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    Alex Zanardi, le parole sono importanti

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    Ho trovato questo post stamane su facebook. Mi sembra emblematico, fatte salve le nobili intenzioni, di come si tratti l’argomento “disabilità” con le parole sbagliate e, di conseguenza, in una maniera errata.

    Esaminiamolo insieme: “Leggenda vuole che il fato punisca chi non si sottomette alle sue leggi“. Sotto il termine generico di “leggenda” qui si fa riferimeno all’ὕβϱις, la tracotanza che porta l’uomo a volersi sentire partecipe di una conoscenza riservata agli dei (esempio: Ulisse che ascolta il canto delle sirene).

    Tu non hai mai accettato di piegare il capo“. Errore numero 1: chi, al contrario, accetta le leggi del fato (ossia gli impedimenti derivanti da una malattia o un incidente) è forse uno che piega il capo?

    Non hai mai lasciato che il fato si conficcasse tra le tue costole per crocifiggerti“. Ok, poteva essere scritto molto meglio (fra le costole c’era la lancia di Longino, non i chiodi della croce), ma chi sono io per criticare una metafora iperbolica?

    Non hai mai accettato il martirio di una vita da vegetale“. Errore numero 2 e pure bello grave. Si presuppone che, se Zanardi non vivesse da sportivo eccellente, (limitandosi a mangiare, a guardare la tv, leggere un libro, etc., come gran parte della gente) sarebbe un “vegetale” e con lui tutti gli altri che sono nella stessa condizione o hanno impedimenti simili.

    Da sempre gli dei odiano chi da mortale reputa di sfidare“, vabbè, qui ancora l’ὕβϱις. “E tu non hai solo sfidato. Hai vinto. Sei stato oltre il fato e i suoi capricci“. Ecco la narrazione fuorviante della vittoria.

    Alex Zanardi, se ho interpretato bene il suo pensiero, non vuole vincere, ma offre una prospettiva. A lui e a tutti noi. La prospettiva dei cinque secondi: “amico, non disperarti, aspetta cinque secondi, e poi vedi cosa riesci a fare”. C’è un collegamento in questo, non una distanza, un collegamento con tutti quanti, che si può serenamente chiamare umanesimo, ma si capisce meglio dopo.

    Riapri quegli occhi“, mi unisco a questa invocazione.

    Perché noi mortali abbiamo bisogno di sapere che il fato si piega e si vince“. Ecco qui lo sbaglio degli sbagli, l’errore degli errori. Qui si presuppone che Zanardi non sia mortale e noi sì. Questo significa fargli torto e di brutto pure.

    Lui è un eroe (ossia è raggiungibile) non un mito (ossia irraggiungibile). Lui quei cinque secondi li ha fatti diventare dieci, poi altri dieci, poi altri dieci, altri dieci, e sono diventate settimane, mesi, anni.

    Lui, mortale come noi, esplora i suoi limiti, conosce i suoi ostacoli, non vince il fato, ci si butta dentro, non fa sberleffi al destino, tenta di farlo assomigliare il più possibile a lui stesso.

    Lui, che ha fatto ciò che sembra impossibile, indica una strada possibile, che ognuno di noi può percorrere alla sua maniera (di impedimenti ne abbiamo tutti e di tutti i tipi), lui non pecca di ὕβϱις, è un mortale con il sorriso sulle labbra e, se vede che resti indietro, torna a cercarti per ricordarti gentilmente quella faccenda dei cinque secondi.

    Non facciamogli torto, per favore, lui è il nostro eroe.

    Giovanni Berti

    3 COMMENTI

    1. Crediamo utile commentare l’articolo e quanto è accaduto ad Alex Zanardi Campione di F1 per cominciare, cioè Personalità Sua di uomo che accetta sfide di massimo livello credendo così di far onore a se stesso. Riconosciuto tale gli è stata data la possibilità di misurarsi con gli altri con una scuderia minore, strabilianti risultati in F1 e forte provocazione ai grandi Team con i loro 10, 12 TIR ad ogni corsa.
      Approdo in altra formula con le stesse identiche convinzioni, La differenza la fa il PILOTA……….
      Messaggio riproposto costantemente in ogni competizione compresa questa l’ultima. La disabilità non c’entra niente su Alex Zanardi i discorsi riguardano altro più i diritti e gli oneri televisivi o il sacrificio dello sport in generale sull’altare dello SHOW Business.
      Come si dice…. un po’ di mestiere……….ma contro ogni rappresentazione.
      Campione assoluto, non eroe!
      A presto per altre battaglie!

    2. Vorrei fare presente all’autore del post citato da Giovanni Berti che esiste una cosa che si chiama libero arbitrio;va bene anche wikipedia.

    3. Forza Alex……..ci stupirai di nuovo .,..sono convinto che tu abbia ancora da insegnare molto a tanta gente……..e ne sarò felicissimo….dai ALEX SEI UNA ROCCIA…. PREGHERÒ X TE……UN ABBRACCIO FORTE DA LIVORNO……..SALMASTRO….

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