Home ATTUALITÀ Spiagge affollate, promesse non mantenute… ma ‘ndo annamo?

    Spiagge affollate, promesse non mantenute… ma ‘ndo annamo?

    spiaggia-affollata
    foto di repertorio

    Mentre il calcio a porte chiuse fa storcere la bocca ai presidenti dei club e andrà a finire che qualcuno dirà pure che la sua squadra non ha deluso ma è stata colpa del coronavirus, si riempiono le spiagge.

    Affollamento, sovraffollamento, nessuno rispetta le distanze di sicurezza, le mascherine sono disperse ovunque, e sulla battigia si trovano ormai più guanti di plastica che conchiglie.

    A esser maligni verrebbe da pensare che il popolo che in spiaggia non mantiene le distanze di sicurezza è lo stesso popolo che ad aprile inveiva contro chi faceva jogging o portava a spasso il cane.

    Ah, i cani, da eroi della libertà pandemica sono diventati vittime della canicola, e quest’anno non vengono abbandonati sull’autostrada solo perchè se torna il Covid-19 loro torneranno altrettanto utili per l’uscita liberatoria.

    Viviamo di eccessi, al supermercato le vecchine ti guardano storto, pensano tu possa infettarle, e si allontanano a passo svelto quando ti avvicini casualmente per prendere il barattolo dei pelati, manco fossi un appestato.

    Fra i tanti problemi della nostra società, incattivita dal troppo benessere, ci si preoccupa poco del ritorno a scuola, le aule dovranno essere disinfettate, ma… chi ci pensa? Ovviamente per tacere dei dané promessi ai nuovi cassintegrati e ai liberi professionisti, che aspettano il bonifico da partita Iva manco fosse la manna dal cielo.

    Pare, fra un “si dice” di chi ancora deve riscuotere marzo e aprile, che i fortunati arrivati alla terza fase, quella di maggio, potrebbero vedere quei benedetti spiccioli a settembre.

    Ma, sempre fra i pare e i si dice, riceveranno l’obolo soltanto dopo aver presentato scartoffie e documenti d’ogni genere, e poi dovranno esser bravi a fare anche la scansione della retina. Senza quel riconoscimento, niente “dindi”.

    Massimiliano Morelli

     

    5 COMMENTI

    1. Caro Morelli, lei scrive : “Viviamo di eccessi, al supermercato le vecchine ti guardano storto, pensano tu possa infettarle, e si allontanano a passo svelto quando ti avvicini casualmente per prendere il barattolo dei pelati, manco fossi un appestato”.

      Le paure colpiscono ogni fascia di età e non solo le vecchine e se è così che crede, sbaglia grosso. Oggi sono andato in famoso bar in Prati, convinto di trovare un luogo “affidabile” per un caffè all’aperto. Da fuori, ho intravisto al bancone i baristi e il cassiere con mascherina messa in posizione di “sbraco” , assieme a tre avventori in allegra e oziosa chiacchiera con i dipendenti, senza nemmeno una protezione ciondolante. Al mio cauto e sorpreso sguardo sul limitare dell’entrata, i dipendenti si sono tutti “ricomposti” e gli avventori si sono letteralmente eiettati fuori dal bar. Ho riso sotto la mascherina per cotanta pagliacciata e ho rinunciato a quel caffè. Ho ecceduto ? Sì, ho ecceduto e non me ne importa assolutamente nulla. Amen. Non sono e non saranno appestati, forse. Forse. È su questo “forse” che baso e basero’ tutte le mie precauzioni, prima fra tutte quella di non rimettere piede in locali dove almeno apparentemente non si rispettano le norme minime (minime !) di prevenzione. Che le vecchiette – e non – aprano bene gli occhi e continuino a scappare, in certe situazioni : fanno bene, e che diffidino soprattutto di chi dice di sé stesso “manco fossi un appestato”, perchè significa che si ritiene invulnerabile.

    2. Signor Ciallo la ringrazio per l’appunto, il confronto è sempre piacevole. Vorrei solo riuscire a farle capire che si tratta di articoli leggeri, scritti in punta di penna, dove il termine “vecchine” diventa un carezza leggera per la nostra società, nella quale regnano malpensanti e tuttologi. Una semplice carezza, avrei potuto scrivere “i sessantenni col cane zoppo” o “i pischelli della movida”, o avrei potuto prendere come esempio per al comparazione qualsiasi altra tipologia di italiano. Non se ne abbia a male, le vecchine guai a chi me le tocca, sono diventato adulto grazie alla cura di due vecchine, le mie nonne. Ed entrambe avrebbero sorriso, fossero state ancora fra noi, nel sentirsi “importunate” in un articolo del genere. Che è colore, è estate, è lettura leggera.

    3. Bravo, ha proprio ragione!! Purtroppo gli italiani sono fatti così, se gli dai una regola, anche minima e nel loro interesse, come quella delle mascherine e delle distanze, la contestano comunque, per puro spirito di contraddizione. Il brutto è che il loro incauto e stupido comportamento finisce per danneggiare chi le regole le segue.

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