Home ATTUALITÀ Cassia, serve una sforbiciata a Tomba di Nerone

Cassia, serve una sforbiciata a Tomba di Nerone

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Da alcuni giorni sulla Cassia, altezza Tomba di Nerone, è stato attivato un grande pannello luminoso che sovrasta la corsia in direzione Corso Francia e che mediante un display fornisce indicazioni in tempo reale agli automobilisti.

Senza alcun dubbio una buona iniziativa; i dati forniti dal grande pannello potranno essere di grande utilità specie in caso di traffico intenso, lavori in corso o interruzioni stradali.

Però, c’è un però: le foglie di un grande platano, i cui rami si protendono sulla Cassia, rendono poco visibile il segnale luminoso. Niente di grave perché tra qualche settimana il platano avrà perso tutte le foglie. Ma cosa succederà la prossima primavera?

Per evitare che il problema si ripresenti fra qualche mese sarebbe opportuna una piccola sforbiciata, solo l’eliminazione di qualche ramo. Giusto  per capire se anche da aprile in poi la Cassia è trafficata.

Francesco Gargaglia

1 commento

  1. Ci si chiede da anni il perché la gestione del cosiddetto “verde” nella città di Roma costituisca come una specie di argomento tabù, un vero tema intoccabile, nonostante le condizioni come dall’articolo in cui la vegetazione non curata sovrasta persino la segnaletica stradale luminosa.
    Ma esistono casi ancora più espliciti dove la vegetazione in alto ed in basso sovrasta persino le panchine e copre anzi ricopre pali, insegne, lampioni, finestre, aperture, cartelli, palazzi, fermate, ecc., ecc., per non parlare degli alberi ad alto fusto lasciati crescere a dismisura che arrivano ad altezze e dimensioni inquietanti.
    Sappiamo che esiste un dipartimento del Comune che si occupa del “Verde cittadino” e dei giardini e dell’orto botanico e sappiamo anche che in aiuto al suddetto dipartimento esistono ditte, cooperative, cooperative sociali, associazioni di volontari, altra gente proveniente dalla scuole e dalle università, altri soggetti sempre interessati al verde cittadino che arriva dalle comunità varie di recupero o educative ecc., ecc. un “verde cittadino” molto seguito clamorosamente in stato di abbandono.
    Nell’immediato ci viene da pensare subito a qualche soggetto che in puro stile malavita (così come accade nella nautica) vuole, si è appropriato del “settore” e con la stesso suo stile non consente a nessuno (così come accade nella nautica) intromissioni e dunque interventi se non eseguiti dalla Sua gente e così poi profumatamente remunerati. Una mafia, la mafia del verde cittadino.
    Più realisticamente si lamenta anche in questo settore la cronica carenza di personale, operatori specializzati e gente del mestiere, un mestiere che non vuole fare più nessuno.
    Meglio dunque parlare di malavita, malavita organizzata, piuttosto che continuare con le solite litanie sul lavoro ecc., ecc., in fondo, dalla foto, non sembra poi così compromessa

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