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    Max Hasting: “Vietnam, una tragedia epica”

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    Per la rubrica “letti per voi” vi segnaliamo il libro del giornalista e scrittore Max HastingsVietnam, una tragedia epica – 1945-1975” (Ed. Neri Pozza, 925 pag., 30 Euro).

    Se un conquistatore ingiusto e rapace sottomette una nazione, infliggendole condizioni dure, ignominiose e insopportabili, necessità vuole che si pieghi; ma questa apparente tranquillità non è una pace bensì una oppressione che la nazione sopporta solo fintanto che manchi dei mezzi per rovesciarla e contro cui gli animi energici si ribellano alla prima opportunità favorevole”.  Basterebbe questo scritto di Emmerich De Vattel per spiegare che cosa sono state le “guerre rivoluzionarie” del XX secolo, compresa la guerra del Vietnam.

    In realtà il Vietnam è stato qualcosa di molto di più di una semplice “guerra rivoluzionaria” dal momento che questa immane tragedia che si è protratta per oltre 30 anni è stata orchestrata e diretta dai potenti della terra.

    Sul Vietnam e le sue guerre sono stati scritti tantissimi libri, da “Una sporca bugia” del Premio Pulitzer  Neil Sheehan a “Matterhorn” di Karl Marlantes  e “Hue-1968” di Mark Bowden, ma il libro di Hastings è diverso: non solo perché è un imponente volume di 900 pagine (ancora più corposo de “I sette pilastri della saggezza” di T.E. Lawrence) ma soprattutto perché si avvale di una straordinaria documentazione che spalanca definitivamente  il sipario su quella che è stata una lunga e folle odissea.

    Il libro di Hastings (che si legge molto facilmente grazie ad una scrittura agile e accattivante) è fondamentale per capire le ragioni sbagliate di una guerra che il popolo americano non voleva; soprattutto non fa sconti a nessuno inchiodando alle loro responsabilità gli attori principali delle vicende che hanno causato al popolo vietnamita 3.000.000 di morti.

    Dall’arrogante Charles De Gaulle che dopo aver patito per 5 anni l’occupazione tedesca si rifiuta di lasciare il Vietnam che la Francia occupa da oltre 50 anni al rozzo Johnson e al cinico Nixon preoccupati non tanto del diffondersi dei regimi comunisti ma piuttosto di affermare il ruolo degli USA come prima potenza mondiale e “poliziotto del pianeta”; da URSS e Cina che sostengono con aiuti economici e militari lo sfiancato governo di Hanoi al corrotto e inefficiente governo di Saigon, il peggior partner che gli USA potessero sostenere. Per finire ai protagonisti dell’insurrezione maturata al Nord, Ho Ci Minh e il generale Giap, combattenti coraggiosi e convinti, ma privi di ogni forma di comprensione e determinati a “sovietizzare” ad ogni costo il loro paese.

    “Vietnam, una tragedia epica” racconta  con un dettaglio impressionante la genesi e la storia di una guerra che ha provocato un vero e proprio genocidio (sul Vietnam gli USA scaricarono 4.000.000 di tonnellate di bombe) e che è stata caratterizzata  da una totale mancanza di umanità da parte di tutti i protagonisti (basterebbe citare le stragi indiscriminate compiute dai Vietcong sulla popolazione del Sud o la spietata “Operazione Phoenix”  ideata dalla CIA e che comportò l’assassinio deliberato di oltre 8.000 civili).

    Il libro di Max Hastings è una straordinaria opera che gli amanti della storia moderna apprezzeranno molto. Ha un solo difetto: è stato scritto 50 anni dopo le vicende narrate ovvero quando i responsabili di questa tremenda tragedia oramai l’hanno fatta franca.

    Francesco Gargaglia

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