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Mille monopattini in più in giro per Roma

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Non occorre alcun patentino, non c’è obbligo di assicurazione, basta avere 14 anni per poterli usare su strada e in mezzo al traffico, i maggiorenni sono esentati dall’uso del casco,  sono tarati per raggiungere la velocità di 25 km orari su carreggiata mentre devono rispettare quella di 6 km nelle aree pedonali.

In aggiunta a quelli già circolanti, sono arrivati a Roma in un sol colpo altri mille monopattini elettrici, disponibili da questi giorni in una vasta area che, oltre al Centro Storico, comprende i quartieri Parioli, Flaminio, Trieste, Nomentano, San Lorenzo, San Giovanni, Prati, Trionfale, Medaglie d’Oro, Portuense, Marco Polo, Garbatella, Ostiense, Tor Marancia, Ardeatino, San Paolo/Marconi.

Si tratta di un servizio sharing, come quello delle bici elettriche, fornito dalla società Helbiz su autorizzazione del Comune di Roma il cui principio di funzionamento ricalca quello del bike sharing: si scarica l’app, si localizza il mezzo più vicino e lo si sblocca mediante la scansione di un codice QR situato sul manubrio. La tariffa è di 1 euro per lo sblocco iniziale + 0,15 centesimi al minuto per la corsa.

Roma riparte all’insegna della mobilità sostenibile. Diamo il benvenuto alla prima flotta di monopattini elettrici, grazie ai quali cittadini e turisti avranno a disposizione un servizio utile e innovativo” ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi nel dare il via al servizio davanti ad una cinquantina di fotografi assembrati nel ritrarla accanto ad un monopattino. 

” In questo periodo di grave emergenza le nostre abitudini sono cambiate e come Amministrazione stiamo promuovendo nuove scelte di mobilità. Roma cambia anche attraverso queste soluzioni innovative e a zero impatto ambientale” ha sostenuto la sindaca nel dare la parola all’assessore alla mobilità, Pietro Calabrese, che a sua volta ha ribadito: “Grazie a questo servizio diamo una risposta concreta alla crescente domanda di mobilità attiva e sostenibile nella nostra città, un’esigenza emersa con ancor più forza in questa fase. I monopattini elettrici rappresentano un’ottima soluzione per facilitare gli spostamenti, soprattutto sulle distanze più brevi”.

Sarà pure “un’ottima soluzione” per facilitare gli spostamenti ma sono in tanti a non essere convinti che lo sia in termini di sicurezza stradale. Senza il casco, a 25 km orari in bilico sul predellino oppure zigzagando fra le auto del traffico romano, il rischio pare essere dietro l’angolo.

4 COMMENTI

  1. Giusto un incapace come il sindaco attuale poteva immaginare una cosa del genere per roma tra sampietrini e buche ci vuole il trattore ma come si fa ad andare a lavorare con il monopattino non abitiamo tutti in centro chi abita in periferia e va in centro a lavorare col monopattino ma quando arriva lei vive nel mondo delle fiabe sindaco allucinante speriamo che non venga tolta la regola del secondo mandato sennò sarà un disastro ma anche se si ricandiderà prenderà il 3 %dei voti ha reso Roma una discarica a cielo aperto

  2. Qualcuno (magari 60enne e con pancetta) dovrebbe provare, in monopattino o peggio in bicicletta, a farsi Via Cassia da Corso di Francia a Via Oriolo Romano…

  3. Per rispondere ai soliti criticoni: innanzi tutto nessuno vi obbliga a usarli se non ve la sentite!
    Secondo non è certamente l’unica iniziativa per la mobilità che questa amministrazione ha avviato o sta avviando. Io, romano da vent’anni, non ho mai visto fare tanti interventi per ripristinare le strade, aumentare il numero di mezzi tra bus e treni, ampliare le linee, fare nuovi progetti per la mobilità!
    Terzo, io da cinquantenne con pancetta, vado al lavoro tutti i giorni in monopattino da due anni, dalla Garbatella al centro storico (5 km in 12 minuti), ma sono anche arrivato dappertutto, ad esempio spesso faccio il tragitto Garbatella – Foro Italico! E comunque esiste l’intermodalità, per cui si può usare il monopattino per raggiungere il treno o la metro, e poi fare ancora l’ultimo tratto tra stazione e luogo di lavoro!
    Insomma, se uno vuole criticare a tutti i costi c’è sempre modo…

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