Home CRONACA Il Villaggio Olimpico dice no al progetto di pedonalizzazione

Il Villaggio Olimpico dice no al progetto di pedonalizzazione

viale-xvii-olimpiade

Il progetto di pedonalizzazione dell’area di Viale XVII Olimpiade dove ogni venerdì si tiene un affollato mercato non piace agli abitanti del Villaggio Olimpico, almeno ad una loro nutrita parte.

Riuniti in Comitato, nel corso di un dibattito pubblico tenutosi l’11 giugno a Piazza Grecia hanno manifestato tutta la loro contrarietà definendo il progetto “taroccato”, “falso”, mirato alla cementificazione e la cui realizzazione avrà come risultato finale l’isolamento del Villaggio Olimpico dai quartieri circostanti.

Contrarie anche le forze di centrodestra locali – ricordiamo che il II Municipio è a guida PD – che in un ordine del giorno, poi bocciato dal Consiglio municipale, hanno chiesto la sospensione del progetto per il quale sarebbero già disponibili 2 milioni di euro.

La vicenda

La vicenda prende le mosse nel maggio del 2019 quando un progetto degli architetti Andrea Stipa, Francesca Capitani, Marco Lanzetta e Valerio Stopponi risulta vincitore di un concorso di architettura indetto dal Municipio II in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Architettura del Lazio e l’Ordine degli Architetti di Roma.

Il progetto (che ancora oggi non sembra essere definitivo) prevedeva la pedonalizzazione (o semi-pedonalizzazione) dell’area con la creazione di viali alberati e slarghi per eventi, e lo spostamento del mercato sotto le arcate del viadotto di Corso Francia. Il tutto per un costo complessivo di circa 1,7 milioni di euro.

L’annuncio venne fatto alla Casa dell’Architettura dopo una lunga selezione fra i 39 progetti arrivati che furono valutati dalla commissione composta da un tecnico del II Municipio, un membro del Dipartimento capitolino SIMU, un esperto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, un rappresentante dell’Ordine degli Architetti di Roma e uno del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Pochi giorni dopo la nostra testata intervistò alcuni abitanti del quartiere registrando un certo scetticismo: si chiedevano perché non destinare quei fondi alla riqualificazione dell’intero quartiere anziché alla realizzazione di un’opera di cui non si sentiva il bisogno.

E oggi? Idem

Perplessità, dubbi e contrarietà di allora sono le stesse di oggi; sono quelle che sono emerse nel corso del vivace dibattito: il progetto non piace al Comitato per diversi motivi tra i quali la possibile sparizione di oltre 250 posti auto, la cementificazione dell’area, l’isolamento sociale del quartiere, il danno economico per i commercianti concentrati soprattutto nell’area di Piazza Grecia; oltre ovviamente al fatto che l’intervento è limitato ad una ristretta porzione del Villaggio Olimpico e non all’intero quartiere che da 30 anni vive in condizioni di degrado.

Ovviamente c’è anche il problema della “partecipazione” dei cittadini alla stesura del progetto, partecipazione che secondo il Comitato non c’è stata tanto che l’opposizione di centrodestra ha annunciato che farà ricorso allo strumento del “referendum popolare” previsto dal Regolamento del Consiglio municipale.

Il degrado c’è e si vede

Senza voler entrare nel merito del contenzioso, dobbiamo però registrare (come fatto nel passato con numerosi articoli corredati da eloquente documentazione fotografica) lo stato di trascuratezza e degrado in cui versa il Villaggio Olimpico e le aree adiacenti (alle spalle dell’Auditorium, l’area del Palazzetto dello Sport e quella dello Stadio Flaminio).

Il Villaggio Olimpico nel 1960 venne giudicato come “il più bel quartiere popolare d’Europa”; l’idea che animò Luigi Moretti, uno degli architetti che partecipò al progetto, era che i futuri abitanti dovevano essere “felici” e per esserlo dovevano disporre di ampi spazi e di verde.

Un “idea” tradita subito dopo non solo per la poca attenzione mostrata nella gestione degli edifici da parte dell’allora ente gestore INCIS (eliminazione dei portierati, sospensione del servizio di manutenzione giardini, dismissioni delle centrali termiche trasformate oggi in piccole Cernobyl) ma anche per la trasformazione e destinazione d’uso degli spazi: la costruzione dell’Auditorium con la soppressione del grande parcheggio dello stadio, la costruzione di una scuola ai piedi di Villa Glori oggi in abbandono, la realizzazione di un parcheggio coperto in Viale XVII Olimpiade, il parcheggio di decine di bus in occasione delle udienze papali, il grande tendone montato per il festival del cinema di Roma, le centinaia di auto parcheggiate sul verde e sui marciapiedi in occasione degli eventi musicali.

Nei suoi 60 anni di vita i residenti hanno visto giorno dopo giorno il loro bel quartiere (un tempo un gioiello verde ben curato) trasformarsi lentamente: il degrado si è diffuso ovunque anche a causa della scarsa manutenzione della viabilità e delle strutture presenti (basta citare la bella fontana con il piccolo ruscelletto oggi più simile ad una pattumiera).

In passato i residenti, famiglie giovani da pochi anni trasferitesi nel nuovo quartiere, cercarono di impedire lo scempio del quartiere; a metà degli anni ’70 ad esempio ci fu una piccola rivolta popolare per impedire la costruzione di un asilo proprio su Viale XVII Olimpiade e su uno dei tanti spazi verdi dove giocavano i bambini. La ferma contrarietà dei cittadini nei confronti del progetto spinse gli amministratori a rinunciare. Ma poi non fu più possibile arrestare le trasformazioni e il conseguente declino.

Oggi molti residenti chiedono che quei 2 milioni di euro vengano utilizzati non per creare aree pedonali e nuove aree verdi ma per riqualificare l’intero quartiere che in realtà, essendo verdissimo, non necessita certo di altri giardini.

Francesco Gargaglia

 

9 COMMENTI

  1. I residenti per fortuna hanno più buon senso degli amministratori locali che sono più interessati a dare appalti piuttosto che occuparsi della gestione ordinaria, della manutenzione e della pulizia e cura del verde che già c’è (e anche tanto) e che purtroppo è sempre più abbandonato e degradato, al Villaggio come nel resto del quadrante Nord. Con questo andazzo l’area nel giro di poco tempo finirebbe nel degrado come il resto del quartiere.

  2. E vogliamo parlare del Palazzetto dello Sport e dello Stadio Flaminio? Due gioielli architettonici che erano un fiore all’occhiello della ns. Città abbandonati al degrado e forse destinati ad essere,demoliti e sostituiti da informi e brutti condomini

  3. Le parole dell’assessore Gian Paolo Giovanelli: “o se fa sto progetto o andate a coglie la cicoria” mi hanno lasciato basito. Inoltre dire che i soldi erano della Comunita’ Europea e poi si viene a scoprire che sono nostri, cioe’ del comune, fa perdere di credibilita’ a tutto il secondo Municipio. O lo fanno dimettere o sara’ peggio per loro.

  4. Quasi 2 milioni di euro spesi per aggiungere qualche metro quadro pedonale in un quartiere che abbonda di spazi pedonali e verde, per giunta intervenendo solo su un’unica strada e lasciando nel degrado tutto il resto del quartiere. Forse sarebbe più opportuno riqualificare nel villaggio olimpico ciò che già esiste ed utilizzare tale somma per creare spazi in altre zone del territorio del secondo municipio che magari ne hanno ben più necessità

  5. È sperabile che lo stadio flaminio e il quasi coevo palazzetto dello sport, entrambi frutto dell’ingegno della famiglia Nervi, non siano demoliti ne facciano la fine dello stadio olimpico che da una iniziale ristrutturazione è stato completamente snaturato, ma si smetta di edificare nuove cubature abitative assolutamente inutili, visto la gran quantità di abitazioni dismesse.

  6. perchè vi preoccupate ?
    avete per caso visto realizzata qualcuna ( una ) delle innumerevoli promesse fatte finora ?
    Il Villaggio rimarrà così come è e pure il Palazzetto e lo Stadio.
    Non c’è da preoccuparsi perlomeno per un anno ( ma pure dopo , sicuro )

  7. Contrario al progetto; il passato mi insegna che, spesso, ciò che si scrive “riqualificazione” si legge “peggioramento”.
    Per quanto mi riguarda lasciate tutto come sta, salvo curare la normale buona cura dell’esistente; e, se fosse possibile, ripristinerei tutto come era nel ’60.
    Basta traffico e parcheggio selvaggio! Respirare i gas di scarico e sentire i rumori non è salubre!

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome