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“Diario Fiumano”, per saperne di più

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Per la rubrica letti per voi segnaliamo il libro “Diario fiumano MCMXX-MCMXXI” delle Edizioni Ricciardi & Associati (pag. 159, 22 Euro).

Il libro, curato da Giovanna Latour e Filippo Sallusto, è in realtà il diario scritto dal giovanissimo Luigi DeMichelis che a 17 anni decise di raggiungere Fiume e arruolarsi nell’esercito della Reggenza Italiana del Carnaro; un diario impreziosito dai disegni e acquerelli del ragazzo che con puntiglio racconta la sua grande avventura.

In questi ultimi mesi sono stati pubblicati numerosi volumi su D’Annunzio e la “questione fiumana” ma quello di DeMichelis, nonostante la grandezza  e serietà degli eventi,  in realtà è un racconto brioso e a volte divertente, niente a che vedere con un tomo di Storia.

Oggi è molto difficile comprendere cosa sia stata la “questione fiumana” e quali sentimenti abbia suscitato nel cuore di tutti gli italiani; usciti vincitori da un guerra che aveva portato solo lutti, l’Italia si vide negare, soprattutto per l’ostinazione del Presidente USA Wilson (è noto che fosse un razzista che odiava neri e italo-americani), quanto previsto dai “Patti di Londra”.

La “vittoria mutilata” provocò un profondo sdegno tra gli italiani e quando Gabriele D’Annunzio alla testa di un manipolo di arditi e volontari entrò in Fiume nella speranza di una successiva annessione, il popolo andò in visibilio e migliaia di giovani partirono alla volta di Fiume. Uno di questi fu proprio il diciassettenne DeMichelis che dopo un avventuroso viaggio riuscì a farsi arruolare in una compagnia di Bersaglieri.

In realtà DeMichelis non combatte affatto ma trascorre i mesi  girovagando tra una caserma e l’altra partecipando a celebrazioni, cerimonie e grandi mangiate (il Vate è munifico e spesso si fa carico di generosi banchetti per i suoi fidi); a Fiume si raccolgono soldati, idealisti, patrioti, arditi che non sanno più riadattarsi ad una vita normale e anche qualche poco di buono.

In questa isola felice ed esaltata si vivono straordinarie esperienze di vita e di guerra in un clima  di forte modernità che non avrà eguale nella storia moderna.

Il sogno straordinario creato da una personalità eccezionale come quella di D’Annunzio si infrangerà con il “Natale di sangue” che metterà fine all’esperienza fiumana e rispedirà a casa tutti i suoi protagonisti compreso il  DeMichelis.

“Diario Fiumano”, che ha una splendida grafica,  è un testo fresco e straordinariamente piacevole che si legge come un libro di avventure; un libro da consigliare soprattutto (o regalare) ai nostri giovani che forse della “questione fiumana” sanno poco o nulla.

Francesco Gargaglia

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