Home ATTUALITÀ Cassia, Ulisse fa tappa al Teatro Patologico

Cassia, Ulisse fa tappa al Teatro Patologico

teatro-patologico

Guerra follia solitudine amore e vendetta: non c’è personaggio migliore di Ulisse per raccontare i nostri giorni.

A seguito dell’acclamato spettacolo teatrale “Medea”, presentato e allestito in molti Paesi del mondo, Dario D’Ambrosi mette in scena un nuovo dramma liberamente tratto dal grande poema classico dell’Odissea, frutto della penna del poeta Omero.

Il debutto di “Ulisse e il suo viaggio” avrà luogo nella sede stabile del Teatro Patologico, in Via Cassia 472, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio alle ore 21.

Tre repliche romane, tra la prime a realizzarsi a Roma nella fase post- Covid19, prima dell’evento unico e straordinario sulla spiaggia di Ostia previsto per il giorno 15 luglio alle ore 20

“Ulisse e il suo viaggio” vuole affrontare, come in molti spettacoli precedenti del Teatro Patologico, il problema della follia ma non solo. Sono molti gli argomenti suggeriti dal testo dell’Odissea e tutti molto vivi e sentiti, anche ai giorni nostri, come l’emarginazione, l’esclusione, l’integrazione e soprattutto la voglia di potere.

In una nuova e visionaria versione teatrale dell’opera epica, lo spettatore vedrà costruirsi un parallelo fra la figura del protagonista omerico e le problematiche da sempre trattate e affrontate dal Teatro Patologico.

L’Odissea di Omero è il terzo passo della Compagnia Stabile del Teatro Patologico. I ragazzi diversamente abili, che da anni calcano i palcoscenici di tutto il mondo, sono alle prese con un progetto pensato e voluto dal fondatore e anima del Teatro Patologico, Dario D’Ambrosi che ha adattato il testo classico per creare un percorso emozionale che parla della follia che provoca la guerra, affidandolo alla regia di Franscesco Giuffrè .

Siamo tutti Ulisse, tutti noi affrontiamo la nostra Odissea personale e ognuno di noi ha la nostra Itaca. Simboli e metafore della vita entrate ormai nel linguaggio comune. Ulisse è un guerriero, un soldato, ha distrutto un regno, ha ucciso e si porta dietro questo enorme fardello. Come liberarsi di questi mostri? Dei mostri generati dalla guerra? ITACA!

Tornare a Itaca significa molte cose, significa tornare nel luogo dell’anima, nel luogo dove si è sé stessi, dove si può finalmente riposare, espiare i peccati e forse trovare la serenità. il viaggio però non è semplice, il viaggio è la metafora della vita e della morte. Ulisse, durante il suo viaggio, che altro non è che il viaggio della vita, affronterà terribile mostri, tentazioni, sarà sul punto di arrendersi per lasciare tutto e di risollevarsi…”per nascere un uomo deve prima morire” dirà Ulisse poco prima di trovare la pace e sfuggire alla mostruosità della guerra, ma si può mai veramente sfuggire a tale mostruosità?

In scena 21 ragazzi con patologie psichiche che attraverso il teatro trovano il modo per incanalare le loro emozioni, per vivere e far vivere personaggi e storie che emozionano puntualmente lo spettatore. Il viaggio di Ulisse insomma, ma anche il viaggio di persone straordinarie che con la loro grande forza di volontà urlano il loro esserci attraverso le voci e le parole che solo il teatro può offrire.

Save the date

ULISSE E IL SUO VIAGGIO
ideato, adattato e curato da Dario D’Ambrosi per la regia di Francesco Giuffrè, con gli attori diversamente abili della Compagnia Stabile del Teatro Patologico

musiche: Francesco “Papaceccio” Crudele; scene e costumi: Annamaria Porcelli e Sergio Maria Minelli; disegno luci: Danilo Facco; aiuto regia: Ilaria Serrato

Teatro Patologico, via Cassia 472
venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio alle ore 21.

1 commento

  1. Dobbiamo essere onesti e dire di non aver mai visto uno spettacolo uno, messo in scena dal teatro patologico di Via Cassia 472.
    Ne abbiamo invece sentito parlare tantissimo e abbiamo visto abbastanza sempre Dario D’ambrosi presentare i Suoi lavori in televisione.
    La sfida di D’Ambrosi è senza pari, da tantissimi anni porta in scena testi, paralleli assoluti con la condizione umana nei suoi picchi più sconosciuti.
    Nonostante ciò ogni volta che si parla del teatro Patologico ci si sente in colpa per il nostro quotidiano che paragonato è molto più leggero, ma anche il Teatro Patologico dovrebbe fare i conti con i cambiamenti Globali ed Epocali, con la crisi economica che è sociale e personale con l’emergenza sanitaria che non è uno scherzo, abbiamo queste modeste giustificazioni per non avere mai assistito personalmente ad uno spettacolo uno di D’Ambrosi che saprà comprendere quello che raccoglie essere appartenere all’attualità ad una attualità per niente facile.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome