Home CRONACA Marymount, 9 i contatti a rischio, nessun docente. lunedì lezioni regolari

Marymount, 9 i contatti a rischio, nessun docente. lunedì lezioni regolari

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Si ridimensiona la vicenda ‘contagio da coronavirus’ all’Istituto internazionale Marymount di via di Villa Lauchli, una traversa di via Cassia a pochi passi da Piazza Giochi Delfici, a Vigna Clara.

Nella giornata di venerdì 4 settembre, a seguito di un caso di positività di un ragazzo dell’ultimo anno del liceo, era scattato il protocollo previsto per questi casi con la messa in isolamento domiciliare, in via prudenziale, di 60 persone, tra cui compagni di classe e insegnanti.

E’ notizia di oggi che il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ASL Roma 1 ieri è subito intervenuto per avviare l’azione di contact tracing in collaborazione con i responsabili didattici e sanitari dell’istituto. Sono stati intervistati tutti i possibili contatti per ricostruire i movimenti e individuare tempi e modalità di interazione con il caso indice.

A fronte di un iniziale elenco di una sessantina di persone prodotto dalla scuola, le interviste hanno permesso di circoscrivere a 9 studenti i contatti a rischio. I ragazzi sono stati posti in quarantena ed in sorveglianza sanitaria. Saranno seguiti dalla ASL con il supporto del medico della scuola e effettueranno gli accertamenti necessari nei tempi e con le modalità previste dalle linee guida ministeriali.

Nessuno dei docenti è stato invece qualificato come contatto a rischio, in relazione ai tempi e alle modalità dell’interazione con il positivo. Il SISP della ASL Roma 1 continuerà comunque a tenere sotto sorveglianza sanitaria l’istituto, mentre l’attività didattica proseguirà regolarmente.

Questo è quanto fa sapere l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. Da parte sua, l’istituto ha già annunciato che “lunedì le lezioni riprenderanno regolarmente e solo i 9 compagni di classe dello studente positivo resteranno in ‘sorveglianza sanitaria’ fino al 17 settembre”.

Con dei post sui vari profili social, l’istituto di via di Villa Lauchli dichiara infatti che a seguito di accordi con l’Asl, “gli studenti di classe 12, ad eccezione di coloro che potrebbero essere stati a più stretto contatto, potranno tornare a scuola lunedì e riprendere le lezioni in presenza. L’Asl ha elogiato la gestione della situazione che ha definito ottimale e ha valutato il rischio, anche per gli studenti a stretto contatto, come ‘molto basso’ e quindi ha raccomandato il rientro in classe ad eccezione dei nove studenti identificati come potenziali contatti più stretti che resteranno sotto sorveglianza sanitaria per i prossimi 14 giorni”.

6 COMMENTI

  1. Dalle diverse cronache giornalistiche vorrei evidenziare due aspetti di questo episodio di covid a scuola:
    1) Studente positivo aveva fatto un primo test a fine agosto, non avendo ricevuto risposta si sottopone a un secondo controllo che dà esito negativo. Quindi, va a scuola in sicurezza. Ma, poi, arriva il referto del primo test che dà un risultato opposto: positivo. Da questo momento scatta la comunicazione alla scuola e tutta la procedura.
    >>> a) esito test non arriva: in attesa giustamente in quarantena, ma se fosse un lavoratore autonomo, una partita Iva, un commerciante significa giorni di attività chiusa e chiusa per covid; b) un test negativo, ma quello fatto giorni prima si scopre che era positivo: chi ha ragione? chi ha sbagliato? sfortuna e conferma che test comunque non affidabili al 100% anche se affidabilità alta?

    2) La asl rm 1 mette in quarantena quelli che inizialmente erano oltre 60 contatti stretti senza fargli tamponi né altri test se non hanno i sintomi del covid. Il giorno seguente, dopo il tracciamento dei contatti, i casi in quarantena scendono a 9: a questi l’asl rm 1 dice che farà il tampone il 17 settembre, nell’attesa restano in isolamento domiciliare.
    >>>> a) perché non fare subito tampone ai contatti stretti? neppure test ai drive in? b) iniziano a scarseggiare i reagenti? c) eppure, il governo e la regione Lazio parlano addirittura di test rapidi modello aeroporto da usare massicciamente proprio a scuola? d) motivo economico? costa meno alla regione tenere tutti i contatti stretti comunque in quarantena per 14 giorni (17 settembre tampone) o fino a eventuali sintomi, piuttosto che procedere con un secondo tampone a distanza di qualche giorno dal primo (cfr. Veneto o a Roma al San Raffaele Pisana a giugno)?

    Aggiungo, un’altro dato di fatto. La scorsa settimana il laboratorio che analizza i test del drive in dell’ospedale San Giovanni spiegava che prima del boom di accessi post vacanze riuscivano a dare il risultato il giorno stesso, al massimo in 24 ore, con le persone quotidianamente da testare adesso non riescono a dare l’esito del test del rive in prima di 48-72 ore, cioè 2 o 3 giorni.

    Tre fatti che mi sembra già mostrare i segni di un primo sovraccarico e stress del sistema regionale di test e tracciamento dei casi positivi. E, quindi, della prevenzione e lotta al coronavirus. Su questi penso occorra riflettere responsabilmente per affrontarli il prima possibile, al di là dei racconti “trionfalistici” del sistema di tracciamento della regione Lazio e della polemica politica.

    Emanuela

  2. @Emanuela,
    Il virus chiamato Covid-19 come si è visto, preoccupa moltissimo per come le persone contagiate hanno reagito all’infezione, primi sintomi noti tipici influenzali, tosse e febbre, prime cure del caso, poi inaspettatamente prime difficoltà a respirare, altre cure del caso, nessun miglioramento, poi aggravio delle facoltà respiratorie, altre cure del caso, nessun miglioramento, blocco della respirazione, cure del caso, nessun miglioramento, terapia intensiva ovvero respirazione assistita o meglio indotta dai macchinari, sorveglianza delle funzionalità cardiache, alimentazione e somministrazione dei farmaci via endovenosa con la fleboclisi, nessun miglioramento, morte del paziente, tutto in pochissime ore, giorni, morte del paziente per il numero dei morti di Covid-19 dall’inizio della pandemia.
    Situazione sconvolgente oltre che drammatica.
    Altri invece arrivati anch’essi alla terapia intensiva hanno poi gradualmente ripreso la funzionalità polmonare, che abbiamo poi saputo essere stata compromessa da questa particolare grave polmonite, sono usciti dalla terapie intensiva, sono usciti malconci dall’ospedale ed hanno passato a casa una convalescenza difficile, attualmente guariti ed anche immuni per circa 40, 50 giorni di sofferenza tra ospedale e casa tutto per una ” influenza stagionale”.
    Per cui tutto è giustificato anche quelli che possono sembrare a persone non del mestiere come noi eccessi di precauzione.
    Il governo ha messo a disposizione strumenti anti crisi e per le partite IVA anche il “Reddito di Emergenza” proprio perché chiede il rispetto delle disposizioni anti Covid-19 responsabile di quanto sopra riassunto.
    I C.A.F. ed i C.A.A.F. chiamati in causa, sono a disposizione per favorire l’accesso dei Cittadini a tutte le molteplici soluzioni anti crisi disponibili già comprensive delle categorie sociali interessate dal fermo Covid-19.
    Non commenterei ulteriormente.

  3. Dopo la descrizione dettagliata di morte per COVID ecco arrivare la resurrezione grazie al “reddito di emergenza” e ai CAF…. Se non si ha da dire qualcosa che sia meglio del silenzio allora è meglio tacere.

  4. @Kurtz,
    esattamente, per chi si lamenta a ragione delle restrizioni e dei mancati introiti o possibilità ed opportunità economiche dovuti al fermo predisposto dalle norme precauzionali come ad esempio l’evitare assembramenti, il restare preferibilmente a casa o nel caso mantenere il distanziamento sociale, usare la mascherina protettiva, lavarsi spesso le mani, disinfettare con maggior cura superfici, abbigliamento ed accessori, ecc. ecc. e nel caso di acclarata positività al Covid accettare di buon grado le indicazioni sulla la quarantena che sono c.a. 15 giorni di isolamento forzoso a casa propria, durante il quale il soggetto contagiato è allertato su possibili problemi di salute o anche sulla sua definitiva “guarigione”.
    Le polemiche come nel caso dell’articolo lasciano il tempo che trovano, andare a contestare fatti o procedure, chiedere conto di questo o di quello sembra abbastanza fuori luogo visto che per chi ci sta rimettendo economicamente sono a disposizione strumenti anti crisi di sostegno al reddito così come descritti nei provvedimenti DPCM, Decreti Legge o Leggi emanati da febbraio 2020 a oggi.
    Basta leggere tali documenti e agire di conseguenza con la solita trafila, iscrizione ai C.P.I. (identificazione) certificazione I.S.E.E. (supporto della famiglia) richiesta all’INPS per l’erogazione di quanto individuato essere lo strumento predisposto e finanziato spettante (sostegno al reddito).
    Cioè meno polemiche su questo serio problema, maggiore fiducia in generale per chi sta gestendo la situazione con meglio se maggiore partecipazione.
    Cioè Kurtz, il perché a nostro avviso è preferibile rispettare disposizioni che apparentemente risultano eccessive.
    Tutto qui.

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