Home ATTUALITÀ Clelia Bendandi: “La radio è magia”. E la sua voce pure…

Clelia Bendandi: “La radio è magia”. E la sua voce pure…

Quando fai un programma radio fai una trasmissione, nel vero senso del termine. Devi trasmettere, trasferire; con la tua voce devi far passare un’informazione, un messaggio, ma anche te stesso, la tua persona. Chi ascolta può cogliere o meno il messaggio che tu vuoi far passare solo attraverso la tua voce”.

Lei si chiama Clelia Bendandi, è una speaker radiofonica e ha fatto di una delle sue più grandi passioni, la radio, il suo mestiere. L’altra è la ristorazione, ce lo racconterà lei stessa durante l’intervista.

Oggi, dopo diciotto anni vissuti a New York, Clelia risiede al Fleming e l’appuntamento con lei è dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 15 su RTL 102.5 Best.
Vignaclarablog.it ha voluto incontrarla per conoscerla meglio e per chiederle di raccontare, sempre attraverso la sua magnifica voce, com’era la radio un tempo e come lei stessa in cinquant’anni di professione l’ha vista cambiare.

Gli anni ’70, le radio libere e lei, Clelia

On air” da metà degli anni ’70, nel panorama romano Clelia Bendandi era la voce femminile radiofonica più apprezzata. Gli anni del suo esordio sono gli anni delle radio libere, fonti d’intrattenimento, di musica e d’informazione non controllata che si contrapponevano ai palinsesti ingessati dei canali ufficiali Rai. Solo a Roma, intorno al 1977, se ne contavano oltre 70.

Clelia ha iniziato la sua carriera radiofonica a Radio Elle, una delle primissime radio private italiane di successo e probabilmente la prima a tentare il decollo verso la dimensione nazionale, acquistando o associandosi con altre stazioni nel centro Italia. “Erano gli anni ’70 e su iniziativa di Gianni Leuti prese il via Radio Leuti. Poco dopo diventò Radio Elle, dalla prima lettera del cognome di Gianni. Inizialmente la radio trasmetteva solo musica ma in poco tempo diventò molto più strutturata, con un palinsesto e grandi conduttori.”

In quegli anni Clelia Bendandi curava la rassegna stampa quotidiana insieme a Paolo Frajese, poi storico volto dei telegiornali Rai. “Quelli di Radio Elle sono stati anni bellissimi, intensi. Inizialmente la gestione dell’informazione non era semplice, le fonti erano scarse, non c’erano le agenzie di stampa né internet. Come ha spesso raccontato il Direttore Pier Maria Bologna potevamo affidarci solo ai telegiornali e ai giornali radio, o a qualche telefonata. Ma Radio Elle in poco tempo è diventata una radio di riferimento per gli ascoltatori; una volta mi capitò di intervistare anche Andreotti… “.

Si trattava di una radio rivoluzionaria per quell’epoca perché dava la possibilità a molti cantautori e musicisti che non riuscivano a “passare” attraverso i canali tradizionali di emergere.

I programmi musicali, con tanto di richieste e dediche telefoniche in diretta, si alternavano a quelli più leggeri di satira. Resterà alla storia Crazy Sound, in onda la domenica mattina, con la sua parodia di Papa Paolo VI che realizzavano in studio con la voce di un bravissimo imitatore che con l’ausilio di un registratore riproduceva l’eco di piazza San Pietro ed il suono delle campane ottenuto percuotendo un estintore semivuoto.

Subito dopo Clelia approda a Radio Luna, fondata da Sergio Talia e Riccardo Natili, e diventata emittente di grande successo anche grazie al programma condotto da Ilona Staller. “A Radio Luna, con il circuito radiofonico, registravamo i programmi e attraverso un “marchingegno” escogitato da Sergio riuscivamo a spedirli in tutte le radio d’Italia.”

Gli anni di RaiStereoDue

Per rispondere alla massiccia proliferazione delle radio private, nel novembre dell’82 la Rai crea tre nuove reti in FM con trasmissione dalle 15.00 alle 6.00 del mattino: RaiStereoUno, RaiStereoDue e RaiStereoNotte. Si trattava di canali di musica e d’informazione più giovani rispetto ai tradizionali e più convenzionali Radio1 e Radio2.

Dal 1982 Clelia Bendandi diventa conduttrice di RaiStereoDue il canale radiofonico nazionale italiano Rai.
Anche quelli di RaiStereoDue sono stati anni entusiasmanti, il canale raggiunse in poco tempo un tale successo negli ascolti da qualificarsi come l’emittente radiofonica musicale più ascoltata, apprezzata e riconosciuta degli anni ’80.”

Per anni radio ufficiale del Festival di Sanremo, RaiStereoDue trasmetteva i brani in diretta. La stessa cosa avveniva anche con alcuni tra i più importanti concerti di musica sinfonica in collegamento con l’Auditorium della RAI del Foro Italico.

Nel corso della mia carriera a RaiStereoDue sono stata a Sanremo tre volte, mentre per altre edizioni ho fatto la conduzione da Roma. Ci divertivamo tantissimo, ascoltavamo i brani e li commentavamo.”

Musica e cucina sul Tevere

Sono gli stessi anni in cui la conduttrice coltiva la sua seconda passione, la ristorazione.

Si chiamava Isola del Sole, ed era il mio regno. Si trattava di un ristorante su un barcone sul Tevere, proprio sotto Ponte Matteotti. Il mio locale era un punto di ritrovo di tanti artisti, la ristorazione e la musica, oltre ad essere le mie più grandi passioni, sono sempre andate di pari passo nella mia vita.”

Quelli del “barcone” sono gli anni che Clelia racconta con maggior nostalgia, anche se dalla sua voce così intensa traspare ancora l’entusiasmo di quella magnifica esperienza.

Capitava spesso che alle interviste in radio, seguissero le cene al barcone. Sting, i Duran Duran e i Simple Minds erano ospiti del mio locale. Venivano al barcone perché potevano cenare in tranquillità; una volta i Duran Duran per non farsi riconoscere arrivarono al ristorante in ambulanza …”

Ma all’Isola del Sole c’era ancora un altro ospite d’eccezione …“Veniva spesso a trovarci il grande e indimenticabile Pino Daniele. L’ho conosciuto durante un’intervista in radio, c’è stata subito una grande simpatia tra noi, era una grande persona oltre che un grandissimo artista. Una volta ho partecipato a un suo concerto allo Stadio Olimpico e tramite il suo discografico abbiamo organizzato la cena al mio ristornate. Il concerto quella sera terminò molto tardi e Pino Daniele arrivò al barcone che era l’una; mangiammo tutti insieme e dopo cena lui prese la chitarra, uscì fuori e iniziò a cantare. Sento ancora la magia di quella serata …”.

Dalla Grande Mela a Roma Nord

Negli anni ’90 si trasferisce nella Grande Mela, sono anni intensi, Clelia Bendandi convola a nozze, mette da parte per un po’ la radio e si dedica di nuovo alla ristorazione: “Non mi sono mi annoiata nella mia vita e più di una volta ho deciso di “cambiare programma”. Ero partita per New York con l’intenzione di andare a trovare un’amica e fermarmi per un breve periodo e invece sono rimasta per diciotto anni.”

Al suo rientro in Italia la speaker decide di abbandonare il centro di Roma, dove per quarant’anni aveva vissuto, e di trasferirsi a Roma Nord, in un piccolo appartamento in Via Flaminia Vecchia: “E’ una zona che non conoscevo ma è stato amore a prima vista; è una piccola isola felice, mi sono sentita subita accolta dal quartiere, è un posto che non cambierei mai.”

Tornata nella Capitale Clelia non ha perso tempo e ha deciso di riprendere in mano le redini della radiofonia. “Ero tornata nella mia città e volevo tornare a fare quello che mi piace, la radio. Una sera, mentre ero a cena con vecchi colleghi, Federica Gentile, nella squadra di Rtl dal 2014, mi chiese se avessi intenzione di fermarmi a Roma e di tornare a fare radio. Dopo neanche un anno ero di nuovo in conduzione negli studi di Radio RTL 102.5.”

“La radio è magia”

Oggi Clelia Bendandi conduce un programma in onda tutti i giorni all’ora di pranzo, la scelta dei brani da trasmettere non è mai casuale, ma frutto di una ricerca precisa: “Scelgo brani ricercati, mi piace far ascoltare musica italiana di nicchia, che alterno con tante chiacchiere. Mi piace parlare agli ascoltatori anche se non possono vedermi imparano a conoscermi dalla voce e si crea sempre una grande sintonia”.

In tutti questi anni – confessa Clelia – ho visto cambiare la radio, quando sono rientrata dall’America ho trovato una modalità tutta nuova di andare in onda; la prima volta che mi sono ritrovata da sola nello studio con un microfono e due computer mi sono anche un po’ spaventata. Alla fine però quello che conta è la passione che ci metti, la radio concede agli ascoltatori l’immaginazione. Chi ascolta ti immagina e lo fa solo attraverso la tua voce”.

La radio poi ha un altro potere, rende liberi. Liberi di immaginare ma anche di fare tante altre cose mentre la ascolti; poi accompagna e ci fa compagnia. E’ davvero una meravigliosa scatola magica”.

Ludovica Panzerotto

2 COMMENTI

  1. Clelia, ritrovarti casualmente su 102.5 dopo tanti anni di ascolto della RAI e la tua lunga scomparsa, è stata una sorpresa straordinaria!!! Amo la tua voce, mi piaci tantissimo perché condivi sempre le emozioni che provi!

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