Home SPORT Wilma Rudolph, la gazzella nera che toglieva il fiato

Wilma Rudolph, la gazzella nera che toglieva il fiato

Wilma-Rudolph

Non era bella come una top model, ma aveva fascino da vendere. Era di colore, alta un metro e ottanta, coi capelli corti e cotonati, così come si portavano negli anni Sessanta, anni di una moda che rimpiangiamo mentre osserviamo teste arancioni, verdi, viola.

Wilma Rudolph era una ragazza statunitense che correva con un piccolo apparecchio ortopedico ai piedi, da bambina era stata afflitta da poliomielite. Ma nonostante questo all’Olimpiade di Roma del 1960 trionfò nello sprint, conquistando la medaglia d’oro nei 100 e nei 200 metri, oltre che nella staffetta 4×100, gara nella quale inanellò anche il record del mondo.

La Città eterna la elesse Regina dei Giochi quando corse i cento metri in 11 secondi netti, tempo che ancora oggi – al femminile – permetterebbe di conquistare il podio olimpico, e qui va aggiunto che sul tartan dello stadio Olimpico corse da “acciaccata”, visto e considerato che il giorno precedente la finale si era slogata una caviglia, durante un allenamento, inciampando in una buca.

I duecento metri li conquistò in 24 secondi, un video in Rete consente di monitorare con quanto distacco arrivarono al traguardo le antagoniste di circostanza.

Si disse che in quei giorni romani Cassius Clay perse la testa per lei, si disse che quando la “gazzella nera” girasse nel villaggio olimpico non c’era atleta maschio che non si rivoltasse ad ammirarla. Si disse anche che ebbe un flirt con Livio Berruti
E’ morta di tumore al cervello il 12 novembre 1994, a 54 anni.

Massimiliano Morelli

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