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Farnesina, la dura vita del pedone

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“A proposito delle immagini che non vorremmo mai vedere vi allego un piccolo esempio preso oggi tra via della Farnesina e via degli Orti della Farnesina. E oggi era quasi normale” sostiene Flaviano B. in una mail inviata alla nostra redazione.

“Un qualsiasi bipede non impicciato da ‘inutili orpelli’ quali un passeggino, una carrozzina o una sedia a rotelle riusciva ‘quasi’ a passare. Certo, sempre a rischio della vita in alcuni punti dove si finisce sulla carreggiata ma, insomma, per il decoro di questa città questo e altro. O no?”

4 COMMENTI

  1. È una vergogna!
    Mozione particolare per il marciapiede di via della Farnesina chiuso da anni ai pedoni per il cornicione pericolante che obbliga a camminare in mezzo alla strada.
    A quando l’obbligo di aggiustare ai proprietari che per un loro problema inibiscono l’uso del suolo pubblico? In una città in cui è prevista una tassa sull’ombra dei negozi non si capisce perché non vengano duramente sanzionati.

    • Verissimo,
      Quelli sono palazzi dell’ATER, devono intervenire loro o sollecitare l’intervento di chi ne è responsabile. E pensare che se quel pezzo di marciapiede dovesse essere affittato ad un’attività commerciale comporterebbe migliaia e migliaia di euro di pagamento occupazione suolo pubblico, ma siccome le transenne gialle mettono in zona “me ne frego” chi deve intervenire…allora va bene così. Oltretutto le strisce pedonali successive sono sempre occupate da automobili. Ma è zona franca per i vigili.

  2. Noto con piacere che avete aggiunto anche foto di Via della Farnesina angolo Via Albricci, dove c’erano (c’erano, oggi c’è solo la segnaletica di metallo) le strisce pedonali; manderò poi alla redazione le strisce di Via della Farnesina (Tra Pasticceria Boni e Cuore di pizza) sagomate intorno ad una macchina che ivi parcheggiata, non potendo rintracciare il proprietario ha permesso di creare un parcheggio monoposto esattamente dentro. Opera di artista contemporaneo che non è Banksy ma potrebbe esserlo a tutti gli effetti.
    Davvero dura la vita per chi deve deambulare con più di due gambe…ma anche per persone normali, dover circumnavigare i marciapiedi per attraversare è dura. Ho sempre asserito che un presidio di vigili in quel segmento, diligentemente fotografato dall’autore dell’articolo, potrebbe tirar su un gruzzolo di denari da poter ridipingere le strisce con foglio oro zecchino…

  3. La Opel grigia nella seconda foto è ancora li a distanza di più di una settimana.
    Quando ho segnalato la cosa alla pattuglia della Municipale appostata sotto al cavalcavia a fare da posto di blocco mi è stato risposto che tanto loro fanno le foto e mandano le multe.
    Manderanno anche le multe (sarà vero?), ma chi deve passare di li deve fare il giro dall’esterno e finire in mezzo alla carreggiata. Oltre al fatto che quando 15 anni fa fu aperta via Ranuccio Farnese (che era storicamente chiusa con i piloni di cemento) fu data una leccata di marciapiede da un lato, senza neanche il cordolo in travertino o la costruzione di un vero marciapiede e non furono neanche disegnate le strisce pedonali. E tutto è rimasto così da allora.
    Domanda: non era stato risolto il problema con i carri attrezzi per il servizio rimozioni? O siamo ancora come 5 anni fa?
    Se è la prima direi che non funziona.
    Se è la seconda, 5 anni per fare un bando per l’affidamento o alla peggio per acquistare mezzi propri forse sono un po’ tanti… O no?
    In ogni caso il risultato finale è quello: auto bellamente parcheggiata sul marciapiede per settimane nel più totale disinteresse e pedoni che devono rischiare la pelle ogni giorno.

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