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Un’immagine che non dovremmo mai vedere

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Questa è una immagine che non dovremmo mai vedere: una mamma con carrozzina e bambino piccolo che cammina sulla carreggiata mentre accanto le sfrecciano grosse vetture. Il marciapiede, quel rialzo stradale che dovrebbe garantire la sicurezza dei pedoni, occupato dalle auto.

Mentre nella capitale aumenta il numero delle auto in circolazione, i parcheggi restano sempre gli stessi. E allora la soluzione più scontata è quella di occupare gli spazi riservati ai pedoni: marciapiedi e strisce pedonali.

Spazi che non sono mica un privilegio o un feudo di chi solitamente va a piedi;  quel metro scarso di asfalto e travertino serve a dare sicurezza e a mettere al riparo da possibili e gravi incidenti soprattutto i più indifesi: bambini e persone anziane.

Neonati in carrozzina, bimbi piccoli, anziani che si aiutano con il bastone, donne con il carrello della spesa, una intera categoria di non-motorizzati costretta a muovere sull’asfalto della carreggiata tra auto che sfrecciano a velocità sostenuta o impegnate in improbabili manovre.

Un problema grave le cui conseguenze sono spesse sottovalutate e che si amplifica durante le prime ore del mattino quando aprono le scuole:  mamme e nonni costretti a fare da “scudo” ai propri pargoli sulle strisce pedonali  e a zigzagare tra auto, cassonetti e alberi mentre ad ogni passo buche e crepacci cercano di inghiottire il piccolo che si porta per mano.

Una immagine che non dovremmo mai vedere e che invece fa parte ormai della quotidianità. Perché neanche le richieste alla Polizia Locale servono più dal momento che ci si sente rispondere invariabilmente: “Noi li multiamo ma tanto non serve a niente….”.

Nel momento in cui, a causa della pandemia, gli inviti a rispettare le norme e al buon senso si sprecano, forse non guasterebbe riflettere un istante su questa cattiva abitudine e sulle sue conseguenze.

“Ma il parcheggio non c’è!”: a questa inevitabile scontata giustificazione si potrebbe obiettare che il parcheggio “va cercato” magari a qualche centinaio di metri anche se piove, è sera e si è stanchi. Non fosse altro perché prima o poi da genitori o da nonni ci ritroveremo ad accompagnare figli e nipoti a scuola e a maledire l’incivile che ha parcheggiato l’auto sul marciapiede.

Francesco Gargaglia

3 COMMENTI

  1. Fatevi una passeggiata in via della Stazione di Cesano di Roma, dove le macchine parcheggiano sui marciapiedi senza alcun controllo ma non solo: sui cancelli nei quali si accede transitando attraverso i marciapiedi si trovano arroganti cartelli di divieto di sosta senza che alcuno abbia pagato il passo carrabile.

  2. La scoperta dell’acqua calda.
    Tutti i giorni nel triangolo Ponte Milvio – Via della Farnesina – Via degli Orti della Farnesina la situazione è quella.
    Basti vedere le auto parcheggiate sul marciapiedi all’angolo del cavalcavia, come documentato, ahimè, anche da Maps:
    https://tinyurl.com/yxps9wes
    https://tinyurl.com/y4blkr2j
    oppure più di recente le auto sulle strisce davanti ai civici 83 da un lato e 84 dall’altro:
    https://tinyurl.com/yyt2v5hj
    proprio dove il marciapiede è chiuso con relativa recinzione (da anni…) e non si può nemmeno scendere in strada o passare dall’altra parte. Stamattina c’erano dal lato della recinzione una bella Smart messa per traverso a impedire completamente il passaggio e dall’altra parte dove c’è il negozio di computer una macchina parcheggiata completamente sulle strisce e un’altra in doppia fila (avventori del bar li accanto?): non sia mai chi volesse attraversare sulle strisce riuscisse anche a farsi vedere dalle auto che arrivano (che comunque non si sognano nemmeno lontanamente di rallentare).

  3. E le possibilità di parcheggiare in regola sono diminuite per le facilitazioni agli esercizi commerciali, ora autorizzati a ricavare tavoli all’aperto anche nelle aree destinate a parcheggi. Vedi l’esempio di Piazza Stefano Jacini. Si sono persi sei posti auto, di quelli esistenti, assolutamente insufficienti.

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