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Il cielo di Roma Nord è più bello

Galvanica Bruni

Sarà per via della tramontana ma a noi il cielo di Roma Nord è sempre sembrato diverso, più bello: sarà senza dubbio una suggestione ma  ci piace pensare che oltre al verde, alle riserve, agli innumerevoli siti archeologici possediamo anche il cielo più bello della capitale.

In questi giorni in cui siamo costretti a casa, quando la noia prende il sopravvento sui libri, la musica, la televisione, i computer e i social non ci resta che guardare, attraverso finestre e balconi, il “paradiso perduto”  che ci circonda.

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Niente di meglio allora che godere dello straordinario spettacolo che ci offre il cielo a cui raramente, travolti dalla quotidianità, prestiamo attenzione: una visione, è proprio il caso di dirlo, “celestiale”.

Quando il cielo è sereno è la profondità dell’azzurro a catturare lo sguardo ma se ci sono le nuvole  è un tripudio di bianchi, di grigi o di rosa. I grandi cumuli di bel tempo ci ricordano la panna montata o la schiuma da barba mentre i piccoli altocumuli sembrano fiocchi di ovatta sospesi nel vuoto; e che dire poi dei cirri, quei piccoli filamenti a volte dalla forma ad uncino che occupano la parte più alta dell’atmosfera?

Le forme straordinarie e bizzarre non hanno mai fine; anche le scie di condensazione degli aerei sono nubi anche se lineari e molto regolari.

E pensare che in fin dei conti le nuvole altro non sono che un insieme di piccolissime particelle di acqua o di ghiaccio in sospensione nell’atmosfera  in attesa di dissolversi o di trasformarsi in pioggia o grandine.

Gli scienziati come per gli animali e le piante hanno voluto chiamarle con nomi latini: cirrus, altocumulus, nimbostratus, cumulonimbus, stratus aggiungendo poi altri termini esotici in base alla specie e la varietà: fibratus, uncinus, fioccus, virga, mamma, pannus, translucidus, opacus.

Il colore e la luminanza  variano da nube a nube come accade per le lampade di diverso voltaggio anche se in realtà tutto dipende dal colore della luce che queste ricevono; bianche, grigie o bluastre quando il sole è alto nel cielo, gialle arancione o rosse quando il sole si avvicina all’orizzonte.

Se prendete l’abitudine di osservare il cielo (e magari di fotografarlo) scoprirete che il cielo di Roma nord è grandioso e imponente, a volte quieto e altre capriccioso, ma mai uguale.

Se lo guardate da un punto sopraelevato, come il terrazzo di un edificio, vedrete nubi a quote diverse viaggiare in direzioni diverse o salire velocemente come fa, nel collo di una bottiglia, la schiuma di una buona birra.

Certo qualcuno potrebbe obiettare che in fin dei conti i cieli sono tutti uguali ma noi che da anni l’osserviamo quotidianamente vi possiamo assicurare che non è così.

Se non ci credete non dovete fare altro che incominciare ad osservarlo; tanto di questi tempi non è certo il tempo che manca. Una volta presa l’abitudine, una o più volte al giorno, di alzare lo sguardo in alto vi renderete conto che è proprio come diciamo noi: diverso e più bello.

Francesco Gargaglia

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