Velitti ,che esiste “da sempre” e rimane punto di riferimento e ultimo baluardo culturale e sociale di tutta la vasta zona.

    2. Anch’io vivo qui dal 64….Ricordo quando era ancora una via stretta con grandi sterrati su entrambi i lati, un fatiscente casolare in abbandono all’altezza di Vigna Stelluti e per finire l’enorme spazio incolto fra Cassia e Flaminia adibito a discarica notturna !
      Quando , dopo due anni di traffico a senso unico alternato, realizzarono le due corsie centrali e quelle laterali, con i marciapiedi e le alberature nonchè il grande giardino finale, ci sembrò di toccare il cielo con un dito…..il quartiere acquistò la dignità che mantiene adesso e conseguentemente le case aumentarono enormemente il loro valore .
      A parte il famoso e leggendario cavalcavia di Vigna Stelluti , se solo si inaugurasse la stazione di Vigna Clara e si realizzasse un decente piano parcheggi, alleggerendo il traffico e migliorando la qualità dei collegamenti da e verso il centro e la periferia, si starebbe benissimo !!!!!

    3. A proposito della battaglia di Ponte Milvio del 312 d.c., storicamente risulta che dei due contendenti l’usurpatore fosse piuttosto Costantino e non Massenzio; quest’ultimo infatti era insediato nella capitale dell’impero, mentre Costantino era sceso in Italia proveniente dalle Gallie.

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