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    Musica, maestro

    ennio-morricone

    Una caratteristica di noi italiani è il provincialismo. Non è una critica, è una constatazione, che riguarda pure me. “Senti Quincy Jones che lo chiama ‘il mio fratellino'”, “guarda, è insieme a Clint Eastwood sul palco degli Oscar“, ho pensato automaticamente, emozionandomi, come se la grandezza di Ennio Morricone derivasse da un riconoscimento internazionale, americano nella fattispecie.

    Si può superare. Se ci riesco io, ce la potete fare anche voi. In realtà i più importanti industriali di quella cosa pazza e misteriosa chiamata “cinema”, non sono (stati) spesso i più competenti o i più sinceri, fate voi.

    Chiamavano e chiamano tuttora i film di Sergio Leone “spaghetti western” ma è possibile, probabile, che alcuni o molti di loro sotto sotto riconoscano (o abbiano riconosciuto) che un trasteverino ha raccontato la loro storia assai meglio di loro.

    Così, pur avendo e avendo avuto fior di compositori, gli americani la visione epica, antiepica, umanissima e spirituale di Ennio Morricone (un altro romano) se la sognano.

    Il maestro aveva una nota per ogni sfumatura caratteriale, un passaggio per ogni sensazione, una tavolozza e una gamma di colori per ogni “ambito”, da riempire, ogni volta, con un dialogo non verbale grandioso come una parete o minuto e prezioso come la tessera di un mosaico.

    Non è solo questione di aver studiato, approfondito e continuato la propria ricerca per tutta la vita, ma anche di aver avuto dalla propria una cultura – quella latina, quella greca – da cui poter trarre ogni paradigma esistenziale possibile.

    Morricone mise la firma sul nostro cinema migliore – quello più impegnato e meno paludato – e non disdegnò affatto la musica popolare. Non si è mai dimenticato da dove proveniva anche se la sua strada l’ha portato molto lontano.

    E io sono felice di averlo visto e ascoltato più volte dal vivo e che – lo scorso anno, a Caracalla – l’abbia fatto insieme a mio nipote Gabriele.

    La sua musica, al servizio del cinema e della sua personale estetica, raggiungerà ancora moltissime generazioni a venire.

    Giovanni Berti

     

    1 commento

    1. Ho avuto il privilegio di conoscere e seguire uno stage con il Grande Artista Ennio Morricone…
      Una sensibilità musicale straordinaria…la sua musica densa di emozione arriva direttamente al cuore ..

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