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Villaggio Olimpico, il rito del venerdì

Ci vorrebbe forse il grande Oliver Stone per documentare quello che ogni “maledetto venerdì” accade al Villaggio Olimpico; perché qui “si combatte per un centimetro”, in questo quartiere “si massacrano di fatica per un centimetro”,  in queste strade si difendono “con le unghie e coi denti per un centimetro”.

Ma di quali centimetri stiamo parlando? Non certo dei centimetri del “coach” Tony D’Amato in “Ogni maledetta domenica”  ma di quelli che i residenti del Villaggio Olimpico devono contendere alla marea umana che ogni venerdì si riversa nelle strade di questo quartiere.

Non è bastato con l’Auditorium l’aver sottratto ogni metro di un grande parcheggio così da trasformare le strade di questo sereno e verdissimo angolo di Roma in un inferno; non è bastato l’aver imposto il parcheggio dei bus turistici; ci voleva anche il mercato del venerdì che ogni settimana diventa sempre più grande tanto da aver assunto dimensioni tali da non riuscire più a contenere le bancarelle.

Molte di queste occupano infatti i prati delle aiuole e addirittura la carreggiata delle strade limitrofe a Viale XVII Olimpiade; ovviamente tantissimi gli abusivi.

Noi non abbiamo nulla contro i mercati rionali che rappresentano l’ultima manifestazione di quel commercio popolare oramai al tramonto nella capitale ma il fatto è che ogni venerdì il Villaggio si trasforma in un impressionante ingorgo di traffico con auto alla ricerca spasmodica di uno spazio o un buco dove parcheggiare e a farne le spese sono le aiuole, i giardini, i prati, i marciapiedi e perfino gli androni dei palazzi nonché i residenti, circondati e soffocati da centinaia di auto.

Chiudere il mercato del venerdì? Niente affatto. Quello che si dovrebbe fare è adottare dei provvedimenti che consentano uno svolgimento meno disordinato imponendo un numero chiuso  di venditori, reprimendo l’abusivismo commerciale, creando un’isola pedonale attorno al mercato e costringendo chi va a farvi compere a parcheggiare nei pressi del Palazzetto dello Sport dove sopravvive ancora un parcheggio (in fin dei conti si tratta di appena 350 metri).

Il tutto in attesa – sempre che si realizzi – della creazione di un parco alberato in Piazza XVII Olimpiade con trasferimento del mercato sotto il Viadotto di Corso Francia. E’ quanto infatti prevede un progetto risultato vincitore di un concorso di architettura indetto dal Municipio II in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Architettura del Lazio e l’Ordine degli Architetti di Roma (leggi qui).

Francesco Gargaglia

3 COMMENTI

  1. La piazza dovrebbe essere destinata a parcheggio di scambio con la linea due; in un quartiere così ricco di verde e così degradato l’idea di un altro parco alberato (da abbandonare poi all’incuria come il resto della zona) mi sembra uno spreco di denaro inutile. Io vorrei la manutenzione delle ampie aree verdi esistenti e la rimozione dei tanti rifiuti sparsi qua e là, cosa che da anni non si fa, con il risultato che gioielli architettonici come il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dell Sport, e lo Stadio Flaminio sono ridotti ormai peggio delle Vele di Scampia; il mercato poi va benissimo che lo spostino sotto il viadotto e ne riducano il numero dei banchi.

  2. Perché alla chiusura del mercato devono essere abbandonati cumuli di rifiuti che impegnano per ore operatori AMA per la loro rimozione? Stesso scenario per gli altri mercati es. Piazzale Flaminio e il martedì presso lo stadio Flaminio. In altre città ho visto multare l’ambulante se non accantona e rimuove correttamente gli imballaggi. Tenuto conto delle decine di mercati ambulanti operanti quotidianamente a Roma, quanti operatori AMA potrebbero essere più opportunamente impegnati nella pulizia della città, che ne ha tanto bisogno!

  3. Est modus in rebus! Come sempre l’incuria e la mancanza di controllo da parte del Comune , portano al disagio di tutte le parti interessate. Basti vedere il pino caduto sulla piazza più di un mese fa e non ancora rimosso!

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