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Alberi a Roma, sono troppi o sono troppo pochi?

alberi a roma

Ogni volta che a Roma il Servizio Giardini effettua l’abbattimento cautelativo di un albero scoppia la polemica; stessa polemica quando un albero si schianta, diciamo cosi, per “cause naturali”: due opposti fronti nelle cui file militano strenui difensori degli alberi e cittadini con i piedi ben piantati nel terreno (a differenza di qualche specie arborea).

Chi ha ragione, quelli che si oppongono strenuamente all’abbattimento degli alberi cittadini o quelli che chiedono l’eliminazione delle piante malate e potenzialmente pericolose?

Le ragioni sono valide in entrambi i “fronti” anche perché siamo convinti che si tratti delle due facce di una stessa medaglia; dato per scontato che al Servizio Giardini non c’è nessuno che si sveglia al mattino e afferrate un paio di motoseghe decide, giusto per passare il tempo, di fare strage di alberi è altrettanto vero che il patrimonio arboreo di Roma non gode delle necessarie cure e attenzioni.

Si è stimato non molto tempo fa che a Roma le piante da tenere sotto osservazione potrebbero essere non meno di 50mila, un numero enorme specie se si tiene conto che ogni giardiniere deve occuparsi almeno di 2mila piante.

Ma nella capitale ci sono abbastanza alberi? Premesso che  sul pianeta esistono città che vantano un vero e proprio record di alberi, come Vancouver, Sidney, Singapore ma anche Torino con 170mila alberi e circa 24 metri quadrati di verde per abitante, Roma rimane però la capitale più “verde” d’Europa.

Nella “Città eterna” le aree destinate a verde urbano (verde storico, verde attrezzato, grandi parchi ma anche cimiteri e aree incolte) è pari a 47.278.404 mq mentre le aree naturali protette, 18 più una marina, hanno una superficie di 415.000.000 mq.; ma Roma poi con i suoi 565.000.000 di mq di aree agricole è anche il “comune agricolo” più grande in Europa.

Secondo i dati contenuti nell’Annuario Statistico 2020 del Comune di Roma il XV Municipio ha una superficie di 2.357.000 mq di aree verdi con una percentuale di circa 15 mq per abitante che sale di molto se si considera anche il verde delle aree protette.

E gli alberi quanti sono? Si stima che a Roma ci siano non meno di 350.000 alberi, senza contare poi le migliaia di piante concentrate nelle riserve e aree protette inserite nel territorio comunale; un numero adeguato? Difficile dirlo anche se Stefano Mancuso, esperto botanico, ritiene che nel nostro paese sarebbe possibile piantare ancora alcuni miliardi di alberi. Miliardi non milioni, avete letto bene. Secondo Mancuso non c’è alcun limite alla piantumazione di alberi.

Dato per scontato che non è affatto vero che a Roma “stanno tagliando tutti gli alberi” (nel XV Municipio le piante sono circa 15.000) si deve anche tener conto, per l’incremento delle alberature, di numerosi fattori quali il terreno, l’inquinamento, lo spazio vitale e non ultimo l’aspetto economico.

A Milano dove entro il 2030 si ipotizza di piantare oltre 3.000.000 di alberi è stato calcolato che per mettere un albero a dimora ci vogliono 500 euro se c’è l’asfalto (la metà se lo si fa in un parco) e 100 euro per la sua manutenzione annuale. Si tratta ovviamente di cifre molto consistenti ma, almeno per quanto riguarda la cura e manutenzione, necessarie per garantire il benessere (e la sicurezza) della pianta.

Se si osserva una mappa delle alberature stradali di Roma si scopre con meraviglia che la concentrazione massima è proprio nel centro cittadino; una informazione confortante perché l’utilità degli alberi è maggiore proprio dove maggiore è la concentrazione di inquinanti.

Possiamo quindi ritenerci abbastanza soddisfatti per numero e concentrazione anche se ovviamente si dovrebbe aspirare ad avere nel tempo un sempre maggior numero di alberi dal momento che questi sono garanzia non solo di sopravvivenza ma anche di una migliore qualità della vita.

I benefici derivanti da un’alta concentrazione di alberi a dimora, specie nelle aree più urbanizzate e in quelle industriali, sono evidenti e indiscutibili, soprattutto per quanto riguarda la mitigazione degli effetti  dell’innalzamento delle temperature.

E’ sempre Mancuso a dirci che oggi i maggiori rischi per il pianeta terra arrivano proprio dal surriscaldamento globale; un fenomeno gravissimo che può essere contenuto solo con scelte drastiche e con l’incremento degli alberi: miliardi e miliardi così da ricoprire l’intero pianeta, o quasi.

Perché gli alberi, creature straordinarie, oltre ad ingoiare anidride carbonica, inquinanti e polveri sottili immettono nell’atmosfera attraverso gli “stomi”  una enorme quantità di acqua (anche 400 litri per albero in un solo  giorno) sotto forma di vapore acqueo; sono quindi un eccezionale mitigatore del clima; indispensabili nelle grandi metropoli dove a causa del consumo scriteriato di territorio le temperature sono sempre più elevate.

Basti pensare che a Roma in appena 10 anni le temperature medie sono cresciute di 1,5 gradi mentre le precipitazioni si sono ridotte quasi del 40%: il picco massimo si è avuto nel 2014 con 1.200 mm contro i 388 mm del 2020 (dati riferiti al 31 ottobre).

Se il numero di alberi a Roma non è  scarso, le condizioni in cui versano le piante non sono certo confortanti: al di là della quantità impressionante di alberi a rischio ci sono poi le malattie che colpiscono il 10% degli esemplari, gli interventi di manutenzione stradale che recidono le radici e poi  il fattore scatenante, la mancanza di manutenzione.

Se nel 2019 sono stati messi a dimora 542 alberi, le potature sono state solo 2000 e gli abbattimenti 1360 (una percentuale dello 0,4% che di fatto impedisce di parlare di “mattanza degli alberi”):  una situazione deficitaria quella della manutenzione che non può essere negata e che negli ultimi anni ha visto arrivare al Comune di Roma oltre 3.000 richieste di risarcimento danni.

Si tratta quindi di un patrimonio costituito da centinaia di specie pregiate (basterebbe pensare alle oltre 30 specie di alberi monumentali) che andrebbe monitorato e sottoposto a cure continue oltre ad un incremento progressivo così da estendere le alberature stradali anche alle aree periferiche e a quelle industriali.

Oggi sappiamo con certezza quali sono gli alberi più ecologici, ovvero quelli che catturano grandi quantità di C02, polveri e inquinanti gassosi ed è su questi che bisognerebbe puntare: Acero riccio, Cerro, Bagolaro, Frassino, Ginko, Olmo, Sofora e Tiglio.

Nel centro di Roma, nel quartiere Prati, ad esempio sono stati piantati tempo fa lunghi filari di Ginkgo Biloba, un vero fossile vivente e una pianta di grande bellezza, il che dimostra che non è vero che nella capitale è in corso una strage indiscriminata di alberi.

La vicenda dei platani malati di Viale Tor di Quinto, abbattuti e sostituiti, e oggi più belli di prima, dovrebbe far riflettere chi si straccia le vesti ogni volta che un albero, malato o pericolante, viene abbattuto.

Come detto si tratta delle due facce di una stessa medaglia: incrementare notevolmente il numero di alberi nella città e contemporaneamente sottoporre a manutenzione ogni singola pianta provvedendo alla eliminazione progressiva di quelle malate o insicure perché troppo vecchie.

Questa sembra la strada giusta per avere risultati soddisfacenti. E in tutto questo cosa può fare il cittadino?

Sicuramente può esercitare in vari modi una forte pressione mediatica sulle Istituzioni per ottenere l’incremento di piante nella metropoli (non solo sostituendo quelle abbattute ma anche applicando la legge che obbliga i Comuni a piantare un nuovo albero per ogni nascita) e una maggiore manutenzione di quelle esistenti e questo a garanzia di una migliore qualità della vita, specie per le fasce più deboli,  come anziani e bambini.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Sicuramente non è bello vedere strade o viali con alberature in parte ridotte a filari di tronchi mozzi come purtroppo si vede da troppo tempo a Roma, e in particolare al Fleming dove quelli rimasti tra l’altro non vengono mai potati.

  2. che siano malati ormai va di moda dirlo… ci vorrebbero le prove. corso francia non ha un albero. via cassia nuova e via flaminia nuova hanno perso il 90% dei pini in soli due anni. Scherziamo?
    mozzoni lasciati li per decenni. e buchi davanti ai negozi tappati col cemento per non far ripiantare gli alberi.. parlate di questo. gli alberi ci danno l’ossigeno, la storia e la bellezza . L’ignoranza fa prevalere il cemento. Un alberatura a corso francia valorizzerebbe tutta la zona ormai piena di cemento e degrado.

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