Home CRONACA Pigna come un proiettile sulla Cassia

Pigna come un proiettile sulla Cassia

parabrezza

Mentre percorreva con la sua auto via Cassia Nuova in direzione Corso Francia, un nostro lettore, Franco G., è stato centrato da una “pigna” caduta da un pino. Il parabrezza è andato in frantumi e solo grazie alla velocità contenuta del mezzo non ci sono state ulteriori conseguenze.

Ho sentito un gran botto e ho visto il parabrezza frantumarsi anche se è rimasto al suo posto” racconta alla nostra redazione sottolineando: “per fortuna andavo piano e la pigna non ha sfondato il parabrezza”.

E la certezza che fosse una pigna Franco l’ha avuta quando, fermatosi,  ha  ritrovato numerosi frammenti della stessa tra parabrezza e cofano. “Mi chiedo – conclude – cosa sarebbe successo se la pigna avesse colpito al volto un motociclista. E ora chi mi ripaga il danno?”.

Quello che è accaduto al nostro lettore si presta ad alcune considerazioni. Innanzitutto, una pura fatalità oppure nell’episodio si può individuare una qualche responsabilità?

Se una cosa è certa, ovvero che non è possibile impedire alle pigne di cadere specie in caso di forte vento, è altrettanto vero che l’episodio non può essere paragonato ad esempio alla caduta della grandine e ai danni che questa provoca ogni volta.

E per una ragione molto semplice: i pini della Cassia oggi si trovano a pochi centimetri dall’asfalto e i rami sovrastano la carreggiata;  in passato forse sono stati piantati lontano dalla strada che con il passare degli anni però  è stata sicuramente ampliata.

I pini sono in una posizione  non conforme  alle norme in vigore  che prevedono  che gli alberi vengano piantumati ad una  distanza di sicurezza che non deve essere inferiore all’altezza massima che la pianta può raggiungere  e comunque non inferiore ai 6 metri per gli alberi e 3 metri per le siepi.

L’ Articolo 29 del Nuovo Codice della Strada prevede inoltre l’obbligo da parte dei proprietari di “tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale”. In conclusione si potrebbe dire che i pini della Cassia Nuova sono tutti “fuorilegge”.

Ovviamente qui non si vogliono colpevolizzare gli alberi né si chiede – sia ben chiaro – di tagliarli;  non si colpevolizza neppure il vento che svolge in autunno l’importantissima funzione di far cadere le foglie ormai morte; ma di fronte ad un episodio che poteva avere anche conseguenze tragiche (e di tantissimi altri incidenti provocati dalla caduta di alberi o rami)  dobbiamo ancora una volta prendere atto  che nella capitale non c’è  una adeguata manutenzione del patrimonio arboreo.

E questo nonostante sia andato in porto un appalto di 3,5 milioni di Euro che prevedeva “interventi di sorveglianza, custodia e pronto intervento”. Da qui la denuncia fatta alla Procura  dal I Municipio  che lamenta come nel 2018 gli alberi monitorati siano stati solo 7.953  con 157 abbattimenti e 188 potature pari al 4,5% delle alberature verificate; secondo la denuncia la maggior parte delle piante malate restano al loro posto.

Peraltro in un recente articolo del Corriere della Sera si dice che, a seguito del bando, “a occuparsi della manutenzione sarebbe una srl della provincia di Napoli che vanta un solo appalto eseguito al centro commerciale di Nola. Non proprio il curriculum adatto a curare il verde di una città come Roma“.

Insomma gli alberi di Roma purtroppo continuano ad essere protagonisti, ma non per la loro bellezza e utilità come in realtà ci si aspetterebbe nella “capitale più verde d’Europa” che si appresta a celebrare la “festa dell’albero” giovedì 21 novembre con visite guidate e gratuite organizzate dal Campidoglio per far conoscere ai cittadini le innumerevoli specie di alberi che crescono nei giardini pubblici romani.

Ma alla fine della fiera, resta sempre l’iniziale interrogativo: chi rimborserà i danni allo sfortunato automobilista?

Francesco Gargaglia

VignaClaraBlog.it

1 commento

  1. certo ABBATTIAMO anche i pochi PINI rimasti! diamo sempre la colpa di tutto ai poveri alberi ! leviamo tutti i pini domestici romani (simbolo di Roma in tutto il mondo) per evitare che cadano le pigne.. uccidiamo tutti i cinghiali perchè possono uccidere anche loro.. li uccelli perchè le deiezioni cadono e sporcano i vetri.. non proponiamo di curare le alberature come fanno in tutto il mondo , dove addirittura levano le pigne con dei macchinari..
    Anni fa è cascato un aereo perchè un gabbiano era finito nel motore , non hanno ucciso tutti i gabbiani. Gli incidenti purtroppo capitano, prendersela con degli alberi storici sani ( quei pochi rimasti) non ha a parer mio molto senso, anzi provoca un odio smisurato verso le piante.

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