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Escursionismo: istruzioni per l’uso

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Galvanica Bruni

L’escursionismo (o trekking o hiking) è una attività sportiva praticata da tantissimi appassionati  che con il passare del tempo coinvolge sempre più persone; tanti i motivi di questo successo legato alla bellezza del nostro territorio, all’effetto benefico del camminare, al desiderio di conoscere ambienti diversi e in particolar modo la montagna (anche se una escursione, in fin dei conti,  può essere fatta in un parco cittadino).

L’escursionismo è alla portata di tutti (bambini compresi) e di tutte le tasche e per praticarlo non occorre fare lunghi viaggi; a volte è sufficiente allontanarsi pochi chilometri dalla città.

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Per praticarlo in maniera piacevole e sicura è sufficiente osservare poche regole che gli esperti “trekkers” conoscono bene; quello che noi vi suggeriamo sono pertanto semplici istruzioni destinate a chi per la prima volta si avvicina a questa divertente e salutare attività.

Quando e dove andare

L’escursionismo può essere condotto in qualsiasi periodo dell’anno, anche con il tempo brutto; l’importante è essere adeguatamente equipaggiati ma è necessario tenere conto che maltempo e difficoltà del percorso mal si conciliano.

Una volta indossata una mantellina-poncho posso anche camminare sotto un acquazzone ma se mi trovo in montagna meglio allora rimandare e aspettare una giornata di sole. Quanto ai luoghi dove andare, beh non c’è che l’imbarazzo della scelta: la rete offre centinaia di siti che descrivono dettagliatamente percorsi e itinerari. Ma altrettanti potete trovarne sulle nostre pagine cliccando qui.

Difficoltà

La rete sentieristica in Italia gestita dal CAI, dagli enti-parco o da altre associazioni, è numerata e segnalata (con segnavia di vari colori) e classificata secondo una “scala delle difficoltà”; nel nostro paese i gradi di difficoltà sono i seguenti:

T: turistico: itinerario facile su sentieri ben tracciati

E: escursionistico: itinerario su sentieri tracciati con tratti ripidi (se esposti sono protetti) e con facili passaggi su roccia che non richiedono una specifica esperienza

EE: escursionisti esperti: itinerari generalmente segnalati, ma che presentano  terreni particolari e richiedono una capacità di muoversi  su terreni con leggere difficoltà

EEA: escursionisti esperti attrezzati: percorsi attrezzati che richiedono una specifica attrezzatura per affrontare vie ferrate

EAI: escursionisti in ambiente innevato: itinerari che richiedono l’uso di racchette da neve, generalmente segnalati e privi di tratti esposti.

Ma se si decide di camminare al di fuori dei sentieri allora le cose cambiano: è necessario essere in grado di orientarsi e avere sufficiente confidenza con carta e bussola e anche con il GPS:

Norme di sicurezza

E’ sempre opportuno non andare mai da soli specie se si affronta un percorso impegnativo; in ogni caso è bene lasciare detto dove si va e l’ora presunta del rientro. Memorizzare poi i numeri di telefono utili (Soccorso Alpino, Gestore del Rifugio, Sezione del CAI etc.).

Avere sempre al seguito una “carta dei sentieri” e studiare con attenzione il tracciato che si intende seguire (non fare affidamento sul telefonino perché non è detto che sia la “soluzione ad ogni problema”!).

Memorizzare i segnali di soccorso in montagna (6 fischi in un minuto, uno ogni 10 secondi,  seguiti da una pausa di 1 minuto) e portare, magari legato al collo con un laccetto, un fischietto.

Cosa avere al seguito

Un saggio detto recita: “In montagna chi porta mangia!” e allora facciamo in modo di avere il necessario in relazione alla lunghezza e difficoltà del percorso ma anche alle condizioni meteo (in montagna, a causa del sollevamento orografico delle masse d’aria, spesso il pomeriggio piove, anche intensamente).

E allora nello zaino non dovrebbe mai mancare una protezione per la pioggia (giacca o mantellina-poncho), un capo pesante (maglione o pile), una maglietta di ricambio per quando si è sudati, una borraccia piena d’acqua, qualche barretta energetica, una carta dei sentieri.

Se la giornata è calda sarà opportuno dotarsi in un berrettino. Facciamo in modo di non ficcare nello zaino una infinità di oggetti ma allo stesso tempo non iniziamo una escursione come se dovessimo andare al bar all’angolo.

Come vestirsi

Abbigliamento e scarpe sono di fondamentale importanza ma come per l’equipaggiamento si deve tenere conto del meteo e della difficoltà del percorso. Se si tratta di una semplice passeggiata le scarpe da ginnastica vanno bene ma se vogliamo inerpicarci lungo un sentiero di montagna allora servono delle scarpe da trekking.

Per fortuna oggi il materiale cosidetto “tecnico” può essere acquistato nei grandi magazzini a prezzi più che accettabili. Evitiamo comunque l’estate capi sintetici e puntiamo sul “cotone”.

Le scarpe sono sempre un elemento fondamentale pertanto devono essere comode, possibilmente impermeabili (grazie alla membrana in “goretex”), avere una suola grippante e essere in grado di ammortizzare gli urti. Una scarpa da trekking “tecnica” è abbastanza costosa ma eviterà di “azzopparvi” alla prima uscita!

Serve il GPS?

Il GPS è una delle invenzioni più straordinarie del XX Secolo (la rete GPS nasce all’indomani della Guerra di Corea): sicuro, affidabile  e preciso.

Ha un solo difetto: bisogna saperlo usare! Con un GPS sono in grado di conoscere la mia posizione (con le coordinate geografiche o chilometriche), posso tornare al punto di partenza, posso navigare lungo una rotta o da un way-point ad un altro; il GPS mi fornisce la direzione del Nord, la quota, i chilometri percorsi, l’ora in cui sorge il sole e tramonta e un sacco di altre cose come il tracciato o la direzione da seguire per raggiungere un WP.

Ma senza una adeguata familiarità con le sue funzioni serve a poco perciò se decidete di acquistarlo scegliete un modello semplice e facile da usare (come il Garmin E-Trex) e imparate ad impiegarlo.

E’ bene sapere inoltre che ogni GPS va “inizializzato” con i “dati di mappa” (li trovate sulla carta topografica in basso, a destra o sinistra del riquadro centrale).

Qualche consiglio

E’ sempre saggio (per non sembrare dei saccenti) evitare di dare consigli ma qualche dritta vogliamo darvela. Alcuni nel camminare trovano molto utili i bastoncini per il “nord-walking” (a condizione di saperli usare se no diventano solo un fastidio); ma anche un singolo bastone con impugnatura anatomica va bene.

Prima di iniziare la vostra camminata mettete in tasca un coltellino multilama e dei fiammiferi o un accendino: non si sa mai…..Se portate con voi il GPS controllate che le batterie siano nuove e cariche; stessa cosa per il telefonino…

Se pensate di essere allergici alle punture di insetti spalmatevi con un prodotto idoneo e fatevi prescrivere dal vostro medico di fiducia un qualche farmaco efficace. Non abbiate paura delle vipere perché in genere sono loro ad avere paura degli uomini (comunque evitate di mettere le mani nella vegetazione bassa).

Infine su di un sentiero di montagna non partite sparati come missili ma prendete esempio dal passo lento e cadenzato degli alpini.

E se mi perdo?

Muovendo lungo sentieri ben segnalati è assai improbabile perdersi; diverso è se ci infiliamo in un territorio sconosciuto, privo di sentieri e con la vegetazione molto fitta.

Se proprio abbiamo perso l’orientamento conviene fermarsi e cercare di riflettere con calma: se abbiamo lasciato detto dove eravamo diretti allora non ci sono problemi perché prima o poi verranno a cercarci.

L’alternativa è cercare di ritrovare il percorso già fatto o puntare su di un punto noto (sempre che sia visibile)  se no predisporsi a trascorrere una notte all’addiaccio (ma se abbiamo con noi fiammiferi e accendino allora potremo accendere un fuoco e magari realizzare un piccolo bivacco con rami e frasche servendoci del coltellino). In un caso del genere un equipaggiamento idoneo farà la differenza.

Francesco Gargaglia

NdR chi desidera approfondire l’argomento, limitatamente all’orientamento e uso del GPS,  può scaricare gratuitamente il manuale realizzato dall’autore dell’articolo cliccando qui.

 

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